Centro per Autismo di Avellino

Da WikiSpesa.
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Progetto

La struttura avrebbe dovuto offrire un servizio d'avanguardia rivolto ad un ampio bacino d'utenza sul territorio irpino (dove si calcola la presenza di quasi 2 mila pazienti autistici).

Progettato nel 2002 è stato avviato nel 2007 quando si prevedeva il completamento per l'anno successivo; ma il centro al 2015 è un'opera incompiuta.

L'avvicendamento di intoppi burocratici, problemi con la ditta appaltatrice e l'interruzione dei fondi hanno causato diversi blocchi del cantiere.

Nel 2002 l' Aipa, Associazione Irpina Pianeta Autismo , si attivò per far partecipare il Comune ad un bando della Regione Campania finanziato con fondi europei al fine di costruire un luogo dotato di servizi e assistenza per adulti e bambini autistici.

Il progetto era stato definito nei minimi particolari per coprire differenti terapie dell’autismo dall’infanzia all’età adulta. Il modello adottato era quello dei migliori centri americani (le cosiddette farm community) dove vengono curati i pazienti autistici anche grazie alla creazione di relazioni e la condivisione di attività ludiche e formative per l'inserimento nella comunità.

A cinque anni dalla stesura del progetto si passò all'avvio della costruzione e la Regione Campania, al tempo guidata da Antonio Bassolino, indette il bando di gara per realizzare un primo lotto del centro. Nel 2007 si arrivò così alla rituale posa della prima pietra e la promessa di consegnare in tempi brevi (entro un anno) la struttura alla comunità irpina. Era la prima delle promesse non mantenute, infatti a settembre 2009 il cantiere si trovava fermo e abbandonato al degrado da sei mesi, da quando la ditta appaltatrice interruppe i lavori abbandonando il cantiere.

Dopo mesi di incontri, impegni con il nuovo presidente di Regione Stefano Caldoro e l’intervento del Tribunale, l'impresa inizialmente incaricata dei lavori venne estromessa dal progetto nonostante avesse incassato il pagamento dei lavori.

L’ associazione dei genitori Aipa si mobilitò allora raccogliendo 2000 firme dagli abitanti del capoluogo ottenendo una nuova gara di appalto.

Le attività ripartirono così a marzo 2010 con la previsione di consegnare la struttura completa dopo nove mesi. Ma anche in questo caso la previsione venne disattesa. Così i genitori irpini, esasperati, lanciarono un appello che arrivò fino al Presidente della Repubblica Giorgio Napolitano e alla Presidente della Camera Laura Boldrini, la quale rispose «Vorrei che vi giungesse la mia solidarietà per le difficoltà che affrontate. Sono certa che le attività del vostro centro rappresentino una positiva risposta alle necessità che gli affetti da autismo e le loro famiglie si trovano ad affrontare». Una risposta invece negativa arrivò da lì a poco dalla Regione.


Fondi regionali bloccati

Dei 3,8 milioni già destinati all'opera, l’ultima tranche da 1,2 milioni è bloccata presso la Regione Campania “in perenzione amministrativa”. L'ultimo impedimento è stata proprio il mancato trasferimento al Comune di Avellino di 1 milione e 217 mila euro di fondi regionali per completare i lavori con il prolungamento dei tempi per l’apertura la conseguente esasperazione delle famiglie.

«È un paradosso: c’era un limite massimo per concludere le opere ma il Comune non l’ha fatto rispettare e con lo sforamento ecco che la Regione è stata costretta a stopparli», denuncia Elisa Spagnuolo dell’Associazione irpina pianeta autismo . «Solo con la nostra pressione siamo riusciti a strappare la promessa di rimettere quei fondi a bilancio».

Per completare l'opera servirebbero 400 mila euro secondo Scipione Pagliara, medico in pensione, padre di una ragazza autistica e presidente della Cooperativa Pianeta Autismo, aderente a Confcooperative Avellino e in collaborazione con l’Aipa.


