Dipendenti

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La deliberazione n.12/2014 depositata venerdì 21 febbraio 2014, comunica che la Corte dei Conti ha bocciato il piano di riequilibrio finanziario del Comune di Napoli, considerato dalla Corte prossimo al fallimento "inevitabile" in quanto strutturalmente incapace di autofinanziarsi. Nonostante la situazione di dissesto finanziario, dopo aver ricorso contro la bocciatura della Corte dei Conti ed aver richiesto l'intervento del governo nazionale, ad Aprile 2014 il Comune ha deliberato l'assunzione di 72 dirigenti e la rimodulazione della pianta organica al fine di garantire progressioni verticali a 541 dipendenti.


Costi del personale

Fino al 2012 (anno cui risale l'ultimo bilancio consuntivo pubblicato sul sito web comunale) il Comune impiegava 18 mila e 458 dipendenti che gravano annualmente per 774 milioni di euro sulle casse comunali: diecimila dipendenti diretti del Comune e oltre 8mila nelle 14 aziende partecipate. Quest'ultime già oggetto di indagine della magistratura contabile per sprechi e inefficienze. Tra le più gravose l'Anm, la società che gestisce il trasporto pubblico su gomma nella città di Napoli, impiega 2651 che costano 118 milioni, con un’esposizione verso le banche di 86 milioni; l’Asia, la società di igiene urbana che si occupa della raccolta rifiuti, ha 1331 dipendenti che costano 99 milioni, dei quali una parte rilevante di anziani e invalidi inadatti al lavoro in strada; Napoli servizi con 1502 dipendenti, che costa a Palazzo San Giacomo 43 milioni di euro all’anno.

Nel corso del 2012 la pianta organica del Municipio composta da oltre 9mila dipendenti, è stata ridotta dal Sindaco Luigi De Magistris tramite circa 700 pensionamenti, che hanno poi liberato posti e risorse per 300 assunzioni dalle graduatorie Formez dell'autunno 2013.


Aprile 2014: nonostante il dissesto finanziario, nuove assunzioni

Con deliberazione n. 12/2014 la Corte dei Conti ha ordinato il diniego del piano di riequilibrio finanziario pluriennale del Comune di Napoli valutandone la non congruenza ai fini del riequilibrio. E' stata infatti rilevata una situazione di "irreversibile squilibrio finanziario", quindi di un imminente fallimento del Comune.

Nonostante la situazione di dissesto finanziario, la giunta comunale, dopo aver ricorso contro la bocciatura della Corte dei conti ed aver richiesto l'intervento del governo nazionale per ricevere un trattamento non discriminante considerato il decreto "Salva Roma" varato il 28 febbraio 2014[1], ad Aprile 2014 ha deliberato l'assunzione di 72 dirigenti e la rimodulazione della pianta organica al fine di garantire progressioni verticali a 541 dipendenti. L'amministrazione De Magistris, su proposta dell'assessore al Personale, Francesco Moxedano, ha licenziato un documento che bandisce i concorsi per 72 posti da dirigenti così suddivisi: 36 nell'area tecnica tra architetti e ingegneri, 30 nell'area amministrativa, tre nell'area legale e tre in quella informatica. Per la metà dei dirigenti, si tratta di selezioni interne, che consentono un salto di grado, quindi di stipendio, ai dipendenti già incardinati. Gli altri 36 dirigenti proverranno invece dall'esterno.

Inoltre l'assessore Moxedano ha proposto ed ottenuto di rimodulare la pianta organica in modo da garantire progressioni verticali a 541 dipendenti di categoria C e D.


Le reazioni dei sindacati

L'operazione ha riscontrato l'opposizione dei sindacati.

La Cgil ha chiesto le dimissioni del sindaco Luigi de Magistris ed ha annunciare lo stato di agitazione in quanto non coinvolta nel concorso.

Dalla Cisl hanno commentato la delibera come «l'ennesima mandrakata» : «Non siamo contro a prescindere, ma come si fa a sostenere un provvedimento che mira solo a riempire caselle di un organico che non hai discusso in termini di produttività nella sua interezza? Stando così le cose si rischia solo di favorire gli amici degli amici e parenti di autorevoli dirigenti dell'amministrazione napoletana».

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Assistenti dei gruppi consigliari

Un altro caso emerso nel 2014 riguarda i 102 dipendenti comunali distaccati per svolgere attività di assistenza al consiglio comunale.

