Ferrovie locali: sprechi e gestione clientelare in Ferrovie Sud Est, Ferrovie Appulo Lucane, Ferrovie Nord.

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Scandali, sprechi e inefficienze: una "follia gestionale"

Le ferrovie locali (gestite dagli enti locali e dal Ministero dei Trasporti) sono state oggetto di alcune inchieste che hanno fatto emergere situazioni di sperpero di risorse e di inefficienze. I casi più rilevanti hanno riguardato le Ferrovie Sud Est (Puglia), le Ferrovie Appulo Lucane e le Ferrovie Nord (Lombardia).

Secondo Marco Ponti, professore di Economia al Politecnico di Milano ed ex consulente per i trasporti della Banca Mondiale «Queste società sono una follia gestionale: nessuno dice che il problema principale è che ci sono troppi pochi viaggiatori. La domanda è debole perché le ferrovie hanno bisogno di tantissima gente, ma invece di viaggiare con 80 treni al giorno si accontentano di 20 per tenerle in vita. Ma è antieconomico. C’è poi il paradosso lombardo dove i passaggeri ci sono ma la società Trenord, controllata dalla Regione Lombardia e da Trenitalia, approfitta del monopolio e ottiene pure il prolungamento della concessione. Il contrario esatto del libero mercato».


Ferrovie Sud Est

Le Ferrovie del Sud Est e Servizi Automobilistici, società a responsabilità limitata il cui socio unico è il Ministero delle Infrastrutture e dei Trasporti, gestisce - in qualità sia di gestore dell'infrastruttura sia di impresa ferroviaria - 474 km di linee ferroviarie nelle quattro province meridionali della Puglia, collegando fra loro le città di Bari, Taranto e Lecce. Dopo quella statale è la più estesa rete ferroviaria omogenea italiana. Includendo anche il vettore automobilistico, i comuni serviti dalla società arrivano a centotrenta [1]

L'azienda versa ina situazione di dissesto economico: 311 milioni di debiti e 1400 contenziosi. È quanto emersa a seguito di una indagine svolta dal commissario governativo Andrea Viero, nominato ad inizio anno dal Ministro delle Infrastrutture e Trasporti Graziano Delrio [2]. Il Commissario ha inviato al Ministero delle Infrastrutture e dei Trasporti “una dettagliata e documentata relazione in merito allo stato finanziario e patrimoniale della società, alle cause che hanno determinato la grave situazione finanziaria, anche al fine di consentire al Ministero di valutare le condizioni per l’esercizio dell’azione di responsabilità”. Al documento è stata allegata una “due diligenze” elaborata dall’agenzia di consulenza Deloitte incaricata dallo stesso commissario straordinario Viero.

“Ferrovie Sud Est ha progressivamente smarrito la propria missione, il trasporto pubblico locale. In dieci anni l’azienda ha speso solo 42 milioni di euro per la manutenzione di treni e autobus, mentre ben 272 milioni sono stati contabilizzati in esternalizzazione di servizi, spese legali e consulenze, mandando in fumo circa il 18 per cento dei ricavi ed arricchendo famiglie amiche, studi legali e consulenti”.

Amministratore Unico della società dal 2004 al 2015 fu Luigi Fiorillo, che in questo lasso temporale ha ricevuto compensi per oltre 13,7 milioni di euro, inclusi quelli pagati da Trenitalia come dirigente distaccato di Ferrovie Sud Est (circa un milione).

Ogni ramo della struttura interna rispondeva unicamente a lui, dal suo studio di Roma. L' “esternalizzazione” non riguardava solo l’ufficio dell’Amministratore Unico, anche il direttore del personale svolgeva la propria attività in "telelavoro da Roma”, mentre altre attività erano affidate a ditte esterne attraverso procedure rilevatesi irregolari clientelari. [3].

Il costo dell'esternalizzazione delle attività per la gestione delle buste paga e della bigliettazione è costato 83 milioni in 10 anni, mentre 116 milioni sono stati pagati a società esterne per i sistemi informativi; dal 2001 al 2016 (marzo) per le attività legali, affidate ad un unico studio legale, sono stati liquidati onorari per 27 milioni, in assenza “di una direzione affari legali o almeno di un ufficio che sia stato capace di rapportarsi con i legali esterni”. È stato inoltre scoperto che il titolare dello studio legale ha fatto anche parte dell’Organo di vigilanza dell’azienda e vanta crediti con l’azienda per circa 15 milioni.

