Minimetrò di Perugia

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Progetto

Il servizio venne concepito come un'opera di trasporto pubblico come soluzione ai problemi della viabilità cittadina, rivolto a residenti e domiciliati, ma anche per turisti e studenti fuori sede.

Inaugurata il 29 gennaio 2008, la linea del Minimetrò di Perugia, che collega la periferia Ovest del capoluogo umbro con il centro storico, a distanza di sei anni, però, è ancora aperta la discussione sulla sua utilità. Mentre non è in discussione il suo costo di mantenimento, da più parti considerato insostenibile. Il sondaggio del Corriere dell'Umbria mostra proprio come la maggior parte dei cittadini sia consapevole di tale situazione.


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L'opera, progettata da Jean Nouvel, architetto di fama mondiale, è il primo caso in Italia di sistema di metropolitana leggera che viaggia su binari situati quasi interamente al di sopra del livello stradale.

La linea collega il terminal di “Pian di Massiano”, dotato di un parcheggio composto da 3 mila posti e di una piccola zona commerciale, con il “Pincetto”, la stazione di partenza del Minimetrò, situata nel centro storico della città. In queste stazioni sono presenti i motori del people mover, la trazione a fune, oltre che la piattaforma girevole per l'inversione del senso di marcia delle vetture.

I binari di colore rosso si estendono su un percorso di quattro chilometri circa. Il tracciato si sviluppa in parte su viadotto e in parte in galleria, con andamento sia orizzontale che pendente. Le 25 carrozze d’argento, lunghe cinque metri e con capienza massima di circa 25 persone l'uno, si muovono su due binari paralleli, trainate da una fune alla velocità costante di 25 km/h e sprovviste di personale a bordo, grazie a un sistema completamente automatizzato. La frequenza media è di 2 minuti e 30 secondi.


Costi

I lavori per la costruzione del Minimetrò sono iniziati nel 2003 e terminati cinque anni dopo. L’investimento per l’intero progetto è stato di 110 milioni di euro. Ma sono soprattutto i costi di gestione, funzionamento e manutenzione giornaliera, che ammontano a circa 25 mila euro a costituire una fonte di spesa costante senza un rientro sostenibile.

La sensazione diffusa è che il Minimetrò non risponda alle esigenze di una città come Perugia. L’acropoli, ossia il punto d’arrivo del trasporto, non è più la sede esclusiva di esercizi commerciali, banche e uffici pubblici, mentre la quasi la totalità dei servizi è ormai situata nella zona periferica di Perugia, sotto l’acropoli.

È risultato poi irrilevante l'impatto sulla viabilità: il traffico automobilistico, è concentrato agli ingressi della città e continuano così a circolare 40 mila auto al giorno.

Il Minimetrò è inoltre scollegato dalle altre linee del trasporto pubblico e viene considerato per questo piuttosto scomodo per molti cittadini. Quelli abitanti nelle case lungo la tratta ne lamentano inoltre il forte rumore.


Conti che non tornano

La corsa singola ha un costo di 1,50 euro e una validità di 70 minuti dalla prima convalida. Nel 2010 sono stati poco più di 6 mila gli utenti che giornalmente si sono serviti del Minimetrò, 8.555 i viaggiatori giornalieri ad agosto 2011, ossia 2,9 milioni di passeggeri all’anno per 2,8 milioni di euro di ricavi.

Nel 2011, i passeggeri quotidiani sono diventati 8.900 circa ma nel 2013 sono tornati a meno di 7 mila facendo rimanere attuale l'interrogativo: ha senso mantenere attivo un servizio in costnate e rilevante perdita?

Anche nel 2014 il costo è stato di circa 10 milioni (3,5 per mutui e il resto per manutenzione e gestione), così l’assessore Francesco Calabrese, presidente della commissione spending review, ha lanciato un monito alla Regione. “Tutti costi del minimetrò - ha detto - non possiamo permetterceli, con i tagli previsti nel 2015 senza un intervento della Regione saremo costretti a tagliare servizi oppure lo stesso bilancio è a rischio”. [1]


La lettera aperta di protesta

Una lettera aperta contro il proseguimento degli sprechi del minimetrò è stata rivolta al sindaco di Perugia Andrea Romizi, dall'ex consigliere comunale Giorgio Corrado.

