Aeroporto di Brescia-Montichiari

Da WikiSpesa.
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L'Aeroporto di Brescia-Montichiari "Gabriele D'Annunzio" si trova a Montichiari, 15 km da Brescia e altrettanti da Desenzano del Garda.

Proprietà e gestione

La proprietà delle strutture aeroportuali è detenuta dalla Camera di Commercio di Brescia [1]. Prima gestita dalla società Aeroporti Sistema del Garda, dal marzo 2013 la concessione del “D’Annunzio” è affidata completamente alla Catullo S.p.A. società che gestisce già l’aeroporto di Verona [2]. Anche la proprietà della Catullo S.p.A. è formata da un insieme di enti pubblici: i quattro soci con pacchetti più grandi sono la Camera di Commercio di Verona (27,7%), Provincia di Verona (14,7%), Provincia di Trento (21,5%), Comune di Verona (7,0%) [3].

Un'area ad alta densità aeroportuale

L’aeroporto di Brescia sorge in un’area ad alta densità di aeroporti. Solo tra Milano e Venezia ci sarebbe un aeroporto ogni 40 km [4], 11 scali da Torino a Trieste con una densità massima di 5 aeroporti in un raggio di 120 km [5]. Soltanto 45 minuti di autostrada separano l'aeroporto di Verona da quello di Brescia. Ad una distanza paragonabile si trova anche l'aeroporto di Bergamo, e poco oltre Milano Linate e Malpensa.

La "cattedrale delle cattedrali del deserto"

Il numero di passeggeri che hanno transitato nello scalo di Brescia negli ultimi anni è sempre stato molto basso. Nel 2010 è atterrato l’ultimo volo Ryanair; da allora non ci sono più stati voli di linea, ma ogni giorno atterrano solo i nove voli delle Poste Italiane concentrati tra l'una e le tre di notte. Per le Poste Italiane S.p.A. lo scalo di Montichiari è diventato infatti la principale base di smistamento della posta aerea.

Succede così che dal 2010 l’aeroporto “D’Annunzio” continui a restare aperto, pur senza avere nessun passeggero. Repubblica, nel 2011, l’ha definito la “cattedrale delle cattedrali del deserto” [6]: Tre mila metri di pista, la torre di controllo con due uomini radar di giorno e di notte al lavoro, si fa per dire, vigili del fuoco, poliziotti, finanzieri, doganieri in servizio sulle 24 ore, addetti ai bagagli, alle pulizie, ai metal-detector, alle rampe, al piazzale, al rifornimento, alle previsioni del tempo, alle informazioni al pubblico. E da un anno nemmeno un passeggero. Nemmeno un volo, una partenza, un abbraccio.

Secondo i dati ENAC, nel 2012 lo scalo di Brescia era il 37-esimo tra gli aeroporti d'Italia per traffico passeggeri avendo registrato in tutto l'anno un transito di 18.355 viaggiatori (-33,7% rispetto all'anno prima).

Le perdite in bilancio

Dal 2002 al 2010, l'aeroporto di Brescia ha generato 40 milioni 383 mila 462 euro di perdita per la società che lo gestiva [7]. Il bilancio migliore è il primo, nel 2002: la perdita è stata limitata a 2 milioni 504 mila e 52 euro. La perdita record è stata invece registrata nel 2009: meno 5 milioni 813 mila 555 euro che ha richiesto una ricapitalizzazione per perdite da 15 milioni 500 mila euro. Grazie alla cancellazione di tutti i voli passeggeri, negli anni successivi le perdite sono andate leggermente meglio: circa 4 milioni di perdite sia nel 2010 che nel 2011.

Nel 2012, ha destato un discreto scalpore lo sciopero proclamato dal sindacato di base chiedendo per i circa 70 dipendenti della «D'Annunzio» il pagamento del premio di produzione e degli straordinari. Richiesta paradossale, dal momento che, non transitando voli se non durante quelle due ore in mezzo alla notte, per quasi tutta la giornata controllori di volo, i vigili del fuoco, i finanzieri, i poliziotti non avevano altro lavoro presidiare uno scalo fantasma e metà del personale era in cassa integrazione[8].

Sviluppi

Per il 2013 il progetto della Catullo S.p.A. è quello di trasformare lo scalo di Montichiari in un aeroporto dedicato al trasporto merci. In aprile è stato raggiunto un accordo con una compagnia vietnamita che entro l'estate attiverà un volo che farà scalo a Brescia: si tratta però solo di un volo a settimana, che poi raddoppierà. Inoltre è in corso una trattativa con Qatar Airways: la compagnia potrebbe scegliere Montichiari come scalo di un volo che collega il Medio-Oriente con gli Stati Uniti. Con questa strategia Catullo S.p.A. vorrebbe evitare di fare perdite come nel 2011 (26 milioni) e nel 2012 (si parla di 12 milioni): i suoi soci pubblici, alle prese con dei bilanci in sofferenza, non potranno ripianare facilmente grossi buchi [9]. Inoltre, la spending review nel gennaio 2013 ha escluso lo scalo di Brescia dalla lista degli aeroporti di interesse nazionale; in futuro quindi non potrà contare sul sostegno finanziario delle amministrazioni centrali, ma soltanto su quello degli Enti Locali [10].