Illuminazione pubblica: consumi comunali

Da WikiSpesa.
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L'Italia appare evidentemente più luminosa del resto dell'Europa nelle immagini del satellite SUOMI NPP che sorvola la penisola nella notte (foto h 01:30). Gran parte delle fonti luminose notturne visibili da satellite sono di illuminazione pubblica.

Consumi

Soprattutto al Nord, fasci di luce incandescente illuminano litorali costieri e città, strade e borghi, con un risultato visivo pari solo a Belgio, alle città di Londra e Parigi.

Un'anomalia che trova conferma nei dati Istil. Il consumo annuo pro capite per illuminazione pubblica in Italia risulta di 107 kWh, più del doppio della Germania e della Gran Bretagna e un terzo in più della Francia.

A Berlino, per esempio, gli abitanti per punti luce sono 15,6, mentre a Milano sono 9,4 .

Solo la Spagna con un consumo pro capite di 116 kWh supera l’Italia nel consumo di energia elettrica per l'illuminazione pubblica. I Paesi più virtuosi sono invece la Germania e la Gran Bretagna con un consumo pro capite che si attesta rispettivamente sui 50 e i 42 kWh.

Negli ultimi 15 anni, in Italia, il flusso totale di luce dell’illuminazione pubblica è invece raddoppiato: a contribuire complessivamente al consumo i lampioni stradali, l’illuminazione per i monumenti, quella per i giardini pubblici, i punti luce all’esterno dei condomini e le insegne luminose.


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Anche l’astronauta italiano Paolo Nespoli si è soffermato a descrivere la visione dalla spazio delle differenze di illuminazione, il suo intervento in questo video: http://www.youtube.com/watch?v=yydemA95O9o#t=13.


Costi

La conseguenza di tanto elevati consumi sono un crescente inquinamento luminoso, lo spreco di energia elettrica, quindi di fondi pubblici, soprattutto comunali, finanziati con la tassazione locali, già in costante aumento.

L'illuminazione stradale, la principale fonte del consumo, costa circa 2 miliardi di euro e grava prevalentemente proprio sulle finanze dei comuni.


Sprechi comunali

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La spesa annuale dei comuni italiani per l’illuminazione pubblica supera il miliardo di euro, senza calcolare le spese di manutenzione. E' quanto calcolato dall’associazione “Cielo buio”, votata “all’illuminotecnica sostenibile”, menzionata per ringraziamenti dal "super-revisore" della spesa pubblica Enrico Bondi nel 2012 in occasione della conferenza di presentazione del piano di spending review, che però non prevedeva tagli di spreco relativo all'illuminazione pubblica.

La responsabilità amministrativa in questo ambito spetta effettivamente agli stessi Comuni.

Il primo fattore di spreco dei lampioni delle strade comunali è riconducibile ad una potenza installata troppo alta. “Secondo gli studi europei raccolti– speiga l’esperto Diego Bonata, progettista e autore di piani per l’illuminazione in comuni medio-piccoli e consulente dell'associazione Cielo Buio – se confrontiamo il consumo pro capite per l’illuminazione pubblica con quello della Germania, ci accorgiamo che il nostro è doppio: 105 chilowattora contro 42 (la media Ue è 51). Abbiamo una potenza installata per superficie urbanizzata più che doppia rispetto a quella tedesca, doppia rispetto alla Francia e quasi quadrupla rispetto al Regno Unito. Contrariamente ai Paesi sopra citati in Italia la sorgente più impiegata per illuminare è la lampada da 150 Watt, mentre oltre il 50% delle strade potrebbe essere illuminato con sorgenti da soli 70Watt (nel rispetto di norme e leggi di settore) come negli altri Paesi”.

Eppure il contenimento della spesa pubblica non ha interessato la spesa per l'illuminazione, che nel 2012 è risultata persino in aumento a causa del rincaro dei Kilowattora.

La spesa stimata per l’illuminazione pubblica (consumi elettrici e manutenzione ) è di 15 milioni di euro a Torino, 32 milioni e 750.000 euro a Milano e 52.800.000 euro a Roma. Si sono comunque verificate delle riduzioni a livello locale, del 25% a Torino –tramite un netto delle spese sulle manutenzioni, ridotte a poco più di un terzo – un calo del 14% a Roma, è stato registrato invece un aumento del 9% a Milano (dati relativi al 2012).

A Torino i punti luce installati sono 96.000; a Milano 138.364 mentre a Roma 181.991. La classifica dei costi presenta nell’ordine, la spesa più cara sostenuta dal Comune di Roma (290,12 euro a punto luce), seguita da Milano (236,9 euro) e Torino (156,25 euro). Se si considera invece la spesa per abitante, la città che paga di più è di gran lunga Milano con 24,40 euro, poi Roma (18,97 euro) e per ultima ancora Torino (16,56 euro).