“Signor Sindaco, vediamo, con l’apprensione del contribuente, che il Comune di Perugia è alle prese con il bilancio di previsione e sta facendo veri salti mortali per far quadrare i conti; tra le tante spese ereditate dalla passata Amministrazione, v’è anche quella relativa al servizio offerto dalla Minimetrò spa, di cui è consocio di maggioranza, per una spesa pari a oltre 10 milioni di euro l’anno; con la situazione economica generale difficile, se non drammatica e annunciandosi minori trasferimenti di risorse dallo Stato e dalla Regione, nonché nuovi tagli di spesa, credo sia particolarmente urgente porsi qualche domanda critica su questa inutile e costosa opera di pubblico trasporto, poco amata, a ragione, dai perugini. Il Minimetrò continua a girare a vuoto, trasportando un numero di passeggeri estremamente esiguo, meno del 50 % di quanto progettato, rendendo così questo mezzo sempre più dannoso per il bilancio comunale, costretto a sopportare una spesa di non poco conto, per onorare il relativo contratto di servizio. La Società Minimetrò, in teoria società mista pubblico privata, sta però tranquilla e continua a pagare profumatamente i suoi tecnici ed amministratori, non tanto con i pochi biglietti venduti, ma con le tasse dei contribuenti perugini. Il minimetrò è un sistema di trasporto puntiforme e unidirezionale, concepito come una funivia per il trasporto degli sciatori, non a caso è stata coinvolta una specializzata società di trazione a fune di Vipiteno (BZ); presuppone un concentramento di persone in un sol punto alla partenza, per giungere in cima, all’arrivo, in assenza poi di mezzi alternativi; è dunque totalmente inadatto per le città, caratterizzate da una mobilità pluridirezionale, peggio ancora per Perugia, che si estende su un territorio molto vasto e con 52 frazioni; e ciò indipendentemente dal fatto che si colleghi Pian di Massiano all’acropoli, o che si arrivi all’Ospedale Sivestrini, come qualche bontempone suggerisce, come panacea”.

L'ex consigliere fa inoltre osservare che “La ragione è semplice e presto detta: i perugini che vivono in centro, meno di 10.000 persone, la mattina, quando vanno al lavoro o a scuola, dovendo prendere le più diverse direzioni e non dovendo necessariamente tutti raggiungere Pian di Massiano, usano in gran parte la macchina; così egualmente fanno le migliaia di cittadini che, giornalmente, raggiungono il Silvestrini, provenendo però non da un unico punto di partenza, ma dalle diverse frazioni e quartieri di Perugia, nonché dalla Provincia tutta: non c’è infatti, per la maggior parte delle persone, un comune unico punto di partenza, fosse Pian di Massiano o Ponte San Giovanni. Per questo manca la massa critica di utenza tale da dare un minimo di economicità a questo ibrido sistema di trasporto, che poi ha anche un altro limite tecnico, non potendosi allungare, senza rottura di carico, ovvero senza effettuare cambi di mezzo, oltre i tre chilometri di lunghezza”.

La controprova, continua Giorgio Corrado “Si ha in occasione di alcuni grandi eventi, quando a Perugia arrivano migliaia di visitatori e il Minimetrò funziona a pieno regime. Ma non devono poi essere neppure tanti contemporaneamente, perché la capacità massima di trasporto è di tremila passeggeri/ora. Dunque una teorica, ma anche possibile soluzione al problema dovrebbe essere una forte politica turistica, che però, anche volendola metterla in atto, non si concretizza in poco tempo. Sono anni che tratto l’argomento, evidenziando quanto quest’opera trasportistica sia stata dannosa e continui ad esserlo per il bilancio comunale e dunque per i Perugini che pagano le tasse. La logica politica è stata però molto diversa e non ha tenuto in alcun conto l’economicità del servizio: l’investimento iniziale è stato fatto essenzialmente dallo Stato; la società di gestione che sarebbe dovuta essere mista, di fatto è per oltre il 90% pubblica (Comune ed ex APM, oggi Umbria mobilità), così chi realmente paga gli elevati costi di gestione, circa 25.000 euro al giorno, è, come sempre, pantalone”.


La risposta: taglieremo gli sprechi ma non il servizio

“La Minimetrò spa intende confermare alla collettività, ai soci, agli istituti finanziatori, che non è assolutamente in discussione la continuità e regolarità del servizio, sia presente che futura, fornite dalla società stessa; ciò sulla base di dati oggettivi tra i quali, ad esempio, la previsione di una positiva chiusura del bilancio relativo all’anno in corso, sicuramente in equilibrio, come peraltro già determinatosi negli anni precedenti".

È stata la dichiarazione dell'amministratore unico della società, Nello Spinelli, dopo quanto emerso dalla commissione della Spending review del Comune di Perugia. "Più in particolare, anche con riferimento ai recenti lavori della commissione Spending review, non è in discussione, per questa società, l’esigenza di un recupero di sacche di inefficienza e/o sprechi, avendo la società stessa operato con particolare attenzione al contenimento dei costi e all’ottimizzazione dei processi. Verificheremo, congiuntamente all’Amministrazione, una revisione dei servizi offerti dalla Società sulla base del Contratto di servizio a cui possono corrispondere diminuzioni di spesa, ovviamente all’interno di una valutazione più complessiva che tenga conto oltre che della qualità dei servizi offerti, anche del tema dell’incremento dei ricavi”.


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Fonti

http://www.lettera43.it/economia/macro/perugia-vagoni-di-spreco_4367553457.htm

http://corrieredellumbria.corr.it/news/perugia/156715/-Minimetro--il-servizio-non.html

http://www.perugiatoday.it/politica/perugia-minimetro-lettera-sindaco.html

http://corrieredellumbria.corr.it/news/perugia/156502/Minimetro--i-conti-non-tornano.html

http://corrieredellumbria.corr.it/sondaggi/156504/Perugia--allarme-sui-conti-del.html