Circo Massimo: Affitti per Eventi

Da WikiSpesa.
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Il caso Rolling Stones

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7.934 euro. È questa la cifra precisa per la quale la giunta capitolina ha affittato l'intero Circo Massimo ai Rolling Stones. Una cifra irrisoria, se si considera ospiti come la band alloggiano in suite da 14mila euro a notte e che non hanno bisogno di prezzi di favore o omaggi del genere, non graditi ai cittadini. Ne è nata una polemica che ha fatto emergere una situazione di gestione inefficiente di un patrimonio pubblico quale il Circo Massimo per i cittadini romani.

Il Campidoglio si è giustificato spiegando che la cifra è stata calcolata desumendola dalle tariffe stabilite per l'occupazione del suolo pubblico. Cifre che, è stato promesso nelle comunicazioni pubbliche a seguito dello scandalo, verranno innalzate anche del 250%, "ma stiamo ragionando – spiega l'assessore al Commercio, Marta Leonori – anche sulla creazione di una lista ristretta di monumenti prestigiosi dove far pagare ancora di più".

Ma l'assicurazione dell'amministrazione non è bastata ad evitare le polemiche che hanno innescato numerose reazioni anche sui social media.

È seguito un esposto dell’associazione dei consumatori Codacons, mentre Alessandro Onorato, uno dei leader dell'opposizione in consiglio comunale, ha annunciato un esposto alla Corte dei conti per "danno erariale".


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La replica del sindaco

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"Roma oggi ha circa 60 mila persone oltre ai 10-20 mila romani che sono venuti per questo evento. Persone che sono andate in albergo, ristoranti, che hanno preso un taxi, un gelato e hanno determinato un guadagno per la città di 25 milioni di euro in un giorno". Così il sindaco di Roma Ignazio Marino si è difeso dalle polemiche a RaiNews24, dichiarandosi poi in realtà d'accordo con le critiche rivolte al Comune: "Sono talmente d'accordo che quando ho iniziato a scrivere il mio bilancio, quello del 2014, ho voluto fortemente aumentare le tasse per l'occupazione di suolo pubblico portandole fino a 10 volte di più a seconda delle situazione. Mi sembra una scelta molto netta. Il 30 aprile la giunta ha votato questo, ora deve farlo anche l'assemblea capitolina che sono sicuro correggerà quello che era un errore storico della nostra città. Queste sono le tariffe che io ho trovato a Roma e che ho moltiplicato per 10".


L'indagine della Corte dei Conti

La Corte dei conti ha aperto un fascicolo sulla vicenda per cercare di rimettere ordine sulla vicenda. Titolare delle indagini è il viceprocuratore generale Guido Patti che ha come primo obiettivo verificare la presenza di un danno erariale per le casse del Comune. La restante parte dell'indagine segue due direttrici. Da una parte l'identificazione dei dirigenti responsabili delle minori entrate, che potrebbero essere raggiunti a breve dagli avvisi a dedurre (corrispettivo degli avvisi di garanzia). Dall'altra, risulta più problematico il calcolo della corretta tariffa a cui il Campidoglio avrebbe dovuto affittare il Circo Massimo alla band di Mick Jagger e in generale per eventi del genere.

Il sindaco ha accolto la notizia dell'indagine della magistratura dichiarando: "Un applauso alla Corte dei conti. La Corte vada avanti e cerchi di capire perché l'amministrazione precedente aveva cercato di svendere il Circo Massimo. Sono straordinariamente contento perché la Corte dei conti conferma ancora una volta ciò che ho già detto, ovvero che affittare il Circo Massimo alla cifra stabilita dall'amministrazione precedente alla mia era sbagliato. Io ho cambiato questa cifra con un voto in Giunta. L'ho fatto il 30 aprile 2014, prima del concerto, anche se poi l'Assemblea ha confermato questa decisione solo a fine luglio".

È infine giunta l'udienza [1]: «È stata concessa l’occupazione di un’area come quella del Circo Massimo alla stessa tariffa applicata per i tavolini dei bar di periferia» è una delle considerazioni della Procura della Corte dei conti del Lazio che ha indicato il vice capo di gabinetto del sindaco di Roma Vincenzo Vastola come responsabile di aver fatto pagare ai Rolling Stones un «canone irrisorio» per esibirsi nell’arena il 22 giugno 2014.

Nell’udienza del 2 aprile 2015 , il pm Pio Silvestri ha chiesto la condanna del dirigente a risarcire 195.231 euro per il danno arrecato alle casse comunali.

L’istruttoria contabile ha inoltre stabilito che il canone di locazione dell’area è stato calcolato come se si trattasse di una semplice occupazione di suolo pubblico. Invece, si sarebbe dovuto applicare il decreto legislativo n.43 del 2004 (Codice dei beni culturali), che disciplina l’uso temporaneo di un bene culturale. Quindi, la band britannica ha pagato al Comune «solo 7.934 euro – si legge nell’atto di citazione – calcolando solo il giorno del concerto e non il periodo per l’allestimento e lo smantellamento delle strutture. Peraltro, oltre ad aver concesso l’occupazione di 3.300 metri quadri a un canone irrisorio, è stata resa indisponibile l’intera area di 84 mila metri quadrati».

Il 7 marzo 2014 la Soprintendenza speciale per i beni archeologici di Roma aveva espresso parere negativo sull’evento; salvo poi cambiare idea quando il Campidoglio ha predisposto un piano per la sicurezza del sito archeologico. «Un’attenta lettura dell’articolo 108 del Codice dei beni culturali – ha spiegato il pm in aula – avrebbe dovuto obbligare Vastola, funzionario di vertice dell’amministrazione, ad applicare un provvedimento ad hoc per determinare il canone di concessione dell’area per un evento di portata mondiale come l’esibizione dei Rolling Stones. Pur mancando un regolamento specifico del Comune, sarebbe bastata effettivamente una ricerca su internet per capire quanto le municipalità di New York o di Londra avevano ricavato dai precedenti concerti della band in tour per l’Europa e gli Usa».

La Procura ha quindi preso come riferimento la Regione Sicilia per stabilire il canone che il gruppo rock avrebbe dovuto pagare: una quota fissa di 2.500 euro, più il 3% dell’incasso. Da qui si è arrivati alla quantificazione del danno in 195.231 euro. Secondo la difesa di Vastola, invece, a rispondere del danno dovrebbe essere il Consiglio comunale, «perché in 10 anni non ha fatto nulla per dare applicazione al Codice dei beni culturali». «Per stabilire una tariffa che avesse come scopo quello di fare cassa sull’evento, il dirigente si sarebbe dovuto sostituire all’organo politico – ha spiegato l’avvocato Gennaro Terracciano – Qualunque criterio da lui adottato sarebbe stato contestabile. L’alternativa era non autorizzare il concerto. Ammesso che ci sia stato un danno, è imputabile al Consiglio comunale, a cui spettano le decisioni sulla politica culturale della città. Peraltro, tutti i costi accessori al concerto, per la sicurezza e l’assistenza sanitaria, sono stati a carico dell’organizzatore».


Fonti

http://www.huffingtonpost.it/2014/06/22/rolling-stones-circo-massimo-costo-affitto-7000-euro_n_5519074.html

http://roma.repubblica.it/cronaca/2014/10/02/news/circo_massimo_svenduto_sul_concerto_degli_stones_indaga_la_corte_dei_conti-97113848/

http://www.iltempo.it/roma-capitale/2015/04/03/sconto-agli-stones-colpa-del-consiglio-comunale-1.1399797

http://roma.repubblica.it/cronaca/2015/04/03/news/rolling_stones-111127161/