Locazioni Passive delle Pubbliche Amministrazioni

Da WikiSpesa.
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Stato centrale: canoni di affitto per oltre un miliardo

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Dal rapporto finalizzato alla revisione della spesa pubblica realizzato dal commissario Carlo Cottarelli [1] emerge nella sezione "Razionalizzazione Utilizzo Immobili" che soltanto il 60 per cento degli immobili utilizzati dalla Pubblica Amministrazione è di proprietà. Per i restanti lo Stato paga un canone di locazione annua a privati, per un costo di 1.215 milioni di euro, per uffici, scuole e varie sedi.


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Le amministrazioni pubbliche utilizzano immobili che si estendono per quasi 80 milioni di metri quadrati (quasi tutti dislocati nelle cinque principali città italiane: Firenze, Milano, Napoli, Palermo, Roma e Torino) dei quali l’80 per cento sono di proprietà dello Stato, mentre il resto appartiene ai privati. Una percentuale che raddoppia se si escludono dal conto gli immobili del Ministero della Difesa, che da solo occupa quasi i due terzi degli edifici di proprietà dello Stato.

Se non si considerano infatti i dati relativi al ministero di via XX Settembre risulta che le altre amministrazioni dello Stato utilizzano soltanto il 60 per cento di immobili di proprietà. Eppure il patrimonio immobiliare di proprietà dello Stato centrale ammonta a 62 miliardi di euro, che diventano 368 miliardi se si considerano le proprietà di Regioni, Province e Comuni.


Il caso del Comune di Prato

Sono diversi i casi di spreco registrati dal gruppo di lavoro guidato da Carlo Cottarelli, dovuti soprattutto alla mancanza di coordinamento tra i vari rami della pubblica amministrazione.

Un caso eclatante è quello del Comune di Prato, dove su 34 sedi amministrative, 28 sono in immobili presi in affitto, per un costo di 8 milioni e 770 mila euro: 15 sono gli spazi presi in affitto soltanto nel centro della città, nel raggio di soli 4 chilometri.


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Il patrimonio immobiliare pubblico=

Secondo le stime effettuate dal dipartimento del Tesoro, il patrimonio immobiliare di proprietà dello Stato centrale ammonta a 62 miliardi di euro, 368 se si considerano complessivamente gli asset di Regioni, Province e Comuni.

Da qui la discussione sull'opportunità di evitare di spendere 12 miliardi di euro l’anno per locazioni passive.

Lo spreco riguarda inoltre gli spazi inutilizzati delle proprietà utilizzate: nella maggior parte delle amministrazioni si registra una superficie media per dipendente pubblico superiore ai 30 metri quadri, che spesso raggiunge i 50 mq, ossia una soglia nettamente superiore rispetto ai 20-25 metri quadri per addetto previsti dalla legge finanziaria per il 2010 e ancor più lontana dalla forchetta 12-20 metri quadri che dovrebbe costituire la media in caso di immobili di nuova costruzione, secondo quanto richiesto da una circolare del 2012 dell’Agenzia del Demanio.

Il problema consiste però, come ha ammesso in parlamento nel giugno 2013 lo stesso Demanio, nel calcolo del rapporto metri quadri/addetto, che è solo parziale in quanto il 50% delle amministrazioni non ha fornito dati.


Lo spreco dei metri quadrati per dipendente

L’Agenzia del Demanio ha inviato un faldone con i numeri relativi allo spreco al commissario per la spending review, Carlo Cottarelli. Una tabella predisposta dal Demanio, e allegata al testo di un’audizione svolta alla Camera dal direttore Scalera il 22 maggio del 2012, rileva che in quell’anno risultavano in essere 11.002 porzioni immobiliari occupate dalla pubblica amministrazione centrale e sottoposti a locazione passiva. La superficie complessiva era di 11 milioni e 300 mila metri quadrati, per un costo globale di affitto che lo stesso direttore del Demanio, alla data dell’audizione, aveva stimato in 1 miliardo e 215 milioni di euro. Il tutto, come detto, proprio mentre i dati diffusi dal dipartimento del Tesoro dicono che gli immobili di proprietà dello Stato centrale hanno un valore di mercato di 62 miliardi di euro. In un’altra audizione alla Camera, datata 12 giugno 2013, lo stesso Scalera però ha chiarito che a quella data la superficie occupata dagli immobili sottoposti a locazione passiva era arrivata fino a 15 milioni di metri quadrati.