In questi di casi di città importanti italiane sono state registrate quantità tutte superiori alle medie europee. Dai dati raccolti emerge che le bollette energetiche comunali sono tendenzialmente in aumento anche se aumenta la diffusione di lampade più efficienti: l’efficienza non è stata utilizzata per risparmiare, bensì per illuminare di più con la stessa potenza. La stessa potenza, ovvero lo stesso consumo, costa sempre di più. A tale spesa si aggiungono i costi elevati di manutenzione, sopra i 50, talvolta sopra gli 80 euro a punto luce all’anno. Secondo Diego Bonata “questi costi di manutenzione sono una follìa. Pur tenendo conto di tutti i fattori, non si capisce perché andar oltre i 40 euro per punto luce all’anno”.

In generale, segnala Bonata, le spese sono così alte perché in Italia i Comuni non dimostrano l'interesse a controllare le varie società municipalizzate, come Iren, A2A e Acea, giustificando gli alti consumi con la garanzia di politiche di sicurezza.”

In Italia però le differenze rispetto all'Europa sono molto alte: l’illuminazione comunale costa circa 1 miliardo di euro l’anno, 18,7 euro a cittadino: il doppio del conto pagato dai cittadini tedeschi. Una situazione per tanto non riconducibile a una più efficiente politica di sicurezza nei comuni Italiani, bensì a una maggiore inefficienza e irresponsabilità nella gestione e nel controllo dei consumi (presso scuole, struttura sanitaria e uffici pubblici, è frequente un'illuminazione a pieno regime giorno e notte) e alla mancata innovazione diretta al risparmio energetico.


Tra le novità urbanistiche presentate per esempio a Londra in occasione delle Olimpiadi 2012 vi erano proprio i lampioni urbani, sui quali l’amministrazione della capitale inglese ha varato un piano anti-spreco e volti alla modernizzazione dell’arredo urbano. A Londra sono stati così già stati sostituiti 2mila punti – luce pubblici ed entro il 2020 il risparmio di spesa pubblica complessivo sarà pari a quasi 9 milioni di sterline.


Costo-opportunità: risparmi ottenibili

Agli alti consumi-costi per l'illuminazione pubblica sostenuti dai Comuni italiani, corrisponde un altrettanto elevato costo-opportunità, stimato per un risparmio immediato fino a 200 milioni annui e superiore nel medio-lungo periodo.

A sottolinearlo è nel suo blog è stato il commissario alla Revisione della spesa pubblica, Carlo Cottarelli, che ha spiegato come gli analisti economici delle grandi banche internazionali per illustrare il "persistente spreco di denaro pubblico nel nostro Paese" utilizzino le foto dell'Europa prese di notte da satelliti, dove l'Italia appare nettamente più illuminata di altri Paesi.


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"Risparmi immediati non trascurabili, dell'ordine di 100-200 milioni l'anno, possono essere ottenuti nel breve periodo attraverso lo spegnimento di luci non necessarie. Ma il grosso dei risparmi richiede investimenti", riferendosi al passaggio a forniture per l'illuminazione pubblica che permettano un rilevante risparmio energetico grazie alle tecnologie di ultima generazione.

Giovanni Chiambretto, esperto del Gruppo ecologista Cinque Terre, ha calcolato che “su quasi 10 milioni di lampioni per l’illuminazione pubblica, circa 3 milioni sono ancora ai vapori di mercurio” quindi ad alto consumo e da sostituire al più presto. Una situazione analoga si presenta per i semafori, che dovrebbero adottare la tecnologia Led, con un notevole risparmio energetico. A riguardo, Chiambretto evidenzia che “una generale revisione delle modalità di gestione degli impianti può condurre oltre che a importanti risparmi energetici ed economici, anche a grossi vantaggi sul piano dell’inquinamento luminoso”.


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Soluzioni indicate dal commissario

La prima soluzione per ottenere risparmi immediati non trascurabili dell’ordine di 100-200 milioni l’anno è il solo lo spegnimento di luci non necessarie, per il quale è necessaria una gestione responsabile a livello locale, oltre che l'adozione di fonti luminose che non disperdono la luce verso l'alto oltre che per esempio di impianti "intelligenti" dotati di funzioni automatizzate di spegnimento e accensione in corrispondenza del passaggio di auto o persone.


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A riguardo il commissario Cottarelli ha individuato sul suo blog delle linee guida che possano favorire la propensione a investire risorse dapprima per ottenere già nell'immediato e ancor più nel medio lungo termine risparmi ben superiori agli investimenti necessari. Cottarelli invita quindi a considerare che:

• Non ha senso non effettuare investimenti che consentono di risparmiare nel medio termine solo perché comportano un esborso immediato.

• Se esistono comunque vincoli complessivi sul deficit e debito pubblici, gli investimenti possono essere ridiretti verso le aree che consentono maggiori risparmi nel medio periodo, senza investimenti aggiuntivi. Credo non sia difficile individuare investimenti pubblici con un rendimento inferiore a quello qui considerato.

• E’ possibile considerare forme di partenariato pubblico privato che evitino l’esborso immediato di risorse da parte del settore pubblico.

• Esiste la possibilità di mobilizzare fondi europei per finalità di efficientamento energetico (si veda anche, in proposito, la relazione su “Fondi a supporto dei cambiamenti climatici” di Valter Menghini, dirigente della Cassa Depositi e Prestiti, presentata il 3 dicembre 2012 a Roma alla conferenza “L’illuminazione pubblica nella prospettiva della Smart City”).


