Palaghiaccio di Busto Arsizio, Varese

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Costi

La costruzione, avviata come parte di un progetto più ampio, avrebbe dovuto infatti costituire la principale infrastruttura del parco dello sport di Beata Giuliana, ma è stata l'unica ad essere avviata ed è rimasta incompiuta per mancanza di fondi. Quali finora impiegati sono stati 5,1 milioni di euro, finanziamento dell'amministrazione provinciale di Varese nell'ambito della convenzione del 2007 con il Comune di Busto Arsizio siglata dall'allora presidente Marco Reguzzoni.

Al 2014 la struttura si presenta incompleta e recintata in uno spazio di 60.000 metri quadri che sarebbero dovuti diventare il grande campus sportivo di Beata Giuliana, in via Cascina dei Poveri.


"Pronto per il 2011"

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A marzo 2010 si svolse un sopralluogo presenziato da rappresentanti della ditta Steda, cui erano affidati i lavori dal vicepresidente della Provincia Gianfranco Bottini e dal sindaco Luigi Farioli. Con i tecnici incaricati, fra cui il progettista, ing. Giovanni Belloni, è stato ricapitolato, dopo diversi precedenti, il progetto: intorno al Palaghiacico un vasto parco fra Stelvio e Sempione che avrebbe dovuto valorizzare l'intera offrendo ai cittadini uno spazio pubblico a ingresso gratuito per attività ludiche e sportive.

La durata dei lavori due anni era prevista di due anni, anche meno, un anno e mezzo circa, per il palaghiaccio, per farlo entrare in funzione per la stagione invernale 2011/2012. Il palaghiaccio veniva descritto come una struttura "aperta" anche architettonicamente, con ampia visibilità anche dall'esterno tramite vetrate. Sarebbe dovuto essere dotato di un tetto fotovoltaico da 3600mq, capace di generare 140 kWh per coprire fino al 40% delle necessità per mantenere la temperatura durante l'inverno, mentre per l'estate si prevedeva l'immissione nella rete elettrica per monetizzare dalla vendita.

La pista, da 60 metri per 30, ha ricevuto tutte le omologazioni necessarie dal Coni e dalle federazioni sportive per essere usata per partite e gare, sul ghiaccio da novembre ad aprile, e con superfici rimovibili per molti altri sport o, volendo, concerti durante il resto dell'anno.

La struttura sarebbe dovuta essere completata con una tribuna da 267 posti, modulare e ampliabile, posta sul lato coperto e protetto. Il numero dei parcheggi previsti di 83 per il pubblico normodotato più tre per persone con handicap, e altri 40 riservati agli atleti. Previsto l'allestimento di un bar aperto tutto l'anno da cui si potrà intravedere sia l'interno che il parco circostante. Quest'ultimo percorso da una rete ciclopedonale (in futuro da integrare con altri percorsi urbani e non della bassa provincia), più strutture sportive minori come campo polivalente da basket e pallavolo, strutture per evoluzioni con skateboard, biciclette o pattini in linea, a parte un'area giochi per i più piccoli accanto a quella per gli anziani con panchine e campo da bocce.

Infine, si prevedevano interventi per la viabilità: nel progetto una rotonda tra via Cascina dei Poveri e il Sempione, necessaria per l'immissione sul tratto di strada statale.

Il sindaco Farioli si mostrava più che ottimista riguardo all'altra e più complicata parte del progetto del campus, quella scolastica, vicino all'ITC Tosi completando quella che chiamavano una "cittadella dell'istruzione superiore" - nelle immediate adiacenze di una zona di recente urbanizzazione.

Il sindaco ammetteva che un ritardo nell'acquisizione dei terreni, «ma avevamo in ballo un contenzioso che risaliva addirittura al '62» speigava. Una volta ottenuti i lotti necessari dai privati, il sindaco si diceva convinto della realizzazione del progetto «a dimostrazione che le convenzioni fra enti locali sono fatti concreti». [1]


Cantieri fermi

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Proprio nell'autunno 2011, scadenza indicata per la fine dei lavori, il cantiere, che aveva accumulato ritardi procedendo molto lentamente, si ferma.

