CNR (Consiglio Nazionale delle Ricerche)

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CNR (Consiglio Nazionale delle Ricerche)


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L'ente

Il Consiglio Nazionale delle Ricerche (Cnr) è un ente pubblico nazionale di ricerca con competenza scientifica generale, vigilato dal Ministro dell'Istruzione, dell'Università e della Ricerca (Miur). È dotato di personalità giuridica di diritto pubblico e di autonomia scientifica, finanziaria, organizzativa, patrimoniale e contabile.

La rete scientifica del Cnr è composta da oltre 100 Istituti, articolati in 7 Dipartimenti, con circa 8.000 dipendenti. Le dimensioni e l'articolazione sul territorio nazionale rendono il Cnr il più grande e multidisciplinare ente di ricerca italiano.

In coerenza con il Programma Nazionale della Ricerca (PNR), con gli atti di indirizzo e con le direttive adottati dal Ministero, il Cnr:

• svolge, promuove e coordina attività di ricerca fondamentale ed applicata di eccellenza;

• promuove l'internazionalizzazione del sistema italiano della ricerca scientifica e tecnologica al fine di accrescerne competitività e visibilità. Partecipa ai grandi programmi di ricerca, compreso il coordinamento delle attività polari, e agli organismi internazionali garantendo la collaborazione con enti ed istituzioni di altri paesi nel campo scientifìco-tecnologico e nella definizione della normativa tecnica. Partecipa alla realizzazione dello spazio europeo della ricerca e dell'innovazione;

• propone e, anche su affidamento del Governo, coordina e svolge progetti strategici di ricerca di interesse nazionale in collaborazione con università e imprese, tenendo conto delle esigenze delle regioni in materia di ricerca e innovazione;

• promuove la formazione e la crescita scientifica dei ricercatori attraverso borse di studio e assegni di ricerca. Promuove, inoltre, sulla base di apposite convenzioni con le università corsi di dottorato di ricerca anche con il coinvolgimento del mondo imprenditoriale;

• contribuisce all'analisi della congiuntura scientifica nazionale ed internazionale e delle sue prospettive di sviluppo;

• dà supporto alle istituzioni internazionali dell'Unione Europea, nazionali e regionali nella valutazione e nel monitoraggio dei programmi scientifici;

• collabora con le università e con gli altri enti di ricerca per la promozione delle conoscenze scientifiche e tecnologiche e per la condivisione di infrastrutture;

• collabora con le regioni e le autonomie locali, al fine di favorire lo sviluppo delle specifiche realtà produttive e del territorio;

• promuove la valorizzazione e l'utilizzazione dei risultati della ricerca;

• promuove la diffusione della conoscenza nella società anche attraverso proprie iniziative editoriali;

• sostiene nuove idee progettuali e nuovi settori emergenti attraverso iniziative di eccellenza;

• fornisce attività di consulenza, certificazione e supporto tecnico­scientifico alle amministrazioni pubbliche nonché servizi a terzi in regime di diritto privato;

• può promuovere, concorrere alla costituzione o partecipare a fondi di investimento insieme ad investitori pubblici e privati ai sensi e per le finalità di cui all'articolo 16 del decreto di riordino. [1]


L'indagine della Corte dei Conti del 2011

La determinazione 82/2011 depositata dalla Corte dei Conti il 5 dicembre 2011 con riferimento al biennio 2009-2010 (allora il Cnr era presieduto da Luciano Maiani) descriveva un ente che nonostante tentativi di riorganizzazione risultava inefficiente tanto da essere divenuto secondo la stampa un cosiddetto "carrozzone pubblico".

L'indagine rilevava che nel 2010 su 921,5 mln solo il 31% erano stati spesi nelle strutture scientifiche (il 29% nel 2009), ancor meno del periodo precedente alla riorganizzazione, in quanto nel 2007 la percentuale era stata del 38%.

L'analisi della Corte evidenziava che sebbene l'ente avesse conseguito nel 2009 e nel 2010 un avanzo di competenza pari rispettivamente a 26,7 e 44,5 milioni, tali risultati non costituivano un sintomo dell'espansione delle attività, delle quali piuttosto i magistrati contabili rilevavano "gravi irregolarità": " Per quanto riguarda il tanto auspicato processo di riorganizzazione della amministrazione centrale, anche nell'esercizio 2009 permangono alcune anomalie riguardanti il costante disallineamento tra uffici dirigenziali e posti dirigenziali".

