Agenzia spaziale italiana

Da WikiSpesa.
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154 milioni di perdite nel 2010 e 183 nel 2011: per i contribuenti italiani l’Agenzia Spaziale italiana costa cara. E la gestione dell’Agenzia è stata messa in discussione da più parti, tra le quali la Corte dei Conti.

I rilievi della Corte dei Conti

Con la quarta delibera del 2013 pubblicata il 7 febbraio 2013 [1], la Sezione di controllo sugli Enti presso la Corte dei Conti ha espresso una serie di rilievi sulla gestione nel biennio 2010/2011dell’Agenzia Spaziale italiana (ASI). Prima della Corte dei Conti, simili critiche erano arrivate nell’aprile 2012 dal ministro dell’Istruzione e della Ricerca Francesco Profumo ed avevano suscitato un certo interesse mediatico [2]. Mentre il collegio contabile si era concentrato sulla difficoltà di bilancio, il ministro aveva criticato alcune nomine dei vertici di società partecipate dall’ASI.

Le criticità di bilancio

Secondo la relazione della Corte dei Conti, i bilanci degli ultimi anni dell’ASI impongono “una particolare attenzione ai fini del contenimento delle spese e della razionalizzazione dei costi della gestione”. Nel 2010, nonostante un incremento del 7,51% delle entrate per trasferimenti statali, si è registrato un disavanzo economico di euro 154.481.562 a fronte di un avanzo economico, nel precedente esercizio, di euro 35.298.801; il patrimonio netto, pari a euro 1.058.913.484, è diminuito di euro 156.230.775 (-12,86%). Nel 2011 è ulteriormente peggiorato il risultato economico dell’esercizio chiuso con un disavanzo di euro 183,3 mln, connesso alla diminuzione dei trasferimenti statali correnti del 12,63% ed all’incremento delle spese correnti; il patrimonio netto è conseguentemente diminuito a 875,5 mln di euro. Nel frattempo gli impegni totali per programmi nazionali e per l’ESA, che rappresentano circa il 93% della spesa complessiva dell’Agenzia, sono aumentati nel 2010 del 2,74% e nel 2011 del 7,25%. Inoltre nel 2010 risulta aumentata del 14,47% la spesa unitaria media per il personale che nel 2011 è poi diminuita nel 2011 dell’8,38%. Come spiega il Collegio contabile, l’ASI ha utilizzato nel 2010 dei fondi per la ricerca per stabilizzare del personale assunto a tempo determinato, senza tenere conto che tali dipendenti dovevano servire soltanto per dei progetti temporanei.

In totale i trasferimenti dello Stato all’ASI sono stati negli ultimi anni pari a euro: 570.730.437 nel 2009, 613.590.373 nel 2010 e 531.739.284 nel 2011. Questi trasferimenti dallo Stato rappresentano la voce preponderante (99,51% nel 2010) sul totale delle entrate correnti.

Le nomine delle società partecipate

Nella Relazione della Corte dei Conti si legge che “il Consiglio di Amministrazione, disattendendo le indicazioni espresse dal Ministro vigilante, ha designato il Presidente dell’ASI per la nomina a Presidente della Società partecipata CIRA”. Qualche mese prima della relazione della CdC, un’ispezione del Senato [3] aveva criticato le nomine dei vertici di altre due società partecipate dall’ente pubblico. Dall’atto di sindacato ispettivo (n° 4-07489) si apprende che l'ASI aveva operato nel 2009 una riduzione del numero dei consiglieri di amministrazione a cinque membri, uno dei quali designato dal Ministero dell'economia e delle finanze e che a tale incarico era stato chiamato Nazzareno Mandolesi, ex dirigente di ricerca del Consiglio nazionale delle ricerche, in quiescenza. Nella seduta del consiglio di amministrazione dell’ASI del 9 marzo 2012, sebbene fossero presenti solo tre membri, venivano nominati i presidenti e il consiglio di amministrazione delle società partecipate ELV e E-Geos. Nonostante gli altri membri del consiglio avessero richiesto di posticipare queste decisioni, lo stesso giorno il dottor Mandolesi veniva nominato presidente E-Geos con soli due voti favorevoli.

Il 16 aprile 2012 Francesco Profumo, Ministro dell'istruzione, dell'università e della ricerca, nonché organo vigilante dell'ASI, inviava allora una lettera al Presidente dell’ASI chiedendo che i vertici delle società partecipate non venissero nominati tra quelli componenti la direzione del partecipante, e di aumentare la trasparenza delle nomine attraverso avvisi pubblici [4]. Da quanto si legge nell’Atto ispettivo “sembrerebbe che spesso il membro designato dal Ministro dell'economia e delle finanze assuma posizioni non proprio in linea con quelle espresse dal presidente dei revisori, limitandosi ad avallare le scelte del presidente dell'ASI, nonostante queste siano state più volte riprese e fatte oggetto di serie contestazioni afferenti la sfera della liceità e del danno erariale”.

Gli sprechi

La Corte dei Conti ricorda che “l’Autorità di vigilanza sui Lavori Pubblici ha rilevato una serie di illegittimità e di irregolarità connesse all’affidamento ed alla gestione dell’appalto per la realizzazione della nuova sede dell’Agenzia”. La sede dell’ASI a Tor Vergata è costata infatti 89 milioni di euro, oltre il doppio della previsione 2005, e cinque volte il preventivo basato sull'originario progetto di Fuksas, al quale era stato affidato, dopo gara pubblica, l’incarico nel 2000; il noto architetto aveva lasciato l’incarico dopo un contenzioso legato alla scelta dell’ASI di spostare l’area scelta per la sede dal quartiere Flaminio di Roma ad uno spazio messo a disposizione dall’università di Tor Vergata. Il progetto della nuova sede veniva così affidato, ma questa volta senza gara, a un nuovo studio, il 5+1AA di Genova [5].

Aveva poi suscitato notevole scalpore, nonché inchieste della Guardia di Finanza e della Corte dei Conti, il costo sproposito pagato dall’ASI per far assistere 33 persone al lancio di un satellite dalla base di Vandenberg in California. Alla trasferta nove giorni avevano partecipato, oltre al personale dell'Agenzia, anche militari, politici e giornalisti. Il costo totale del viaggio era stato pari a un milione centomila euro, ovvero, più di 30 mila euro a testa [6].