Enti lirici (Fondazioni lirico sinfoniche)

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Gli enti lirici, originariamente disciplinati dalla legge 800/1967 come enti pubblici, sono stati trasformati in fondazioni di diritto privato dal D.Lgs. 29 giugno 1996, n. 367, al fine di eliminare le rigidità organizzative connesse alla natura pubblica e rendere possibile l'acquisizione di risorse private in aggiunta a quelle statali (provenienti principalmente dal Fondo unico per lo spettacolo). Tali fondazioni perseguono, senza scopo di lucro, la diffusione dell'arte musicale ed hanno affidata la gestione diretta dei teatri lirici[5], dove realizzano spettacoli lirici, di balletto e concerti (art. 2 del D.lgs. 367/1996).

La disciplina delle fondazioni lirico-sinfoniche è principalmente quella del codice civile, ad eccezione di alcune disposizioni particolari contenute principalmente del D.lgs. 367/2006. Il Titolo II di tale decreto stabilisce che lo statuto deve prevedere i seguenti organi:

• il presidente, di diritto il sindaco del comune nel quale ha sede la fondazione, che ha la legale rappresentanza dell'ente, convoca e presiede il consiglio di amministrazione e cura l'esecuzione delle sue deliberazioni (tale norma e la seguente sono oggetto di critiche in quanto rende inevitabile il rischio di ingerenza politica nelle nomine e nelle assunzioni degli enti);

• il consiglio di amministrazione, composto da sette membri, compreso il presidente, nominati per quattro anni con le modalità previste dallo statuto (prevedendo un rappresentante del governo e uno della regione), che approva le modifiche statutarie e i bilanci, nomina e revoca il sovrintendente, approva i programmi di attività artistica da lui predisposti, stabilisce gli indirizzi di gestione economica e finanziaria, elegge nel proprio seno il vicepresidente ed esercita ogni altro potere non attribuito ad altri organi;

• il sovrintendente, scelto tra persone dotate di specifica e comprovata esperienza nel settore, che partecipa alle riunioni del consiglio di amministrazione con diritto di voto, dirige e coordina, nel rispetto dei programmi approvati, l'attività di produzione artistica e le attività connesse e strumentali, nomina e revoca, sentito il consiglio di amministrazione, il direttore artistico o musicale;

• il collegio dei revisori, composto di tre membri effettivi ed un supplente di nomina governativa, della durata di quattro anni e predisposto alla vigilanza sull'amministrazione dell'ente.

Le fondazioni lirico sinfoniche sono 14 (13 in base alla legge Corona del 1967, alle quali si è aggiunta poi l’Accademia di Santa Cecilia).

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Decreto Veltroni


Nel 1996, dall'allora ministro per i beni culturali Walter Veltroni, venne varato il decreto legislativo n. 367 (Disposizioni per la trasformazione degli enti che operano nel settore musicale in fondazioni di diritto privato), "che obbliga gli enti lirici di rilievo nazionale e gli altri enti concertistici previsti dalla legge n. 800/67 a trasformarsi in fondazioni di diritto privato (art. l), stabilendone ex legge anche il contenuto dello statuto, il regime privatistico del personale e le disposizioni tributarie applicabili".

L’obiettivo era quello di risolvere il problema della certezza delle risorse a copertura dei costi correnti, creando un sistema di finanziamento misto. Cambiò lo stato giuridico dei teatri, ma contestualmente non vennero previsti incentivi che attraessero gli sponsor privati a finanziare lirica, balletti e concerti, e le fondazioni non dimostrarono inoltre di avere le competenze gestionali adeguate per attrarre fondi, da cui, insieme alla progressiva riduzione dell'entità del finanziamento statale, la crisi finanziaria e di produzione.


Gestione finanziaria


La conseguenza della mancanza di un sistema incentivante al finanziamento privato e la scarsa competenza gestionale della dirigenza delle fondazioni è che i teatri lirici sono ancora finanziati principalmente (88%) con risorse pubbliche del Fondo unico per lo spettacolo (Fus) e quelli extra-Fus degli enti locali. Ad esclusione del Teatro alla Scala, che ha saputo valorizzare il proprio prestigio ottenendo sponsorizzazioni private, gli altri continuano prevalentemente ad avere come unici sponsor gli enti pubblici.

Alla riduzione dei fondi (la quota del Fus destinata alle fondazioni lirico sinfoniche nel 2013 è stata di 183,2 milioni, circa 10 milioni in meno rispetto al 2012) non è seguito un contenimento dei costi, con il risultato di un rilevante aumento delle perdite e dell'indebitamento.

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Dal 2003 al 2013 i teatri lirici hanno perso più di 250 milioni di euro e accumulato debiti per 328 milioni, con conseguenze sulla quantità e la qualità della produzione artistica. Nonostante i tre quarti delle opere eseguite per il mondo siano in italiano (La Traviata è la più diffusa), l'Italia è scesa alla quinta posizione per numero di recite, dietro a Germania, Usa, Austria e Francia.

Il 70% delle spese dei teatri lirici è rappresentato dai costi di gestione, prevalentemente costi del personale (68 milioni circa). I dipendenti dei quattordici enti sono complessivamente circa seimila. Il problema di un già sovra-dimensionato personale si è aggravato quando alla riduzione dei fondi non è corrisposta una riduzione delle spese per il personale, invece applicata unicamente alla produzione, con casi di eccezione quali la Scala, la Fenice di Venezia e il Regio di Torino.

Le conseguenze della gestione finanziaria delle fondazioni sono rilevabili nei bilanci.

