Aeroporto di Aosta

Da WikiSpesa.
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L’aeroporto "Corrado Gex" di Aosta venne realizzato negli anni Cinquanta nel comune di Saint-Cristophe, 2 km ad est dal capoluogo valdostano. Negli anni successivi la struttura è stata frequentata prevalentemente da appassionati, che si dedicavano a voli amatoriali (specie nel periodo estivo), e dai soci dell’aeroclub locale.

Unico scalo aeroportuale di tutta la Regione, nell’agosto 2008 l’aeroporto di Aosta è stato chiuso per dei lavori di ampliamento (tra i quali l'allungamento della pista d'atterraggio) che avrebbero permesso alla struttura di trasformarsi in uno scalo commerciale. Secondo Paolo Meneghini, ingegnere aeronautico, pilota professionista ed ex presidente dell’Aeroclub di Aosta, l'ampliamento è nato dalla necessità di portare i consiglieri regionali a Roma. “Inizialmente si usava un aeroplano da otto posti; poi hanno pensato di creare un servizio di livello commerciale, con un aereo da trenta posti che non si riempiva mai e che la Regione pagava vuoto per pieno”[1]. Nel 2011, l'aeroporto è stato acquisito dalla Regione autonoma Valle d'Aosta e conferito fino al 2034 alla società AVDA S.p.A., di cui la Regione possiede il 49%, mentre il restante 51% appartiene all'Air Vallée S.p.A., in qualità di socio privato.

Dall’inizio dei lavori di espansione dell’aeroporto, su un piano di investimenti pubblici di 36 milioni, ne sono già stati spesi più di 30. 9 milioni e mezzo costerà l’aerostazione di cui esiste già la struttura e i cui costi sono lievitati di più di un milione: il progetto iniziale costava sulla carta 8 milioni e mezzo, ma aveva un piano in più [2]. Ai costi di costruzione e espansione, vanno aggiunti i costi di gestione pagati annualmente ad AVDA S.p.A. e i 3,5 milioni annui che nel prossimo futuro andranno a chi realizzerà il volo Aosta-Roma. Tre milioni di euro all’anno dovrebbero poi servire a pagare i 70 vigili del fuoco che dovranno essere impiegati nello scalo commerciale. Appare così credibile il conto di 43 milioni di euro, documentato in un rapporto del Movimento 5 stelle regionale, quale spesa complessiva [3].

Nel corso del 2013 dovrebbe avvenire il primo volo da Aosta a Roma. Ma nell’ottobre 2012 l’aeroporto era ancora chiuso per lavori [4] e oggi, nell’aprile 2013, ancora non si ha una data certa per l’inaugurazione della nuova struttura. Inoltre il futuro dell’aeroporto è incerto e i soldi spesi dalla Regione per l’ampliamento potrebbero risultare sprecati. Nel Piano nazionale degli aeroporti elaborato per conto del Governo Monti è scritto infatti che “L’aeroporto di Aosta si configura come aeroporto a servizio del territorio e del turismo locale” e come tutti i piccoli aeroporti, non strategici sul piano nazionale, ne sarà valutata la sostenibilità nei prossimi tre anni senza oneri per lo Stato. Ciò significa che, se la Regione vorrà mantenere operativo l’aeroporto, dovrà sobbarcarsi interamente le spese di gestione.

Per la Regione Valle d'Aosta, l’ambizione di avere un proprio aeroporto commerciale e l'ostinazione a mantenerlo operativo richiederanno un costante prelievo sui contribuenti o ulteriori debiti dell'ente locale. E nel frattempo, gran parte dei 120mila abitanti della Valle continuerà a servirsi dell'aeroporto di Torino, distante 115 km da Aosta [5], e raggiunto da molte più rotte aeree.

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