Scalera non ha invece fornito una versione aggiornata del numero degli immobili pagati in affitto dallo Stato centrale, che si stima abbiano superato i 12 mila.

Anche il governo guidato da Mario Monti cercò di mettere ordine sulla questione. L’allora commissario alla spending review, Enrico Bondi, presentò una serie di calcoli secondo i quali il costo delle locazioni passive di tutte le pubbliche amministrazioni, comprese quelle periferiche, ammontava a 12 miliardi di euro. Un patrimoni immobiliare tale da rendere evidente l'opportunità di un risparmio.


La proposta avanzata da Cottarelli

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Per razionalizzare la spesa il piano di Cottarelli propone alle pubbliche amministrazioni di rivedere la distribuzione territoriale limitandosi ad occupare, quando possibile, soltanto immobili di proprietà statale. Secondo la proposta contenuta nel rapporto, bisognerà dimostrare l’inesistenza di uno stabile di proprietà pubblica o l’impossibilità di ottenere tale immobile da parte di altre amministrazioni, prima di procedere all’affitto di un’ulteriore sede. Solo in quel caso allora potrà essere avviata una ricerca di mercato, per trovare la locazione più conveniente.

Il piano prevede inoltre la creazione di un unico capitolo di spesa destinato a pagare gli affitti delle sedi, affidato all’Agenzia del Demanio, dal quale tagliare 200 milioni nel 2015, e 100 milioni a partire dal 2016, per arrivare quindi a quota 800 milioni entro il 2017.

Per incentivare il coordinamento tra i vari settori della pubblica amministrazione, è previsto l’utilizzo di un sistema informativo unico (chiamato Paloma, acronimo di Public Administration Location Management), dove far convergere i dati di tutti gli immobili pubblici disponibili.

Il rapporto specifica poi come “diverse amministrazioni non abbiano adempiuto alle comunicazioni previste (es. quella del Mef per il censimento degli immobili)” e prevede quindi l’inserimento di “sanzioni per la mancata comunicazione dei dati” in relazione agli immobili utilizzati dai vari compartimenti della pubblica amministrazione.

Seguendo l'esecuzione prevista da Cottarelli gli immobili utilizzati dallo Stato si dovrebbero ridurre del 20 per cento, mentre i costi sarebbero abbattuti del 30 per cento, grazie anche all’accorpamento di alcuni servizi che sarebbero dunque gestiti in comune tra i diversi rami della pubblica amministrazione.


Il nuovo piano del governo Renzi

Roberto Perotti è responsabile della spending review insieme a Yoram Gutgeld del governo Renzi succeduto al governo Letta che aveva precedentemente incaricato Carlo Cottarelli, del quale Perotti ha quindi ereditato il piano di intervento di cui sopra.


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Sul taglio agli affitti degli uffici pubblici indicato dell’ex commissario alla spending review Carlo Cottarelli, Perotti, intervistato dal Quotidiano Nazionale ha dichiarato: «Partiremo senz’altro dalle proposte di Cottarelli e quindi ci occuperemo dei tagli agli affitti degli uffici pubblici, centrali e locali. Le amministrazioni devono presentare entro giugno un piano di riduzione degli spazi. Anche in quest’area vogliamo agire con riduzioni mirate». Per quanto riguarda i tempi l’economista ha fatto intendere che andranno rivisti quelli previsti dall'ex commissario: «È chiaro che questo lavoro non potrà essere completato in sei mesi. Ora ci occuperemo dei tagli più urgenti, ma per andare a fondo avremo bisogno di un arco temporale di almeno due anni». [2]


Fonti

http://revisionedellaspesa.gov.it/blog.html

http://www.ilfattoquotidiano.it/2015/04/01/spending-review-spreco-degli-affitti-delle-pubbliche-amministrazioni/1557758/

http://www.linkiesta.it/immobili-locazioni-passive

http://www.corriere.it/economia/14_febbraio_07/giungla-dorata-affitti-stato-73c8fb8c-8fc1-11e3-b53f-05c5f8d49c92.shtml

http://www.giornalettismo.com/archives/1781295/spending-review-road-map/

http://www.panorama.it/economia/opinioni/affitti-oro-sprechi-milleproroghe/

http://www.repubblica.it/economia/2014/04/07/news/un_miliardo_di_sprechi_ecco_tutti_i_conti_sugli_immobili_di_stato-82930913/