Bilanci Regionali - Esercizio 2013

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I costi delle Regioni

Nel decennio 2003 - 2013 la spesa delle Regioni è cresciuta del 21% contro il 17,5 delle entrate.

Le Società partecipate dalle Regioni sono circa quattromila e per il loro personale hanno speso soltanto negli ultimi quattro anni (2009-2013) oltre un miliardo di euro.

Escludendo i costi delle partecipate, che gli intrecci con le partecipazioni degli altri enti locali rendono difficili da ricavare con esattezza, soltanto per i costi della politica le Regioni gravano sui contribuenti per 1 miliardo di euro l'anno. E' questo infatti il costo complessivo dei consigli regionali, esattamente quasi quanto la Camera dei Deputati. I compensi lordi ai consiglieri sono circa 230 milioni , mentre si spendono circa 170 milioni per pensioni e vitalizi dei consiglieri cessati dal mandato. I contributi ai gruppi consiliari sono quasi 100 milioni, mentre in media gli emolumenti lordi a ciascuno dei 1117 consiglieri regionali ammontano a poco più di 200.000 euro all’anno [1].

L'allarme della Corte dei Conti

Dal 2014 la Corte dei Conti ha assunto il potere di controllare e certificare i conti delle Regioni, grazie a una norma dell'ottobre 2012. Così, nelle relazioni delle sezioni regionali della Corte stanno emergendo diverse irregolarità con casi persino di falsificazione dei bilanci.

L'esercizio della magistratura contabile relativo all'analisi della contabilità delle regioni è un'operazione resa ardua dal fatto che ogni Regione italiana scrive il bilancio in base a regole scelte dalle regioni stesse e un istituto esterno non era mai stato chiamato a verificare i conti.

Mancando pertanto regole comuni orientarsi nei bilanci delle Regioni risulta problematico e i risultati delle indagini fin qui condotte dalla magistratura contabile potrebbero anche non rilevare ulteriori irregolarità. Sono tuttavia evidenti alcune di queste, così come emerge la necessità di porvi rimedio in modo da bloccare le spese senza copertura in modo sistematico.

"Violate le elementari leggi contabili"

Rispetto all'introduzione del Fiscal Compact per le amministrazioni comunali, la gestione finanziaria delle Regioni risulta in direzione opposta: violate norme europee ma anche le "più elementari regole contabili ", scrive la Corte dei Conti nelle relazioni di bilancio. . I giudici contabili parlano di una situazione "particolarmente grave", di una situazione di "irregolarità complessiva", con casi di irregolari infatti diffusi in diverse regioni. Sintetizzando i più ...mersi finora (novembre 2014):

Piemonte:

Debiti per 2,5 miliardi omessi nel bilancio. Negata in parte la certificazione del bilancio.

Liguria:

Bonus indebiti a direttori delle Asl. Negata in parte la certificazione del bilancio.

Sardegna:

Risorse in modo continuato alle partecipate in perdita e senza contratti di servizio. Nei primi mesi 2013 approvate leggi senza copertura.

Sicilia:

Solo il 50% delle leggi ha la relazione tecnica. Un dirigente ogni otto dipendenti (contro 1 su 16 nelle altre regioni). 20mila dipendenti e ulteriori 7.300 nelle società partecipate. Negata in parte la certificazione del bilancio.

Campania:

Attivi inesistenti per tre miliardi di euro. Negata la certificazione del bilancio.

Friuli Venezia-Giulia:

Uso improprio di società partecipate: impiegato fuori bilancio un terzo del personale.

Umbria:

Risorse anticipate alle società controllate e non restituite.

Basilicata:

Le sei società partecipate non hanno obiettivi gestionali e non sono in rete tra loro.

Calabria:

Proliferazione incontrollabile di partecipazioni societarie. Debiti fuori bilancio per quasi 27 milioni. Anomale spese di rappresentanza per "servizi di ristoro".