"Basta con la paura del buio"

Secondo Cottarelli non esistono quindi impedimenti insormontabili all'operazione di riduzione degli sprechi tramite un programma di investimenti in risparmio energetico. "Occorre però un po’ di coraggio e smettere di avere paura del buio", ha esortato il commissario sul suo blog.

Non è la prima volta che la questione dell'eccessiva illuminazione pubblica stradale viene sollevata in Italia, sottolinea il commissario per la revisione della spesa pubblica, ma "regolarmente vengono mosse obiezioni di vario tipo e tutte infondate alle misure di risparmio in quest'area".

Effettivamente si paventa un eventuale problema di sicurezza, ma Cottarelli spiega che "nessuno propone di spegnere le luci urbane: si può invece risparmiare fino a un miliardo per anno rimpiazzando punti luce che disperdono la luce verso l'alto, eliminando l'illuminazione eccessiva, utilizzando tecnologie Led e riducendo l'illuminazione di strade a scorrimento veloce, di aree ad uso industriale o artigianale e di zone urbanizzate non edificate".

Riguardo alla situazione delle municipalizzate, che spesso si sostengono grazie proprio alla vendita di quantità di energia eccessive ai Comuni, secondo il commissario "è chiaro che la soluzione del problema deve essere l'efficientamento delle municipalizzate, non il mantenimento di consumi energetici eccessivi".

Infine, relativamente alla questione degli investimenti, quindi al reperimento delle risorse necessarie, Cottarelli tra le possibili soluzioni indica quella del partenariato pubblico-privato che eviti l'esborso immediato di risorse da parte del settore pubblico, o la possibilità di mobilizzare fondi europei per finalità di efficientamento energetico.


Obiezioni

La principale obiezioni che viene mossa ai piani di risparmio energetico finalizzati alla riduzione dell'illuminazione pubblica riguarda la sicurezza sociale.

E' infatti diffuso il timore che la riduzione dell’illuminazione avrebbe come conseguenza una minore sicurezza per chi, a tarda ora, rientrerebbe a casa per esempio.

La preoccupazione, seppur comprensibile, risulta incoerente con diversi studi hanno concluso che non esiste evidenza empirica di un legame tra intensità della illuminazione stradale e tasso di criminalità (si veda, per esempio, The influence of street lighting on crime and fear of crime, di Atkins e Storey, Crime Prevention Unit, Paper No. 28, London, Home Office, 1991; e Preventing Crime: What works, what doesn’t, what’s promising, A report to the United States Congress, University of Maryland at College Park, Department of Criminology and Criminal Justice, 1997).

Ma la riduzione dell'illuminazione pubblica non implica comunque necessariamente la mancanza di illuminazione nelle ore notturne ove vi siano necessità riconosciute a livello locale. Sono infatti disponibili e già sperimentati impianti "intelligenti" dotati di funzioni automatizzate di spegnimento e accensione in corrispondenza del passaggio di auto o persone.

La riduzione dei consumi sarebbe inoltre resa possibile dalla sostituzione dei punti luce che disperdono la luce verso l’alto, eliminando l’illuminazione eccessiva, che non viene neppure percepita dall’occhio umano, utilizzando tecnologie LED, e riducendo l’illuminazione di strade a scorrimento veloce, di aree ad uso industriale o artigianale e di zone urbanizzate non edificate.

Un'obiezione irrazionale, ma effettivamente coerente con il contesto delle società municipalizzate italiane, menzionata dallo stesso commissario Cottarelli, sarebbe che riducendo i consumi a quanto effettivamente necessario, si manderebbero in rovina molte delle municipalizzate fornitrici.

L'aspetto sollevato da tali portatori d'interesse risulta paradossale. "E’ chiaro che la soluzione del problema deve essere l’efficientamento delle municipalizzate, non il mantenimento di consumi energetici eccessivi. E se proprio le si deve mantenere inefficienti, almeno si rendano palesi i sussidi finanziari, evitando lo spreco in termini di consumi energetici reali", ha commentato il commissario alla revisione delle spesa pubblica.


Fonti

http://revisionedellaspesa.gov.it/blog.html - _10giu14

http://www.ansa.it/sito/notizie/economia/2014/06/11/cottarelli-spegnere-le-luci-risparmi-per-100-200-milioni_76642d36-fa6d-4c39-b924-6c6b77f662dd.html

http://www.greenme.it/informarsi/citta/13542-cottarelli-spending-review-luci-notte

http://www.nonsprecare.it/spreco-illuminazione-pubblica-strade-italia-inquinamento

http://www.ilfattoquotidiano.it/2012/07/14/spreco-dei-lampioni-in-italia-consumo-per-illuminazione-pubblica-doppio-della-media/293240/

http://www.nonsprecare.it/troppe-luci-accese-lilluminazione-pubblica-e-uno-spreco

http://www.nonsprecare.it/lo-spreco-di-soldi-pubblici-per-illuminare-le-citta-a-vuoto

https://www.youtube.com/watch?v=yydemA95O9o - t=13