Dopo la sospensione dei lavori al cantiere di realizzazione del palazzetto un comunicato della Provincia spiegava firmato dall'assessore provinciale all'edilizia scolastica Gianfranco Bottini. : «A causa di sopraggiunte difficoltà nella gestione dell’appalto per la realizzazione del Palazzetto del ghiaccio a Busto Arsizio, la Società STEDA di Rossano Veneto, affidataria dell’appalto stesso, ha comunicato la sua unilaterale decisione di rinunciare alla prosecuzione delle attività di cantiere».

«La Provincia di Varese - continuava la nota - provvederà a promuovere tutte le azioni necessarie a salvaguardare i propri interessi e contemporaneamente agirà per ridurre i danni, in termini di ritardi, derivanti da tale unilaterale decisione . In particolare provvederà ad interventi immediati di messa in sicurezza e salvaguardia delle opere fino ad ora realizzate e a promuovere il completamento di quelle rimaste parzialmente incompiute (copertura). Contemporaneamente opererà per la ripresa di possesso del cantiere al fine di attivare nuove ed urgenti procedure concorsuali per l’affidamento ad altra impresa edile dei lavori restanti per il completamento dell’opera così come progettata. La Provincia di Varese, pur comprendendo che in momenti di particolare difficoltà economica generale episodi del genere possono verificarsi, si rammarica dell’accaduto avendo operato sempre nella massima correttezza di rapporti e assicura che si adopererà per contenere al massimo di disagi conseguenti».


Luglio 2012: «Il palaghiaccio non sarà una cattedrale nel deserto»

A luglio 2012 c'era stato il via libera alla costruzione del tetto dell'impianto. La Provincia di Varese aveva infatti aggiudicato l'appalto per il primo lotto del progetto di completamento dell'opera, ferma dall'inverno precedente.

La copertura dell'impianto era stata assegnata alla ditta Dremar di Borgomanero per l'importo totale di poco meno di 400mila euro. «A breve i lavori potranno finalmente ripartire - annunciava l'assessore provinciale all'edilizia scolastica, Gianfranco Bottini - settimana prossima definiremo nei dettagli il planning del cantiere e la tempistica degli interventi da realizzare per il completamento della struttura. Il palaghiaccio non sarà una cattedrale nel deserto».

Dopo il tetto, si prevedeva quindi la realizzazione della parte in muratura per procedere all'impiantistica interna, lavori oggetto di ulteriori gare di appalto previsti nei mesi successivi.

L'obiettivo, sfumato il traguardo dell'inaugurazione che inizialmente era prevista per l'autunno 2011 e poi per la primavera 2012, era allora di portare a termine l'opera prima che l'ente Provincia andasse a scadenza.

Nel frattempo all'interno delle recinzioni del cantiere erano spuntate le roulotte di alcuni nomadi, poi fatti sgomberare.

L'amministrazione confermava quindi il proseguimento del progetto, anche se ridimensionato escludendo l'ipotesi iniziale di affiancare al palaghiaccio una tensostruttura dedicata al pattinaggio, sarebbe servito infatti un ulteriore milione di euro.

In dubbio rimaneva inoltre il piano relativo al campus scolastico che, nelle intenzioni della convenzione 2007, sarebbe dovuto sorgere sempre a Beata Giuliana, in zona Cascina dei Poveri, vicino all'Itc Tosi. Da mesi Comune (che ha investito molto sull'acquisizione dei terreni) e Provincia dichiaravano di discutere sul da farsi, se confermare il progetto oppure accantonarlo: «Ci stiamo ragionando proprio in questi giorni - dichiarava l'assessore Bottini - decideremo insieme all'amministrazione comunale prima delle ferie estive».