Era previsto il taglio del 20% ed effettivamente «sul finire dell'esercizio 2008 il numero degli uffici dirigenziali non generali era stato ridotto da 36 a 30» per scendere nel 2009 a «28 unità». Tuttavia «contestualmente sono state introdotte 9 strutture ordinamentali di particolare rilievo, le quali sono allo stesso livello funzionale degli uffici dirigenziali». (Un nuovo assetto dell’amministrazione centrale, approvato dal Cda con la deliberazione n. 81 del 2013 e nuovamente modificato al termine dell’esercizio - deliberazione n. 200 del 2013- ha provveduto ad allineare il numero degli uffici dirigenziali al numero dei posti complessivamente disponibili in pianta organica).

Si verificò inoltre l'aumento delle buste paga: il totale dei compensi era passato dai 669 mila euro del 2008, ai 743 mila del 2009 fino agli 860 mila del 2010, quindi il 28% in più. Le indennità erano state ridotte, ma gettoni e rimborsi erano lievitati.

L'indagine della Corte dei Conti venne avviata dopo che la magistratura ricevette dal Ragioniere Generale dello Stato, Mario Canzio, un documento riservato che denunciava la situazione finanziaria di passivi e irregolarità nella gestione dell'ente. Il documento era accompagnato da 108 pagine di relazione sulla verifica amministrativo-contabile eseguita dagli ispettori Filippo D'Alterio e Patrizia Padroni.

«Inattendibilità della rappresentazione finanziaria risultante dal bilancio di previsione», anche per «l'abnorme numero di variazioni di bilancio (circa 10 mila ogni anno), talune delle quali successive alla fine dell'esercizio», con il risultato che tra bilancio previsionale, quello conclusivo e le somme effettivamente accertate dagli ispettori ballava un quarto del totale, a causa della pratica di «escludere buona parte degli introiti che gli Istituti sono in grado di acquisire all'esterno per finanziare le ricerche».

Il documento rilevava inoltre «gravi irregolarità nell'utilizzo di alcuni immobili» per un patrimonio che nel 2009 risultava di 646 milioni di euro. Proprio nel 2009 era emerso il caso del complesso in località Anacapri, da adibire a un centro congressuale a livello internazionale mai avviato in quanto a soli due mesi dalla fine del restauro, costato al ministero dell'Istruzione 2,48 milioni, il board del Cnr aveva deliberato che «la struttura non risultava funzionale alle esigenze dell'ente» (le aste per la cessione sono andate tutte deserte). Veniva inoltre denunciato il «mancato utilizzo di finanziamenti del Miur per la ristrutturazione di un edificio situato in località Calata Porta di Massa, Napoli», ossia 12,271 milioni che sarebbero dovuti servire per il completamento della ristrutturazione dell'Istituto per l'ambiente marino costiero, ma i lavori vennero interrotti a causa dell'occupazione abusiva da parte di una ditta privata, l'Officina meccanica Fratelli Solla, srl. Veniva indicato come spreco ancora in ambito immobiliare, la vendita di appartamenti romani di proprietà del Cnr nel 2006 e ripresi in affitto con un costo che in quattro anni aveva già raggiunto un quarto della somma incassata dalla vendita, ossia 7,9 milioni.

Il documento analizzava inoltre la gestione del personale, evidenziando la situazione di dirigenti in posizione di comando e in forze presso altre realtà il cui stipendio era pagato dal Cnr. I dirigenti in tale condizione erano decine con un onere complessivo a carico del Cnr di 3,5 milioni. In particolare risultavano 4 dirigenti per il progetto San Marco ancora pagati nel 2011 nonostante la convenzione fosse scaduta nel 2009. Una situazione analoga veniva riscontrata per l'Università degli Studi di Palermo.

Tra le irregolarità indicate dalla relazione venivano sottolineate quelle riguardanti la gestione delle partecipazioni societarie, come la «mancata inerenza al perseguimento dei fini istituzionali del Cnr delle partecipazioni in Rete Ventures e Quantica Sgr», rese tali da intrecci pubblici-privati e opacità delle operazioni.


La relazione della Corte dei Conti del 2014

Dalla relazione della Corte dei Conti effettuata nel 2014 [2] relativa al biennio 2011-12 è emerso che la revisione di spesa ha determinato miglioramenti nel contenimento delle spese e nella riorganizzazione dell'ente, tuttavia la trasparenza e l'amministrazione delle partecipazioni societarie rimangono critiche.

