Progetto di Bretella Signa Prato

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Progetto

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Il Progetto è comunemente noto come "bretella fantasma Signa-Prato", ma quella che avrebbe dovuto chiamarsi “Bretella a pedaggio Lastra a Signa – Prato” non verrà realizzata, almeno non come da progetto, con un ingente spreco di risorse impiegate inutilmente.

Sarebbe dovuta essere "la risposta ad una sempre maggior esigenza di mobilità dell’area della Piana Fiorentina; tale area negli ultimi decenni è stata oggetto di un notevole sviluppo urbanistico a prevalenza industriale a cui non è corrisposto un sufficiente adeguamento infrastrutturale nonostante lo sforzo e l’attivismo degli Enti locali."

L’esigenza di una viabilità ad ovest dell’autostrada del Sole che permettesse la chiusura della rete infrastrutturale rappresentata dalla A11 e dalla SGC FI-PI-LI era stata già esplicitata nelle pianificazioni territoriali fin dagli anni ‘60 infatti,.

La prima idea progettuale venne proposta nel 1962 con la redazione di un nuovo Piano Regolatore di Firenze (il PRG del 1962- Piano “Detti”) e con i primi lineamenti di un piano intercomunale. Venne quindi impostato il tracciato della nuova superstrada FI-PI-LI ma si indicò anche di dotare tale nuova infrastruttura di una diramazione che attraversava la valle verso Prato incrociando l’asse Firenze-Prato-Pistoia (A11 Firenze – Mare) allo scopo di equilibrare il sistema dei collegamenti radiocentrici su Firenze.

Lo studio di tale collegamento fu ripreso nel 1997 per iniziativa della CCIAA di Firenze e per conto dell’ANAS, compartimento della viabilità della Toscana, con un progetto preliminare redatto dai Proff. Ingg. Caroti e Tempestini, che prevedeva di collegare la S.G.C. FI-PI-LI in località Signa all’interporto della Toscana Centrale a Prato con una strada a transito libero dotata di due carreggiate separate e tre svincoli intermedi.

Infine, nel 2001, su iniziativa delle Camere di commercio, industria e artigianato di Firenze e di Prato, venne eseguito da parte della Società Autostrade uno "studio di prefattibilità" del collegamento tra la strada di grande comunicazione FI-PI-LI e il comprensorio pratese, in cui veniva ipotizzata per la prima volta la messa a pedaggio dell’infrastruttura, nella convinzione di potere così individuare il sistema economico più efficace per la sua realizzazione.

Così la Regione aprì il bando per presentare proposte per progettare, realizzare e gestire in concessione l’arteria mediante finanza di progetto nel giugno 2003. Successivamente alla presentazione della proposta di Project Financing da parte del RTI proponente, avvenuta il 31 dicembre 2003, la Regione Toscana deliberò, in data 09 giugno 2004, la pubblica utilità dell’opera proposta a condizione che venissero recepite alcune prescrizioni.

Il 17 luglio 2007, a conclusione della gara di appalto, venne firmata la convenzione tra Regione Toscana e la Società Infrastrutture Toscane S.p.A. per la concessione dell’arteria dando così il via alla progettazione definitiva, almeno si pensava, dell’opera (lunghezza di 9 km, 2 interconnessioni, a nord con il nuovo asse viario Mezzana – Perfetti Ricasoli nei pressi dello svincolo di Prato Ovest della A11 e a sud con la SGC FI-PI-LI in corrispondenza dell’attuale svincolo di lastra Signa, e 4 svincoli con la viabilità ordinaria, Asse delle Industrie, Campi Bisenzio, Signa e lo svincolo di Lastra a Signa integrato nell’interconnessione con la SGC FI-PI-LI.

Sarebbe dovuta essere costruita entro la metà del 2010.

Costi

L'opera, mai realizzata, venne finanziata nel 2006 dalla Regione Toscana con un contributo di 28,9 milioni di euro sul cui impiego sono in corso indagini.

Quando la Regione Toscana, nel 2011, decise di recedere dal contratto, il maxi-contributo non venne infatti restituito.[1]

Le imprese appaltatrici sono Ergon Engineering and Contracting Consorzio Stabile, Cooperativa autotrasportatori fiorentini, Cmsa, BTP, Coestra, Consorzio Etruria.

Quando la Regione Toscana, nel 2011, decise di recedere dal contratto, il maxi-contributo non venne restituito.[2]


Inchieste e contenziosi

A rallentare e bloccare il progetto le consuete (per le grandi opere italiane) vicende giudiziarie.

La Procura della Repubblica di Firenze, (Pubblici Ministeri Giuseppe Mione e Luca Turco) aprì un'inchiesta a ottobre 2012 con nove indagati chiamati a rispondere di malversazione ai danni dello Stato.

Agli indagati, imprenditori e dirigenti delle società coinvolte nel progetto, è seguito l'assessore regionale alle infrastrutture Riccardo Conti , indagato per corruzione.

