Aeroporto di Perugia

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L'Aeroporto internazionale dell'Umbria-Perugia San Francesco d'Assisi è situato in località Sant'Egidio a 12 km di distanza sia da Perugia che da Assisi. L'aeroporto è l'unico scalo per voli di linea passeggeri della regione Umbria, poiché lo scalo di Foligno è destinato a funzioni diverse.

Il rinnovamento e potenziamento della struttura sono stati inseriti tra i progetti per celebrare i 150 anni dall'Unità d'Italia, nel 2011 l'aeroporto è stato rinnovato per un importo di oltre 42 milioni di euro su progetto dall'architetto Gae Aulenti. Al finanziamento ha contribuito il Governo per circa 25,8 milioni di euro, la Regione Umbria per un importo pari a 12 milioni di euro e l'Enac per i restanti circa 3,3 milioni di euro.

Secondo la presentazione istituzionale del progetto [1] “si tratta di un'opera di importanza strategica per lo sviluppo infrastrutturale della Regione Umbria e dell'Italia stessa. L'opera rappresenta inoltre l'occasione di crescita auspicata negli ultimi anni per lo scalo aereo di Perugia e una grande opportunità di sviluppo socio-economico e culturale.”.

Sempre secondo la presentazione del progetto fornita dal Governo, il volume accertato di passeggeri che si è registrato nel 2007, con i voli di linea già attivi (Milano-Inghilterra-Germania-Albania), è di circa 130.000 persone, con la previsione di poter raggiungere nel 2010 l'obiettivo di 250.000 passeggeri[2]. Questo obiettivo non è stato raggiunto, neppure dopo il rinnovamento del 2011 costato 42 milioni di euro: secondo i dati dell’ENAC[3], nel 2012 sono transitati 199.503 passeggeri.

Nel febbraio 2010 l’aeroporto di Perugia è stato al centro di diverse indagini sugli scandali degli appalti della Protezione Civile e della cosiddetta "Cricca"[4].

Nel gennaio 2013 l’aeroporto di Perugia è stato escluso dall’elenco dei 31 aeroporti di “interesse nazionale” con i quali il Governo, nell’ambito della revisione della spesa pubblica, ha diviso gli aeroporti di maggiore importanza – che manterranno concessione nazionale e continueranno a beneficiare di interventi di ammodernamento e infrastrutturazione a carico dello Stato – e quelli, tra i quali lo scalo umbro, che dovranno contare esclusivamente sulle risorse locale. Politici locali di tutti gli schieramenti hanno reagito con veemenza, definendo l’esclusione un “fatto grave” e sostenendo che ciò comprometterà gli sviluppi dell’aeroporto perugino [5].