L’attività del Cnr negli esercizi 2011 e 2012 è stata in gran parte dedicata all’attuazione della disciplina di riordino di cui al d.lgs 213/2009 (emanato in base alla delega conferita al governo dall’articolo 1, commi 1 e 2, della l. n. 165/2007). E’ stato redatto un nuovo Statuto dell’ente che ha confermato le missioni e gli obiettivi originari, ancorandoli agli indirizzi del Programma Nazionale della Ricerca (PNR) e alle direttive adottate dal Miur. Risultano mancanti , invece, i nuovi regolamenti del personale e di amministrazione, finanza e contabilità, previsti dal decreto di riordino, non ancora definitivamente approvati. Sono state apportate modifiche della composizione degli organi e nella razionalizzazione della struttura organizzativa che ha coinvolto sia la rete scientifica che l’amministrazione centrale. Per la rete scientifica, di rilievo è stato il processo di riduzione dei dipartimenti (da 11 a 7), finalizzato a favorire il proseguimento della riorganizzazione degli Istituti.

Rimane però ampia la frammentazione delle sedi decentrate, pertanto i magistrati contabili indicano come necessario il completamento della ristrutturazione della rete scientifica, anche al fine di contenere gli oneri logistici connessi alla segmentazione.

Riguardo il processo di riorganizzazione dell’amministrazione centrale, vengono confermate ed evidenziate anche nel 2011 e nel 2012 le già segnalate anomalie concernenti il disallineamento tra il numero degli uffici dirigenziali e i posti in organico; tale anomalia è stata definitivamente superata solo al termine del 2013 in sede di approvazione del nuovo progetto di riorganizzazione della sede centrale, adottato in attuazione del recente decreto legge n. 95 del 2012.

La situazione del personale in servizio evidenzia una consistenza inferiore alla dotazione organica, con un valore pari a 7107 unità, in crescita nell’esercizio 2012 (7.239); il peso delle risorse umane dedicate direttamente all’attività di ricerca risulta pari al 60% circa. Un andamento in crescita si registra anche nell’ambito del personale a tempo determinato, soprattutto nell’ambito della quota finanziata con fondi esterni, mentre flette, in linea con le politiche di riduzione della spesa, l’apporto che viene dal personale non dipendente dell’ente.

I dati di consuntivo registrano nelle spese per il personale un progressivo contenimento, dopo il picco registrato nel 2009, a seguito della firma dell’ultimo CCNL (prima del congelamento disposto con il d.l. 78 del 2010), una diminuzione dell’ 1,3% nel 2011 e un più consistente incremento nel 2012 (+9,3%), conseguente all’avvio di un ricambio del personale e la possibilità di ricorrere a personale a tempo determinato con oneri non a carico di fonti interne.

Nell’ambito del processo di revisione della spesa si inseriscono le azioni di contenimento in materia di acquisto di beni e servizi, il monitoraggio dei consumi energetici per gli esercizi 2010 e 2011 e le misure di razionalizzazione nei settori della gestione del patrimonio immobiliare e della revisione delle società partecipate.

Nella revisione delle società partecipate risultano però ancora frammentarie le informazioni riguardanti l’andamento economico, patrimoniale e finanziario delle società, desumibili solo in parte dai quadri contenuti nella relazione del presidente allegata al conto consuntivo, e i loro riflessi sul bilancio dell’ente di cui mancano riferimenti nella nota integrativa.

Nell’ambito delle Joint Ventures attive al termine del 2012, è stato confermato dalla Corte dei Conti il rilievo "strategico" per la mission dell’ente di circa la metà delle partecipazioni mentre, nell’ambito delle restanti, risultano dismesse o liquidate le quote detenute in 22 organismi che presentavano le maggiori criticità gestionali.

Il risultato della gestione finanziaria chiude nel 2011 con un saldo negativo di circa 1,4 milioni mentre la gestione straordinaria presenta un saldo negativo pari a 393 mila euro per effetto della sensibile riduzione sia delle “sopravvenienze attive ed insussistenze del passivo” sia delle “plusvalenze da alienazioni”. Le minusvalenze da alienazioni, diminuite del 12,6%, sono determinate per 373 mila euro dall’adeguamento delle quote di partecipazione a consorzi e società e per 408 mila euro dalla dismissione di beni mobili.

Come evidenziato anche nella precedente relazione della stessa Corte dei Conti, le perdite durevoli di valore delle società partecipate, che hanno comportato contabilmente la svalutazione delle partecipazioni iscritte nell’attivo dello Stato patrimoniale, sarebbero dovute essere rilevate in apposta sezione del conto economico (“Rettifiche di valore delle attività finanziarie”), che tuttavia non è stata compilata.


Le società partecipate

Sono associazioni, fondazioni, distretti tecnologici, consorzi e società di diritto estero alle quali si aggiungono 56 spin-off [3].

