Fondi strutturali europei: risorse sprecate, bloccate, inutilizzate

Da WikiSpesa.
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Premessa

Questa voce non analizza i costi-benefici dei fondi comunitari a livello europeo o nazionale, bensì il mancato impiego da parte delle amministrazioni italiane, che costituisce uno spreco di risorse che non vengono risparmiate ma perse.

I fondi strutturali

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I fondi strutturali sono strumenti di intervento creati e gestiti dall'Unione europea per finanziare progetti di sviluppo all'interno dell'Unione Europea. Gli obiettivi principali dei fondi strutturali sono tre: la riduzione delle disparità regionali in termini di ricchezza e benessere, l'aumento della competitività e dell'occupazione e il sostegno della cooperazione transfrontaliera.

I fondi strutturali hanno raggiunto il 37,5% del bilancio complessivo dell'Unione Europea. Nel settennio 2000-2006 erano stati impiegati 195 miliardi di euro che nel 2007-2013 sono diventati 335 miliardi.

L'articolazione territoriale degli interventi viene ripartita in:

- PON (programmi operativi nazionali)

- POR (programmi operativi regionali) monofondo

- POIN (programmi operativi interregionali)


Sprechi italiani

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Al 2013 l'Italia risulta il Paese che ha sprecato maggiormente i fondi Ue impiegandone il 45,68% (21 miliardi su 45 a disposizione) soltanto dopo Romania e Croazia.


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Nel dettaglio e considerando complessivamente la programmazione 2007-13, sulla base dei dati più aggiornati (ottobre 2013) pubblicati dal Dipartimento per lo sviluppo e la coesione economica (DPS), risultano mancanti 29,7 miliardi di euro di spesa per raggiungere la dotazione finanziaria complessiva dei Programmi operativi nazionali (PON), interregionali (POIN) e regionali (POR) del Fondo europeo di sviluppo regionale (Fesr) e del Fondo sociale europeo (Fse) 2007-2013. La percentuale di spesa mancante per i PON e POIN (60,5 per cento) si attesta intorno alla media nazionale, mentre il dato dei POR è più variabile: nell’Obiettivo competitività il ritardo è minore (50,6 per cento) rispetto all’Area convergenza (66,4 per cento).

In fase ascendente Ministeri e Regioni mostrano grandi difficoltà a programmare; in fase discendente i beneficiari, enti locali e non, bloccati dal patto di stabilità e da debolezze strutturali e sistematiche (mancanza di competenze, criticità burocratiche e clientelismo territoriale) ritardano ad impiegarli: un ulteriore problema deriva così dal fatto che maggiori sono i ritardi che si accumulano, maggiori sono le probabilità che se anche i fondi siano impiegati, lo siano sotto la pressione delle scadenze e in mancanza di organizzazione, con risultati frequenti di realizzazione di opere inutili, o inutilmente costose rispetto a opportunità alternative prioritarie che avrebbero però richiesto maggior tempo rispetto a quello rimasto per impiegare le risorse.


2013: 5,7 miliardi non spesi. La revisione della Corte dei Conti

Anche nel 2013 l'Italia ha finanziato la spesa comunitaria più di quanto non sia riuscita a spendere dei fondi europei messi a disposizione.

La revisione della Corte dei Conti sulla gestione del 2013 rileva che l'Italia ha sprecato 5,7 miliardi di euro, contribuendo al bilancio comunitario quasi per sei miliardi di euro in più di quanto non sia riuscita ad utilizzare.

La Corte dei Conti ha sottolineato la frequenza di affidamento di incarichi senza le dovute procedure pubbliche, costi reali che non corrispondono a quelli certificati, rimborsi lievitati, inoltre, ha avvertito la Corte, «il fenomeno delle irregolarità e delle frodi continua a destare allarme» e si «vanifica l'obiettivo di incentivare la crescita nei settori e nelle aree interessate» provocando «un enorme vulnus per l’Erario nazionale», anzitutto per i contribuenti italiani "in veste" di contribuenti europei.

La magistratura contabile conclude la revisione auspicando un cambiamento di approccio e rigore gestionale per la programmazione 2014-2020: «La via maestra per la conduzione di una più efficace politica di coesione sembra dunque non poter prescindere, specie nella prospettiva della Programmazione 2014-2020, da un effettivo miglioramento della capacità progettuale e da un maggior allineamento della tempistica di attuazione nazionale con quella comunitaria. Ma a monte di ciò, non appare più eludibile il perseguimento di una decisa azione mirata ad un effettivo miglioramento delle complessive capacità istituzionali, amministrative e gestionali, a livello centrale e locale».


Le cause degli sprechi

Secondo il Comitato delle Regioni, organo consultivo in ambito europeo, il fattore maggiormente influente sull'inefficiente gestione dei fondi comunitari è la burocrazia, italiana, ma anche europea.