I 48 consiglieri comunali in due anni e mezzo sono giunti a creare fino a 16 diversi gruppi consiliari, quindi un gruppo ogni tre consiglieri, tra i quali però ci sono 6 gruppi con un solo consigliere. Una simile frammentazione dipende dall'opportunità regolamentata dalle norme e prontamente sfruttata dai politici comunali di Napoli per accrescere il personale alle proprie dipendenze (alle dipendenze del Comune): avere un gruppo autonomo, infatti, anche composto da un solo eletto, permette, ad esempio, di avere fino 5 dipendenti comunali distaccati, oltre a diversi privilegi.

Complessivamente, considerando anche i consiglieri transfughi confluiti nel gruppo Misto, i partiti rappresentati hanno raggiunto quota 20.

Il gruppo più numeroso risulta quello dell’Italia dei Valori, che a febbraio 2014 conta 9 consiglieri (ne aveva 15 al momento dell’insediamento). Otto consiglieri invece fanno parte della Federazione della Sinistra. Il gruppo Misto è composto da 5 consiglieri di cui uno della Federazione dei Verdi, uno di Iniziativa Responsabile e due di Centro Democratico. Quattro i consiglieri del PD, due consiglieri per Fratelli d’Italia, due per «Forza Italia – Il Popolo della Libertà – Berlusconi presidente» e tre per il Nuovo Centrodestra. Mentre i restanti sono sparsi in monogruppi: Ricostruzione Democratica, Città Ideale, Sinistra ecologia e libertà, Udc e la fram mentazione del centrodestra nei monogruppi Popolo della Libertà Napoli, Popolo della Libertà, Fli, Liberi per il Sud. Infine il monogruppo "Napoli è tua", la lista civica del sindaco in carica Luigi de Magistris che da sei consiglieri iniziali è passata a uno soltanto.

La situazione di frammentazione è conseguente a un'opportunità regolamentata dalle norme prontamente sfruttata dai politici comunali di Napoli per accrescere il personale alle proprie dipendenze (alle dipendenze del Comune).

Avere un gruppo autonomo, anche composto da un solo eletto, permette, ad esempio, di avere fino 5 dipendenti comunali distaccati: la norma consente infatti di assegnare 3 dipendenti per ogni gruppo, un altro al capogruppo ed un altro ancora per ogni consigliere eletto. Se i monogruppi sono sei, dall'applicazione della norma è possibile arrivare fino a 30 dipendenti comunali distaccati al servizio di sei consiglieri. I capigruppo di "se stessi", inoltre, prendono parte alla conferenza dei capigruppo, quindi potendo incidere nelle scelte del Consiglio, e hanno inoltre diritto alla propria quota di fondi per l'economato. Se si considera il Piano esecutivo di gestione 2013, sono stati assegnati ai gruppi consigliari, per acquisti di beni di consumo, prestazioni di servizio e acquisto di beni durevoli, 163.800 euro. I fondi sono stati così suddivisi: il 50 per cento, quindi 81.900 euro, distribuiti tra tutti i 48 consiglieri; altri 81.900 euro per ogni gruppo politico. Di conseguenza un capogruppo di un monogruppo ha diritto a molti più fondi rispetto a un singolo consigliere di un partito ben più ampio. Si è diffuso inoltre il comportamento chiamato "gettone-presenza" per ogni riunione di commissione e ogni Consiglio comunale, per una "ricompensa" compresa tra gli 800 e i 1.200 euro al mese ciascuno. Il consigliere, inoltre, può godere dell'astensione dal lavoro retribuita nelle ore in cui c'è commissione o Consiglio. Si aggiungono le dotazioni di servizio, che includono stanza, telefono, smartphone, abbonamenti per la lettura gratuita dei giornali oltre a due biglietti di tribuna Autorità per ogni gara casalinga del Calcio Napoli.


La legge regionale che impone nuove assunzioni

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Durante il 2014 sono inoltre previste nuove assunzioni per effetto della legge regionale di riorganizzazione del ciclo dei rifiuti pubblicata lunedì 27 gennaio 2014 sul Bollettino Ufficiale Regione Campania che stabilisce che 1362 lavoratori in eccedenza dei consorzi di bacino dovranno essere assunti dai Comuni campani per «i compiti di vigilanza ambientale, di prevenzione del fenomeno di abbandono incontrollato dei rifiuti, di controllo della qualità del servizio e di gestione degli impianti a supporto del ciclo».