Tra i più critici, il bilancio del 2008 del Teatro dell’Opera di Roma, poi commissariato nel 2009, si era chiuso con una perdita di 11 milioni per poi chiudere in pareggio negli anni successivi.

Il Teatro del Maggio musicale fiorentino è stato commissariato da febbraio 2013 per «gravi irregolarità» (e un passivo di circa 3 milioni di euro). Situazione problematica anche al Carlo Felice di Genova che ha fatto registrare perdite fino a 18 milioni.

Al 2014 risultano commissariate le fondazioni di Bari, Firenze e Palermo, mentre sono a rischio quelle di Cagliari e Napoli.


Costi


Lo Stato distribuisce ogni anno 260 milioni di euro alle 14 Fondazioni, cui si aggiungono 110 milioni da Regioni, Province e Comuni. Le perdite hanno determinato un debito accumulato di quasi 300 milioni. I 5600 lavoratori del settore (assunti a contratto indeterminato) costano oltre 340 milioni di euro, assorbendo il 70% della spesa complessiva. La lirica produce circa 3000 spettacoli l’anno, che comporta che ogni singola replica costa all’incirca 135.000 euro, che l’erario finanzia a fondo perduto. La produttività dei teatri lirici italiani, nonostante la forte tradizione, è tra le più scarse nel mondo: la Scala, maggiormente produttiva, fa circa cento rappresentazioni ma la media è la metà, mentre nel resto del mondo i teatri lirici hanno una programmazione simile ai cinema.


Privilegi


Con l'avanzare del dissesto finanziario delle fondazioni è stata sottolineata l'incoerenza della conservazione di privilegi anacronistici garantiti da quella che viene ritenuta il risultato di una "iper-sindacalizzazione" delle categorie impiegate, secondo l'opinione di osservatori esterni al settore ma anche di gestori impegnati con frustrazione nell'efficientamento dell'organizzazione.

La prima peculiarità sconnessa da criteri di efficienza è che le orchestre sono doppie, con il risultato che i musicisti lavorano mediamente la metà. Ma sono specialmente le indennità rivendicate dal personale a rendere evidente la criticità.

All’Arena di Verona per le rappresentazioni che prevedono l’impiego di spade finte (come Il Trovatore o l’Aida) è stata richiesta “l’indennità armi” e attualmente (2014) sono previste un’indennità lingua (per le rappresentazioni in lingua straniera), un’indennità sinfonica (per le attività musicali eseguite in forma di concerto) e un’indennità “all’aperto”.

Al San Carlo di Napoli l'indennità di lingua è scattata persino quando nel testo vi era anche un solo termine straniero da pronunciare.

Altre curiose indennità sono l’ «indennità umidità», «l’indennità di frac» e l’ «indennità di cornetta» , quest'ultima percepita dai suonatori dello strumento in quanto diverso dalla tromba. Al Teatro dell’Opera di Roma è riconosciuta invece “l’indennità Caracalla” a tutti i dipendenti.

Un caso che ha destato ancor più clamore si è verificato alla Scala, quando non andò in scena prima di Romeo et Juliette con la coreografia di Sasha Waltz a causa del rifiuto dei ballerini che chiedevano una indennità del 10% per la pendenza del palcoscenico che faceva infiammare le caviglie, ai quali si aggiunse il coro pretendendo invece un’indennità per i piegamenti, dovendo accompagnare le note musicali con l’inclinazione della testa.


Il decreto Valore Cultura


Il decreto-legge 91/2013 "Valore cultura", noto anche come legge Bray dal nome del ministro dei beni e delle attività culturali, ha introdotto meccanismi premiali per incentivare una più efficiente gestione della fondazioni. In base alla legge Bray, i soggetti che nel triennio 2011-2013 hanno raggiunto il pareggio di bilancio avranno in dote una quota aggiuntiva (del 5%) sul Fondo unico dello spettacolo, che per il 2014 ammonta a circa 410 milioni di euro (per tutti i settori) e che quindi sarà assegnato ai beneficiari non più «a pioggia», ma in base ai risultati raggiunti. Il ministero ha previsto per il 2014, un fondo a rotazione di 75 milioni, per la concessione di finanziamenti di durata massima trentennale, oltre a un altro fondo di 25 milioni, a condizione, rispetto alle stagioni precedenti, che gli enti presentassero dei «credibili» piani industriali di ristrutturazione. La definizione di questi piani ha innescato le proteste dei sindacati, preoccupati per possibili tagli o ridefinizioni delle condizioni lavorative ed ha esasperato conflitti anche di natura politica già in essere.


Fonti


http://www.corriere.it/cronache/11_marzo_26/sprechi-enti-lirici-italiani-rizzo_c95b03d6-5786-11e0-8a3c-34dcb0202b47.shtml

http://www.ilfazioso.com/gli-incredibili-sprechi-degli-enti-lirici-che-si-lamentano.html

http://www.brunoleoni.it/nextpage.aspx?codice=7870

http://www.linkiesta.it/fondazioni-liriche

http://www.blitzquotidiano.it/cronaca-italia/indennita-sprechi-enti-lirici-spettacolo-799050/

http://it.wikipedia.org/wiki/Fondazione_(ente)

http://www.ilsole24ore.com/art/notizie/2014-01-17/gli-enti-lirici-tentano-riscossa-064638.shtml?uuid=AB1nKKq

http://www.camera.it/leg17/browse/465?tema=914&Il+decreto-legge+91%2F2013%3A+Valore+cultura