La denuncia dell'AIPA

Da dodici anni i genitori dell’Associazione Irpina Pianeta Autismo si attivano per esercitare pressione su Comune e Regione per realizzare al centro di riabilitazione specializzato che attendono dal 2002.

Scipione Pagliara ha così rievocato le vicende che hanno deluso le famiglie: «Doveva essere tutto pronto nel giro di un anno, invece quando ci siamo accorti che la ditta rallentava sempre di più i lavori e poi che il cantiere era di fatto abbandonato è partita la nostra battaglia. Nel settembre del 2009 abbiamo raccolto oltre duemila firme di solidarietà e mobilitato tutti, dalla Consulta dei cittadini ai sindacati e alle scuole. Il risultato è stato che nel 2010 il Comune ha indetto un nuovo bando, vinto dalla ditta Piano. Ma anche questa volta le cose sono andate subito a rilento, finché nel gennaio 2013 abbiamo deciso di presidiare la struttura per evitare atti vandalici».

Dopo mesi di proteste, azioni di sensibilizzazione e diffide legali i lavori ripresero alla fine del 2013, ma nella primavera del 2014 nuovi problemi sembrano far ricapitolare la situazione così è seguita una nuova azione di presidio nel mese di agosto. «In quell’occasione ci fu la visita del presidente della Regione Stefano Caldoro. Venne a trovarci al cantiere e fece una promessa, che ho registrato: “Tra un mese daremo tutti i soldi che mancano per finire i lavori e a fine anno potrete entrare”. Vista la garanzia così autorevole noi acconsentimmo a togliere il presidio, ma siamo ancora qui ad aspettare che la promessa si avveri».


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L'ultima promessa del presidente Caldoro

L’ultimo impegno fu proprio quello assunto il 29 agosto 2014 dal Presidente della Regione Campania Stefano Caldoro, in visita istituzionale al cantiere della struttura. A sui dire in quella occasione sarebbero bastati 15 giorni ad erogare oltre 200mila euro che sarebbero serviti a ricoprire le spettanze dell’impresa appaltatrice, permettendole in tal modo di riprendere i lavori. Si verificherà poi la questione di cui sopra riguardante i fondi disponibili nelle casse della Regione ma bloccati in regime di perenzione amministrativa. Nonostante le complicazioni dovute al patto di stabilità, però, Caldoro era stato chiaro mostrando sicurezza: in 15 giorni sarebbe stata convocata una seduta di giunta ad hoc per sbloccare, da principio, almeno la tranche dei 200mila euro, non più pervenuti. [1]


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La petizione

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Sulla piattaforma Change.org è stata lanciata la petizione da parte dell’Associazione Irpina Pianeta Autismo per dare visibilità al caso ed accrescere la pressione sulle istituzioni responsabili della gestione inefficiente e irrispettosa verso la comunità irpina delle famiglie che già affrontano una situazione di disagio.


Fonti

http://www.vita.it/it/article/2015/05/06/centro-per-lautismo-la-promessa-non-mantenuta-di-caldoro/134034/

http://espresso.repubblica.it/attualita/2014/03/05/news/il-centro-per-autistici-di-avellino-incompiuta-milionaria-1.155943

http://www.redattoresociale.it/Notiziario/Articolo/455591/Sette-anni-di-lavori-e-di-beffe-l-odissea-del-centro-autismo-dell-Irpinia

http://www.irpinianews.it/abete-denuncia-gli-sprechi-il-centro-autismo-e-ancora-chiuso/

http://www.corriereirpinia.it/default.php?id=4&art_id=49388

http://www.ilciriaco.it/avellino/item/1991-centro-autismo-il-tempo-%C3%A8-scaduto,-caldoro-mantenga-le-promesse.html

http://www.corriereirpinia.it/default.php?id=4&art_id=49434