Il 56,6% delle società partecipate [4](o almeno delle quali sono disponibili informazioni) ha presentato nel 2011 il bilancio in rosso, mentre nel 2012 sono state circa un terzo (29,4%), delle quali il 9% risulta in liquidazione o già liquidate.


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Ai giudici contabili, che hanno evidenziato sia nella determinazione del 2011, sia nella relazione del 2014 scarso rigore e trasparenza nella pubblicazione delle informazioni relative alla gestione finanziaria dell'ente, non è pervenuta la documentazione (oppure il relativo bilancio non è stato approvato) di una società su 5.


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Costi e sprechi

Il Cnr costa ogni anno ai contribuenti 950 milioni di euro, ma, oltre agli sprechi denunciati dalla magistratura contabile relativi a immobili e irregolarità finanziarie, sono soprattutto la distribuzione "burocratica" della spesa e la scarsa efficienza a determinare gli sprechi di risorse pubbliche.

La Corte dei Conti aveva rilevato nell'indagine depositata nel 2011 che su 10 euro di spesa 7 venivano impiegati per coprire gli stipendi del consiglio di amministrazione, delle segreterie, dei dirigenti amministrativi e della burocrazia centrale, mentre solo 3 euro su 10 venivano destinati alla ricerca. Così, sul Corriere della Sera che pubblicava i dati emersi dall'indagine della magistratura contabile, il Cnr veniva definito, in ragione della distribuzione dei fondi, "consiglio nazionale della burocrazia scientifica" [5].

La revisione di spesa e la riorganizzazione dell'ente avvenuta nel biennio 2011-12 ha fatto registrare un miglioramento nella distinzione tra le spese impegnate per le strutture scientifiche dell’ente (30% nel 2011 e .43% nel 2012) e quelle impegnate per la struttura amministrativa centrale (70% nel 2011 e 57% nel 2012).

Ad essere messa in discussione è stata però anche la produttività dell'attività, propria dell'ente, di ricerca.


Basse prestazioni: le valutazioni dell'Anvur

L'Anvur, Agenzia Nazionale di Valutazione del Sistema Universitario e della Ricerca, ha pubblicato i risultati di uno studio sul funzionamento della ricerca italiana [6]. L’agenzia non si è occupata soltanto di università ma anche di consorzi ed altri istituti, quindi del Consiglio Nazionale delle Ricerche, quale più importante e costoso ente pubblico di ricerca italiano.

L’Anvur ha confrontato i risultati del Cnr con quelli di altri enti fra cui l’Istituto di Geofisica e Vulcanologia, l’Istituto Nazionale di Astrofisica ed altri. Sono state considerate 14 aree disciplinari (scienze matematiche e informatiche; scienze fisiche; scienze chimiche; scienze della terra; scienze biologiche; scienze mediche; scienze agrarie e veterinarie; architettura e ingegneria civile; ingegneria industriale e dell’informazione; scienze dell’antichità, filologico-letterarie e storico-artistiche; scienze storiche, filosofiche e pedagogiche e scienze psicologiche; scienze giuridiche; scienze economiche e statistiche e scienze sociali e politiche) e il Cnr risulta sotto la media in tutte tranne due (ingegneria industriale e dell’informazione e nell'area disciplinare di storia, filosofia, pedagogia e psicologia).

Il Cnr ha replicato attribuendo i risultati negativi ai metodi di valutazione dell’Anvur, che “non hanno preso in considerazione tutta una serie di servizi che il Cnr rende al Paese e che, gioco forza, distraggono dalla ricerca”. Il che però non smentisce i risultati della valutazione stessa, incentrata proprio sul valore creato dall'attività di ricerca dei soggetti analizzati.


Fonti

http://www.cnr.it/sitocnr/IlCNR/Chisiamo/Chisiamo.html

http://www.corriere.it/cronache/11_maggio_22/sideri-dossier-sprechi-cnr_fae7b312-8446-11e0-8f6d-f05899f85374.shtml

http://www.wired.it/scienza/2014/04/24/cnr-corte-dei-conti-trasparenza/

http://archiviostorico.corriere.it/2012/gennaio/18/Cnr_degli_sprechi_euro_spesi_co_9_1201181074.shtml

http://www.corteconti.it/opencms803/opencms/handle404?exporturi=/export/sites/portalecdc/_documenti/controllo/sez_controllo_enti/2014/delibera_10_2014.pdf&%5d

http://www.wired.it/attualita/2013/12/30/cnr-bocciato-anvur/

http://daily.wired.it/news/scienza/2013/07/16/anvur-dati-ricerca-universita-31232.html

http://it.wikipedia.org/wiki/Consiglio_Nazionale_delle_Ricerche