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Sardegna

Come nel 2010 e nel 2011 anche nel 2013 si è ricorso all'esercizio provvisorio. Il bilancio 2013 è stato approvato a maggio 2014 ma nel frattempo i legislatori sardi hanno approvato leggi senza alcuna copertura finanziaria, rinviando, per le coperture, proprio alla legge di bilancio che sarebbe arrivata dopo.

La regione Sardegna ha inoltre continuato a trasferire risorse alle partecipate, spesso senza un regolare contratto di servizio e in casi frequenti nonostante siano in perdita [2]. Trasferimento, in quest'ultimo caso, in violazione della legge.

Nel caso della Fluorite di Silius (manutenzione e bonifica delle strutture minerarie) finita in liquidazione dal 2009, la spesa per il personale è aumentata passando da poco più di tre milioni a 3,7 milioni, nonostante (o poiché) la legge stabilisca che spetti all'amministrazione regionale controllante il compito di contenere le voci della spesa corrente. Secondo i giudici della Corte dei Conti: "Si è potuto riscontrare che la Regione non esercita alcun controllo, in termini di semplice conoscenza, su aspetti essenziali ai fini dell'esercizio dei propri compiti gestionali e della propria programmazione finanziaria ".


Piemonte

Fra i casi più controversi emersi dai rapporti di bilancio della Corte dei Conti c'è il Piemonte.

La magistratura contabile ha negato la "parifica", ossia la certificazione, di parte del bilancio. Una relazione della Corte dell'11 luglio segnala infatti "dubbi sulla corretta iscrizione a bilancio della anticipazioni", cioè di oltre due miliardi di euro prestati dal Tesoro nel 2013 per pagare gli arretrati alle imprese fornitrici della sanità. La Corte dei Conti nota che il Piemonte nel 2012 "ha finanziato con le risorse ricevute dei debiti diversi", e "passività pregresse extra bilancio". L'accusa risulta dunque duplice: la giunta ha ricevuto un prestito dal Ministero dell'Economia per saldare le imprese creditrici, ma ha usato quei fondi per altre spese; inoltre ha cancellato dal bilancio i debiti verso i fornitori già pagati, ma non ha iscritto i prestiti del Tesoro come nuovo debito.


Campania

La situazione della regione Campania è la più critica. Relativo al bilancio 2012, la Corte nega in blocco la parifica: "La Procura Regionale - si legge nella requisitoria del giudice - condivide le osservazioni attinenti alla mera regolarità contabile formulate dalla Sezione di controllo".

Un giudizio formulato a fronte di un bilancio da 16,8 miliardi con un deficit di 1,7 miliardi.

La giunta ha fatto ricorso e ottenendo il ritiro del giudizio della Corte dei Conti, tuttavia la Corte ha confermato e avvertito che resta un'amministrazione "vicina al default".


Liguria

In Liguria la Corte nega il timbro su 91 milioni di "residui attivi" (crediti presunti ma in realtà inesigibili), su 103 milioni di cessioni di immobili e su 17,5 milioni di operazioni in derivati con la banca americana Merrill Lynch.

L'amministrazione ligure presenta irregolarità anche nella remunerazione dei dirigenti Asl. Paga infatti un bonus fino al 20% della paga in più ai direttori delle Aziende sanitarie. La Corte la definisce una "stortura ", in quanto l'obiettivo di produzione del premio di produzione 2013 ai dirigenti Asl viene fissato un mese prima della fine dell'anno stesso a un livello molto vicino, tanto che sarebbe impossibile mancarlo a quel punto. "Una scelta del tutto irrispettosa dei principi di efficienza", concludono i magistrati.

Rilevata inoltre la presunta "cessione" per 103 milioni di immobili della Regione a Arte (Azienda Regionale Territoriale per l'Edilizia), un ente strumentale della Regione tramite soldi regionale transitati da un conto di Banca Carige. Dunque la certificazione è stata negata.


Sicilia

In Sicilia solo la metà delle leggi presentate dalla giunta sono accompagnate dalla relazione tecnica. "Ciò - scrivono i giudici contabili - non consente l'emersione di oneri che potrebbero rimanere occulti ".