La legge precisa che i lavoratori eccedenti dovranno essere assunti con il contratto di Federambiente che prevede quattordici mensilità, quindi il costo medio di ogni lavoratore supererà i 30 mila euro all’anno che moltiplicato per il numero dei dipendenti che non hanno attività da svolgere, fa superare i 35 milioni.


Il personale in servizio del consorzio Napoli-Caserta costa 3 milioni e mezzo al mese. Dal governo è previsto un trasferimento di 32 milioni di euro per la riqualificazione del personale. Al 2014 la cifra è ancora ipotetica ed è stata ridotta dall'iniziale richiesta di 48 milioni, contrattata in incontri successivi anche con la partecipazione dei sindacati. Era stata ipotizzata una norma ad hoc nel decreto per la Terra dei Fuochi, che non ha poi avuto seguito. Il Parlamento ha approvato un emendamento presentato da Massimiliano Manfredi e Arturo Scotto per inserire tra i soggetti attuatori degli interventi di bonifica anche le società partecipate della Regione. Pertanto, le società Astir e Arpac Multiservizi saranno impiegate con ulteriori 712 lavoratori nel ciclo dei rifiuti, in questo caso pagati dalla Regione Campania attingendo dai fondi dei piani "Azione e coesione". I consorzi di bacino, invece, saranno pagati direttamente dai contribuenti campani attraverso la tassazione per la raccolta e smaltimento rifiuti, mentre i Comuni non potranno fare nuove assunzioni fino al completo riassorbimento del personale in eccedenza.

All'origine della situazione vi è soprattutto una crescita degli organici dei consorzi in modo dissociato da logiche produttive, "gonfiati" da decine di assunzioni clientelari , come sostengono i magistrati che sul tema hanno avviato una serie di inchieste giudiziarie.

La legge regionale prevede inoltre penalità per i Comuni che non procederanno alle assunzioni. Al comma 4 dell’articolo 13 si specifica: «È condizione per la concessione di contributi o di finanziamenti regionali per il ciclo di gestione dei rifiuti, a qualunque titolo anche a valere sui fondi strutturali, l'assegnazione e il trasferimento agli affidatari o ai gestori del servizio integrato o delle singole fasi di cui esso si compone, del personale dipendente dal Consorzio unico di bacino delle province di Napoli e Caserta».

Inoltre, al comma 6 viene specificato che i Comuni dovranno assumere anche i dipendenti dei consorzi che rifiutarono il passaggio alle società provinciali, anche se la magistratura del lavoro aveva rigettato i loro ricorsi. Una vittoria, quest'ultima, del Sindacato Azzurri, come sottolinea il portavoce Vincenzo Guidotti: «Noi avevamo sempre sostenuto che i lavoratori dovevano essere assunti dagli enti locali con il contratto Federambiente. E la Regione ci ha dato ragione».


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Fonti

http://wikispesa.costodellostato.it/Regione_Campania:_dipendenti_eccedenti_dei_consorzi_di_bacino

http://wikispesa.costodellostato.it/Assistenti_dei_gruppi_consigliari_del_Comune_di_Napoli

http://www.nonsprecare.it/permessi-sindacali-primo-dell-anno-scandalo-spreco-napoli

http://www.ilgiornale.it/news/interni/comune-napoli-fallisce-de-magistris-spende-e-spande-1009907.html

http://news.panorama.it/cronaca/dipendenti-comune-di-napoli-cartellino

http://www.italiaoggi.it/giornali/dettaglio_giornali.asp?preview=false&accessMode=FA&id=1880065&codiciTestate=1

http://corrieredelmezzogiorno.corriere.it/napoli/notizie/politica/2014/12-febbraio-2014/comune-napoli-quanti-sprechi-5-dipendenti-un-solo-eletto--scheda-2224060571599.shtml

http://www.lettera43.it/politica/napoli-luigi-de-magistris-ha-fatto-flop_43675123553.htm

http://www.lettera43.it/economia/macro/38526/napoli-giggino-fa-cassa.htm

http://www.comune.napoli.it/flex/cm/pages/ServeBLOB.php/L/IT/IDPagina/19068

http://www.fanpage.it/comune-di-napoli-2-miliardi-di-debito-arrivano-gli-ispettori-del-governo-tagli-al-personale-da-settembre/#ixzz2yheZ3m62