Incarichi sono stati affidati ad studio associato per oltre 294mila euro relativamente a consulenze su programmi di valorizzazione con studi di fattibilità di diverse stazioni ferroviarie, compresa una relazione sul possibile trasporto dei rifiuti degli Ato pugliesi sulla rete ferroviaria Fse.

La gestione dell’archivio aziendale e la costituzione dell’archivio storico di Fse è stata invece gestita in modo esclusivamente "familiare": “L’affidamento del servizio avviene mediante l’individuazione diretta del fornitore, in questo caso tre persone fisiche, incaricate separatamente”: marito, moglie e figlio con tre diversi contratti, rinnovati fino al 2021, e per i quali sono stati erogati compensi pari a 2,9 milioni di euro.

Il commissario ha provveduto a revocare tali incarichi, sottolineando che “Ove non fosse intervenuta la revoca del commissario il costo totale per la realizzazione dell’archivio sarebbe giunto alla cifra di 5,4 milioni di euro. Corrispondente al costo di un treno e mezzo (Atr)”.

Le autorità inquirenti stanno investigando su quanto emerso (marzo 2016) e sui responsabili, mentre il Governo ha reso disponibili 70 milioni di euro per agevolare le attività aziendali e permettere la stesura di un piano di rientro.


Ferrovie Appulo Lucane

Le ferrovie Appulo Lucane (Fal) che collegano la Basilicata alla Puglia gestiscono 183 chilometri di linee, sono di proprietà del Ministero delle Infrastrutture e vengono percorse da treni ancora a diesel e binari a scartamento ridotto. La società Fal Srl occupa 562 dipendenti e serve sedici comuni lungo le tratte che partono da Bari e arrivano a Potenza e Matera, quest’ultima capitale europea della Cultura per il 2019, dove una stazione di Trenitalia rimane incompiuta ( costo: 270 milioni di euro - vedi voce WikiSpesa: http://www.wikispesa.it/Stazione_ferroviaria_%22La_Martella%22_(Matera) .

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Altri sprechi e casi di gestione clientelare sono stati denunciati da un'interrogazione parlamentare firmata dalla deputata Mirella Liuzzi: «È un piccolo feudo locale con rapporti di amicizia tra vertici dell'azienda con il mondo politico, in particolare con l'ex ministro Raffaele Fitto e con altri parlamentari lucani e pugliesi». La deputata ha affermato che «La Puglia e la Basilicata ci mettono circa 100 milioni di euro all’anno ma invece di modernizzare una linea ferma al secolo scorso hanno cucito su misura contratti a tempo indeterminato per ex dipendenti del partito o assistenti di alcuni parlamentari di Forza Italia».

L'interrogazione parlamentare ricorda che il presidente delle Fal Matteo Colamussi, al momento della nomina (nel 2008) era presidente del consiglio comunale di Rutigliano (Bari) e vicesegretario provinciale. Per la nomina del nuovo cda il sottosegretario ai Trasporti del governo Berlusconi, il lucano Guido Viceconte, inserì tra i cinque componenti anche il cugino Felice.

L'incarico fiduciario per la ristrutturazione della sede barese venne affidato alla moglie del deputato Nuccio Altieri, scelta giustificata da Colamussi affermando che «Questo tipo di incarichi si chiamano fiduciari non a caso. Bisogna scegliere gente di cui ci si fida. E io ho grande stima professionale della moglie del mio amico Nuccio Altieri. Ma questo non significa che io abbia fatto qualcosa che non dovevo e che fosse contro la legge».

A sancirlo sarà la procura di Bari che ha aperto un'indagine a seguito dell'interrogazione parlamentare. Il fascicolo è stato affidato a Luciana Silvestris, pubblico ministero del pool sui reati contro la pubblica amministrazione. La delega di indagine è stata assegnata alla guardia di finanza [4].

La Procura indaga anche su altro caso, quello delle assunzioni di parenti stretti di sindacalisti, scoperta dal Quotidiano Italiano di Bari [5].

Il quotidiano ha avuto accesso a documenti interni dell'azienda descrivendo così la situazione emersa: « Ci sono gli affidamenti diretti sotto soglia ma, cosa ancora più grave, i documenti parlano di ricatti, concorsi pubblici e riqualificazioni aziendali andati in un certo modo. Una buona parte dei lavoratori all’interno dell’azienda pubblica sono “amici degli amici” o persino “figli d’arte”. Il posto e gli avanzamenti di carriera si tramanderebbero di padre in figlio.»