Ma da quell'occasione più nessuna notizia sul proseguimento dei lavori.


Marzo 2014: lavori ancora fermi. «Un’opportunità ancora da cogliere in base alle esigenze della Città»

A marzo 2014, l'opera si presentava ancora incompiuta ma il Comune annunciava nuovamente che a breve sarebbe stata completata.

Il sindaco Luigi Farioli ha comunicato infatti che entro aprile avrebbe dato incarico ad un consigliere comunale di occuparsi della struttura per produrre entro la fine del mese una analisi.: "Un progetto per la destinazione dell'intera area -precisava in una nota il primo cittadino- che si basi su una seria analisi dei costi e dei benefici, che preveda le modalità di gestione e ogni altro elemento utile alla decisione della giunta".

In realtà dunque a distanza di 8 anni dal finanziamento e 3 dalla inaugurazione prevista, l'amministrazione ancora non sapeva quanto sarebbe costata la pista di pattinaggio.

Il sindaco, in merito alle polemiche suscitate dallo stato di abbandono del palaghiaccio, ha colto l'occasione per precisare che "non rappresenta un rudere, né da vendere, né da abbattere, ma un’opportunità ancora da cogliere in base alle esigenze della Città".


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Giugno 2014: ricerca di investimenti privati

Martedì 10 giugno è stato presentato al consiglio comunale un progetto che prevedeva la pubblicazione di un bando di project financing per la ricerca di fondi privati per il completamento o il cambio di destinazione della struttura.

L'amministrazione comunale ha dato la disponibilità a completare con proprie risorse e con quelle messe a disposizione della provincia il tetto del palaghiaccio e la recinzione della grande area. Per la restante parte saranno gli investitori a deciderne la destinazione, a patto, sottolineano le amministrazioni, che rimanga una destinazione sportiva.

Gli uffici comunali hanno stimato in 300.000 euro il costo minimo annuo per il mantenimento di tutta la struttura. Si pensa che rilevanti sufficienti introiti potranno arrivare dai 1.000 metri quadri di terreno che potranno essere convertiti in struttura commerciale: «ristoranti oppure negozi che però dovranno essere strettamente collegati all'attività sportiva», spiega l'assessore Paola Reguzzoni. Non sarà consentito l'insediamento di un supermercato ma potrà farlo, ad esempio, una grande catena di attrezzature sportive.

Per diventare, a distanza di 8 anni dall'avvio, un progetto sostenibile, quello del campus dovrà escludere l'ingresso pubblico. Nel progetto originario i 60.000 metri quadri del campus non erano neanche recintati e il grande parco si candidava a diventare un luogo di incontro e sport gratuito. Della zona pubblica rimangono nel progetto 7.000 metri quadri destinati a giochi per i bambini e una pista di bocce per gli anziani.


Fonti

http://www.laprovinciadivarese.it/stories/Cronaca/busto-la-grande-incompiuta-la-top-ten-dei-cantieri-mai-terminati_1072955_11/

http://www3.varesenews.it/busto/palaghiaccio-di-beata-giuliana-pronto-per-autunno-2011-168658.html

http://www.informazioneonline.it/LAY009/L00913.aspx?arg=1019&id=11662

http://www3.varesenews.it/busto/stop-ai-lavori-del-palaghiaccio-impresa-non-andra-avanti-221229.html

https://www.facebook.com/leincompiutedibusto

http://www.laprovinciadivarese.it/stories/Homepage/302886_busto_ripartono_i_lavori_per_costruire_il_palaghiaccio/

http://www3.varesenews.it/busto/palaghiaccio-ad-aprile-si-sapra-che-farne-284712.html

http://www.scoopsquare.com/post/it/2014/06/10/11/2808425-busto-arsizio-il-palaghiaccio-si-scongela-dicendo-addio-al-campus-pubblico-busto-arsizio-varese-news.html