Filobus Civis – Bologna

Da WikiSpesa.
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Il Civis è una gamma di filobus e di autobus a guida vincolata prodotta dalla Irisbus. Rispetto ai tradizionali filobus si distingue per la guida ottica, un sistema grazie al quale una telecamera installata a bordo conduce automaticamente il veicolo lungo un percorso individuato da una segnaletica dipinta sul manto stradale.

A Bologna il Civis è stato al centro di quasi un decennio di polemiche. Il modello prodotto dalla Irisbus aveva infatti vinto la gara d’appalto per installare un mezzo a guida vincolata nel capoluogo emiliano. Prima di lasciare la fascia tricolore a Sergio Cofferati, il sindaco Giorgio Guazzaloca (1999-2004), firmava il contratto con Irisbus per la fornitura dei veicoli. I lavori furono poi sospesi nell’ottobre 2011 dal sindaco Virginio Merola perché improvvisamente il Civis non era più considerato un mezzo sicuro. Qualche mese prima una commissione di sicurezza di nomina ministeriale aveva pubblicato una relazione che evidenziava alcune criticità “tali da considerare il veicolo, con particolare riferimento al sistema di guida ottica, non corrispondente a quanto contrattualmente previsto sulla base dell’offerta presentata dal costruttore in sede di gara”[1].

Poco più tardi la procura di Bologna apriva un’inchiesta su presunte tangenti che ha coinvolto 11 persone, tra cui l'ex sindaco Guazzaloca. Secondo i magistrati Ccc, il consorzio cooperative costruzioni, e Irisbus, società del Gruppo Fiat, avrebbero corrotto con denaro che passava attraverso sponsorizzazioni, consulenze e incarichi professionali, l'ATC (Aziende Trasporti Comunale di Bologna), per essere favoriti nell'appalto Civis[2]. Nell’aprile 2013 l’inchiesta è stata poi archiviata per il sindaco e per altri 6 indagati[3].

Nel marzo 2013 è arrivata la conferma definitiva che il Civis non avrà futuro a Bologna. Il CIPE (Comitato Interministeriale per la programmazione economica), su proposta del Ministero delle Infrastrutture e dei Trasporti, ha rimodulato i finanziamenti ex Civis in favore del nuovo filobus Crealis Neo, prodotti sempre da Irisbus. Così i Civis mai utilizzati, verranno sostituiti da 49 nuovi Crealis Neo [4].

Non è dato sapere l’ammontare esatto dei soldi pubblici che sono stati utilizzati invano in questi dieci anni per i lavori del Civis. Secondo Repubblica, due terzi dei lavori erano già stati conclusi al momento dello stop, su un costo totale dell’opera pari a 182 milioni[5]. Appare dunque verisimile la stima de il Fatto Quotidiano che, in riferimento al Civis, parlava di 150 milioni sprecati[6].