Uno dei casi più eclatanti riguarda il sindacalista Uil Pasquale Malatesta e il suo passaggio nella FAISA-CISAL nell’ultima parte della sua carriera aziendale. Il Quotidiano italiano di Bari è entrato in possesso di due lettere inviate dal sindacalista ad Aldo Corvino, direttore del personale entrato nelle FAL senza concorso, padre di Michele. Alla vigilia di una riqualificazione aziendale (2012) Annamaria, la figlia del sindacalista, entrata in azienda alla fine degli anni ’80 tramite un concorso pubblico, inquadrata con il parametro 205 nell’ufficio personale della sede di Potenza, è interessata alla riqualificazione, vorrebbe passare al parametro 230 (capo ripartizione).

Il 2 aprile 2012 Malatesta scrive una lettera ad Aldo Corvino.

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Non ricevendo risposta, Malatesta scrive nuovamente a Corvino il 29 aprile, 27 giorni dopo e, anche in questo caso, il messaggio è inequivocabile: «Caro Compagno Corvino… la presente è per ricordati di stare attento questa volta a non commettere errori; tieni conto che si è in più persone a vigilare, stando alla finestra, per tenerti sotto controllo». Entrambe le lettere rivelano la complicità propria di un sistema di ricatti e favoritismi. Poche settimane dopo, nel concorso di riqualificazione interna, la figlia del sindacalista ottiene il parametro 230.


Ferrovie Nord

Un utilizzo a fini personali (soprattutto da parte dei due figli) di benefit aziendali legati alla sua carica ha portato alla rimozione di Norberto Achille dalla Presidenza di Ferrovie Nord Milano.

Achille, presidente e legale rappresentante della holding partecipata da Regione Lombardia e Ferrovie dello Stato, è stato prima interdetto per 6 mesi dall’incarico ed ha poi ricevuto la richiesta di rinvio a giudizio per la distrazione di circa 430mila euro di fondi pubblici.

Questi ultimi risultano essere stati spesi in modo illecito tramite carte di credito aziendali per alberghi, l’uso improprio di auto, l'acquisto di arredi ed elettronica, bollette di telefoni cellulari, pay tv e persino scommesse sportive.

L'uso improprio dei fondi ha riguardato soprattutto il figlio di Achille, Marco, anch'egli impegnato con un incarico pubblico nel collegio dei revisori della Fondazione Milano [6].


Fonti

http://espresso.repubblica.it/inchieste/2016/03/02/news/il-disastro-delle-ferrovie-minori-appalti-tangenti-e-malagestione-affossano-le-societa-che-gestiscono-i-binari-1.252334?refresh_ce

http://www.lastampa.it/2016/02/18/italia/cronache/colpa-dei-corrotti-il-degli-sprechi-pubblici-TemgKvADQ97JRRQxuaR3DO/pagina.html

https://it.wikipedia.org/wiki/Ferrovie_del_Sud_Est

http://www.gazzettadeitrasporti.it/news/2016/03/22/voragine-sprechi-fse-relazione-commissario-emergono-scandali/

http://www.ilfattoquotidiano.it/2016/03/20/ferrovie-sud-est-dal-contratto-co-co-da-milioni-di-euro-per-lad-fino-agli-incarichi-ai-parenti-tutti-gli-sprechi/2565019/

http://www.ilfattoquotidiano.it/2016/01/07/ferrovie-sud-est-nuovo-spreco-e-altro-scandalo-compra-15-elettrotreni-per-60-milioni-nonostante-i-311-di-debiti/2354008/

http://www.ilfattoquotidiano.it/2015/12/13/ferrovie-sud-est-scandalo-senza-fine-ne-fermate-nei-conti-voragine-da-43-milioni/2300199/

http://bari.repubblica.it/cronaca/2016/03/20/news/ferrovie_sud_est_la_voragine_degli_sprechi_tre_milioni_solo_a_una_famiglia-135880916/

http://bari.repubblica.it/cronaca/2016/03/24/news/ferrovie_sud_est_nel_mirino_gli_sprechi_per_il_personale_180_assunti_per_gli_staff_boom_di_permessi_sindacali-136182291/

http://bari.repubblica.it/cronaca/2016/03/22/news/sud_est-136029968/

http://espresso.repubblica.it/attualita/2015/05/19/news/marco-achille-1.213204

http://bari.repubblica.it/cronaca/2015/05/01/news/assunzioni_e_consulenze_alle_fal_la_procura_apre_un_inchiesta-113294976/