Ospedale di Cona - Ferrara

Da WikiSpesa.
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L’ultima notizia balzata agli onori della cronaca riguarda una presunta “consulenza d’oro” per un valore di quasi un milione di euro versati in 10 anni ad un architetto [1]. Ma le accuse che si potrebbero muovere sull’impiego i soldi pubblici utilizzati per costruire l’ospedale di Cona, frazione di Ferrara, sono ben più gravi.

Si può parlare dei 21 anni impiegati per costruirlo. Degli oltre 500 milioni di euro di denaro pubblico spesi nel cantiere (cifra decuplicata rispetto alle previsioni di partenza). Delle inchieste penali sull’utilizzo dei materiali a carico di una ventina di indagati tra manager, dirigenti pubblici e imprenditori. O di quelle civili per richieste danni da 130 milioni di euro [2].

La messa in funzione della struttura sarebbe dovuta avvenire a fine 2011, con il trasloco e l’inaugurazione. [3]. Ma con una lettera datata 2 novembre 2011, il Dipartimento di Sanità Pubblica di Ferrara esprimeva un parere pesantissimo sulla situazione dell’Ospedale di Cona e lo comunicava all’assessorato alla Sanità del Comune di Ferrara. “La commissione del Dipartimento di Sanità pubblica scrive che ‘si rimarcano carenze di carattere generale per quanto riguarda la sicurezza (in quanto non risultano individuati e fisicamente delimitati – scrive la commissione – i percorsi per l’accesso alle degenze e ai servizi, risultando possibile accedere a parti dell’ospedale in cui sono in atto lavori di completamento)’, e ancora ‘notevoli carenze igienico-sanitarie per presenza di sporco, polvere e residui di lavorazione sia nei percorsi che nelle aree di degenza che nelle aree comuni interne ed esterne’, ‘mancanza di ogni elemento strutturale di accoglienza dei visitatori’”.

Nel frattempo la procura di Ferrara aveva aperto una maxi-inchiesta che si concludeva nel gennaio 2012: tre anni di indagini, tre sostituti procuratori, diciassette capi d’imputazione per tredici indagati. Ipotesi di reato a vario titolo per truffa aggravata, abuso d’ufficio, omissioni e falso ideologico, sono state notificate tra gli altri all’ex direttore generale dell’azienda ospedaliero universitaria Sant’Anna,all’ingegnere capo del Comune di Ferrara, al responsabile unico del procedimento, aldirettore dei lavori, e al presidente del cda di Progeste, la ditta concessionaria del mega appalto.

La vicenda al centro dell’indagine è stata raccontata così dal Fatto Quotidiano [4]:

Un mega appalto che sulla carta doveva costare 137 milioni di euro, di cui 97 a carico dell’azienda ospedaliera e i restanti a carico del concessionario. Ai conteggi finali si sono aggiunti invece 25 milioni di euro. Questo a causa di cinque perizie di variante adottate in corso d’opera. E che, secondo la procura estense, non potevano e non dovevano essere adottate, perché l’appalto era “chiavi in mano”, non suscettibile cioè di modifiche rispetto al prezzo prestabilito originariamente. Non solo. Gli inquirenti contestano in primo luogo la qualità del materiale adoperato. Un calcestruzzo diverso rispetto a quanto previsto dal capitolato. Con una concentrazione inferiore di cemento. Tecnicamente di tipo RCK25 anziché RCK30. Una differenza sufficiente a far sospettare la procura che i fornitori della Calcestruzzi S.p.A. abbiano voluto risparmiare in modo fraudolento circa 117mila euro (a tanto ammonterebbe la “cresta” sulle circa 1.300 tonnellate messe nelle mani del Consorzio Cona). Quel calcestruzzo è finito nelle fondamenta dell’ospedale grazie, sempre secondo i pm ferraresi, a omissioni nei controlli e falsi nelle documentazioni. Ora l’ospedale si regge su materiale tale da garantire sì la resistenza della struttura (non c’è – in parole povere – pericolo di crollo), ma non la sua durabilità nel tempo, prevista in almeno 100 anni secondo la legge.

Infine, l’8 maggio 2012 l’ospedale di Cona è stato finalmente inaugurato [5], lasciandosi alle spalle 21 anni, 500 milioni spesi, 13 indagati.