La Sicilia è l'unica regione in cui vi sono ancora pensionati con l'assegno calcolato sull'ultima retribuzione tanto che dal 2009 al 2013 la spesa previdenziale è cresciuta dell'8%.

L'89% delle risorse viene impiegato per la spesa corrente ponendo "a serio rischio, per il futuro, il mantenimento dei necessari equilibri di bilancio", avverte la magistratura contabile.

Calabria

I debiti fuori bilanci sono stati definiti come una prassi consolidata. Nell'esercizio del 2013 sono stati riconosciuti oltre 2,3 milioni di debiti senza copertura ai quali aggiungere 24,5 milioni di debiti "da riconoscere " già pagati a seguito di pignoramenti senza però copertura.

Complessivamente risultano 27 milioni di debiti scoperti: "L'esistenza di debiti senza copertura finanziaria condiziona pesantemente gli equilibri finanziari della Regione, in piena continuità ed assonanza con la deleteria prassi di procedere al riconoscimento di debiti fuori bilancio per somme sempre più ingenti".

A pagina 55 del Giudizio sulla Calabria la Corte dei Conti giunge alla conclusione che la regione non sarebbe in grado di riconoscere la propria capacità di spesa generando una situazione di dissesto finanziario fuori controllo: "La Regione non solo non è dotata di strumenti e sistemi atti a garantire in termini di cassa il rispetto dei vincoli tra entrate e spese, ma non è oggettivamente nelle condizioni di conoscere le proprie disponibilità di cassa vincolata dell'anno, né quelle per le quali occorrerebbe provvedere alla ricostituzione. Tale situazione costituisce violazione del principio di trasparenza ed è certamente foriera di una grave situazione di squilibrio della gestione vincolata della cassa regionale".

Altre regioni

Anche per la regione Veneto è a rischio la certificazione: la requisitoria del magistrato evidenzia "errori" di contabilizzazione dell'indebitamento e "rappresentazioni contabili scorrette".

Le giunte che pur hanno passato l'esame della magistratura presentano criticità.

Nelle provincie autonome di Trento e di Bolzano spese "di rappresentanza" dei due presidenti per decine di migliaia di euro non hanno giustificativi ritenuti credibili.

In Toscana nel 2013 emerge uno scostamento al rialzo addirittura del 75% delle spese fra preventivo e consuntivo, da quota 10,4 miliardi fino a 18,4 miliardi. La giunta, invece di privatizzare, si è addirittura spinta a salire nel capitale della società Terme di Chianciano e in Fidi Toscana, una finanziaria in perdita che ha partecipazioni nei più vari settori: dai caseifici della Maremma agli allevamenti ittici.

In Friuli-Venezia Giulia risultano 2.800 dipendenti regionali, ma la Corte dei Conti ha scoperto che altri 1.700 lavorano per la stessa Regione, fuori bilancio, in un "sistema satellitare composto da enti, agenzie, aziende, società, enti funzionali".


Fonti

http://www.lavoce.info/quanto-costano-consigli-regionali/

http://www.repubblica.it/economia/2014/11/03/news/allarme_corte_dei_conti_le_regioni_truccano_i_bilanci-99624196/?ref=HREC1-1

http://www.corteconti.it/controllo/finanza_pubblica/bilanci_manovra_leggi/

http://www.corteconti.it/controllo/regioni_enti_locali/gestione_finanziaria/

http://www.ilgiornale.it/news/politica/regioni-fuori-legge-1064566.html

http://www.lettera43.it/economia/macro/bilanci-delle-regioni-l-allarme-della-corte-dei-conti_43675146423.htm

http://www.giornalettismo.com/archives/1650803/regioni-corte-dei-conti-denuncia-i-bilanci-truccati/

http://notizie.virgilio.it/videonews/dipendenti-fantasma-debiti-non-registrati-regioni-truccano-i-bilanci.html

http://www.giornaledellumbria.it/article/article202980.html

http://www.ilquotidianoweb.it/news/economia/731160/I-debiti-fuori-bilancio-divorano-la.html