Da un lato, quello italiano, la pianificazione è affidata ad attori politico-amministrativi, dal governo nazionale alle regioni, alle province, ai comuni fino ai sindacati, alle associazioni, alle imprese, che non dispongono di competenze adeguate per far fronte alle attività richieste; dall'altro lato, europeo, il Comitato delle Regioni sostiene che il problema sia il grado di complicazione della burocrazia che sarebbe addirittura peggiorato: nel 2014 dovrebbe iniziare la programmazione per usare i fondi europei destinati proprio per il periodo 2014-2020 e secondo il comitato delle Regioni, le regole per accedervi sono diventate più complicate di quelle adottate nella programmazione 2007-2013. Inoltre, sottolinea il Comitato, la politica per la destinazione dei fondi europei è stata orientata alla concentrazione delle risorse in pochi ma grandi progetti, per investimenti a partire da 50 milioni, per evitare la dispersione dei fondi in micro interventi ritenuti inefficaci per creare una leva di crescita economica apprezzabile. La problematica sollevata, che torna ad essere però interna italiana, deriva dal fatto che un appalto pubblico di 50 milioni si blocca più facilmente nelle maglie della burocrazia pubblica di quanto non faccia un maggior numero di progetti minori.

Ma anche il fattore "irregolarità" è rilevante. Nel 2012 sono stati rilevati 344 milioni di euro spesi in modo irregolare.

Nell'elenco delle regioni responsabili di tali irregolarità si trova al primo posto la Sicilia con 148 milioni persi a causa di truffa; alla quale seguono la Campania (17,4 milioni) e la Calabria, con 12 milioni di euro. Anche in Veneto le truffe sono stimate per due milioni e trecento mila euro, in Toscana per due milioni, Piemonte per un milione e mezzo. Ad agosto del 2013 altri 95 milioni dei fondi sono stati bloccati dopo controlli che hanno riscontrato irregolarità nella gestione. E' stato calcolato che dal 2003 al 2013 gli sprechi per irregolarità e truffe hanno raggiunto la cifra record di un miliardo e 200 milioni di euro.


Gli appelli dell'Unione Europea e le penalizzazioni

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"Le gravi carenze di cui le autorità italiane hanno dato prova su gestione e controllo dell'utilizzo dei fondi Ue sono tali da condurre a irregolarità sistemiche", ha concluso la Corte Europea di Giustizia, dopo che il Tribunale di primo grado dell’Ue ha respinto un ricorso dell’Italia e confermato, con una sentenza emessa il 28 marzo 2014 a Lussemburgo, il taglio dei fondi destinati alla Regione Puglia come penalizzazione per l’insufficienza dei controlli di spesa predisposti dalle autorità competenti.

I revisori dell’Ue hanno constatato irregolarità nella mancanza di personale nelle strutture dell’autorità di pagamento, nei ritardi nell’esecuzione dei controlli di primo e di secondo livello, nella trasmissione delle relazioni, nel seguito dato ai controlli e nell’aggiornamento della tabella di monitoraggio, nonché nelle verifiche che l’autorità di pagamento avrebbe dovuto effettuare. La Commissione ha altresì contestato l’affidabilità della percentuale delle spese controllate e delle rettifiche proposte dalle autorità italiane e ha constatato il malfunzionamento dell’autorità di pagamento.

La Corte ha auspicato un cambiamento gestionale per la pianificazione 2014-2020 di 32,8 miliardi di euro in fondi strutturali, che ha sottolineato non potranno essere utilizzati per finanziare misure economiche per risolvere problemi di finanza pubblica ma esclusivamente per finanziare progetti atti a rafforzare il tessuto produttivo, la formazione, i progetti di innovazione e non potranno essere «trasferiti a bilancio» nel rispetto del regolamento europeo.


Fonti

http://economia.panorama.it/numeri/dati-veri-fondi-Ue

http://www.lastampa.it/2013/05/20/economia/fondi-ue-l-italia-spreca-milioni-per-colpa-di-errori-e-burocrazia-jjriFLuuMtHJPlLcnEaVKL/pagina.html

http://espresso.repubblica.it/attualita/2014/02/17/news/fondi-europei-6-miliardi-non-spesi-anche-nel-2013-continuano-i-ritardi-1.153624

http://www.ilgiornale.it/news/interni/corte-ue-accusa-litalia-non-sa-gestire-i-fondi-europei-1005680.html

http://www.rischiocalcolato.it/2013/10/i-fondi-pubblici-stanziati-e-utilizzati-dai-maggiori-paesi-europei-a-favore-del-sistema-bancario.html

http://www.savethechoice.it/fondi-europei-litalia-al-bivio/1658/

http://www.borsaforex.it/macro-economia/litalia-spreca-i-fondi-comunitari-appello-dellue.html

http://www.dagospia.com/rubrica-3/politica/leuropa-sgancia-litalia-spreca-a-cosa-servono-i-fondi-europei-a-finanziare-la-sagra-73386.htm

http://www.lavoce.info/fondi-strutturali-come-evitare-uno-spreco-annunciato/

http://notizie.tiscali.it/articoli/politica/14/05/14/renzi-napoli-scuola.html

http://video.sky.it/news/economia/fondi_europei_una_storia_di_sprechi_e_occasioni_perse/v185301.vid

http://it.wikipedia.org/wiki/Fondi_strutturali