Da quanto emerso dalle indagini il denaro che la Regione assegnò ai privati per avviare la costruzione della bretella sarebbe finito nelle casse di società private senza poi essere usato, diversamente dagli accordi con la Regione, per realizzare l'infrastruttura: alcune imprese riunite nella Società Infrastrutture Toscane (Sit), che avrebbe dovuto costruire l'opera in base a un piano di project financing hanno intascato il contributo per pagare debiti e fornitori ma anche per estinguere finanziamenti bancari e quando la Regione Toscana, nel 2011, decise di recedere dal contratto, il maxi-contributo non venne restituito.

Tra gli indagati risultano i vertici della stessa società Sit, della Btp di Riccardo Fusi e del Consorzio Etruria. Secondo gli inquirenti le loro società non rispettarono le finalità del project financing sulla bretella e, frazionando la somma ricevuta tra le varie imprese, la destinarono di fatto a scopi diversi dalla costruzione dell'opera autostradale.

È emerso che Btp spa impiegò 14.450.000 euro, dei 28,9 dati dalla Regione, per estinguere due finanziamenti ricevuti da Unicredit; che il Consorzio Etruria (cooperative) impiegò 7.225.000 euro per estinguere debiti e pagamenti di fornitori tra l'ottobre e il novembre 2006; la società di lavori stradali Coestra spa utilizzò altri 7.225.000 negli ultimi tre mesi del 2006 per pagamenti a favore dell'Anas, della società Ergon Engineering and Contracting, nonché per estinguere debiti a favore di vari beneficiari.

Sempre secondo gli inquirenti, mentre la costruzione dell'opera non iniziava mai, la Società infrastrutture toscana (Sit) spa ricevette il 23 ottobre 2006 il contributo della Regione e il 30 ottobre 2006 lo accreditò a Bretella scarl,società mandataria dei costruttori Consorzio Etruria, Btp ed Ergon che lo stesso giorno ripartì la somma alle stesse imprese socie, nonché costruttrici.

Dopo la decadenza nel 2011 della concessione relativa alla progettazione, realizzazione e gestione della bretella, si era aperto un contenzioso per il recupero dei 28.900.000 euro versati nel 2006 dalla Regione Toscana alla Società Infrastrutture Toscana Spa (S.I.T.) e garantiti con una polizza fideiussoria con Assicurazioni Generali.

Nel 2012 fu promosso l’avvio di un procedimento arbitrale il cui lodo è stato depositato nel febbraio del 2014 e registrato presso l’Agenzia delle Entrate di Firenze lo scorso 10 settembre. Il Collegio arbitrale con la delibera della Giunta regionale n. 811 del 29 settembre 2014 ha condannato la SIT spa a restituire il contributo pubblico per complessivi 32.168.075 euro e la Regione Toscana a corrispondere a SIT spa, in conseguenza della decadenza della concessione, a 30.644.862 euro ( di cui 18.637.593 a titolo di rimborso, 9.854.988 quale valore della progettazione definitiva del 2009 e 2.152.280 a titolo di rivalutazione monetaria e interessi) con una differenza a favore della Regione e a carico di SIT Spa di soli 1.523.212 euro. Pertanto la Regione Toscana ha una perdita secca di circa 28 milioni di euro. Con la delibera n. 811, la Giunta regionale dà esecuzione al lodo arbitrale. “Ci troviamo di fronte – afferma Del Carlo – ad un cattivo esempio di gestione del denaro pubblico. Non solo non si è compiuta una infrastruttura essenziale per il territorio della piana fiorentina, ma alla fine si sono buttati al vento quasi ventotto milioni di euro”. Nell’interrogazione il Consigliere Del Carlo chiede al Presidente Enrico Rossi di sapere per quali motivi la Giunta regionale ha inteso dare esecuzione al lodo arbitrale, che evidenzia aspetti particolarmente gravi.[ http://www.gonews.it/2014/10/09/lastra-a-signa-bretella-fantasmaudcregione-dato-esecuzione-lodo-arbitrale/]




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Sviluppi

http://www.firenzetoday.it/cronaca/nuovo-ponte-lastra-signa.html

Il primo tratto di Bretella sarà sostituito da un nuovo Ponte sull'Arno, tra Signa e Lastra a Signa, secondo l'accordo raggiunto nei primi mesi del 2015 e firmato il 19 marzo tra l'Assessore Regionale alle Infrastrutture, Vincenzo Ceccarelli e i rappresentanti della Città Metropolitana di Firenze (il progetto preliminare è stato inserito nel Documento Attuativo Programmatico 2015 e nella LR 86/2014).

Per ulteriori informazioni su quest'ultimo progetto si può consultare l'atto del sindaco metropolitano[http://attionline.provincia.fi.it/verifica.aspx?fileSerialNo=1961602&doExtractInnerFile=Y&outerFileExt=p7m&innerFileExt=pdf ].


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Fonti

http://www.ctc-coop.com/index.php/bretella.html

http://www.firenzetoday.it/cronaca/nuovo-ponte-lastra-signa.html

http://www.gonews.it/2014/10/09/lastra-a-signa-bretella-fantasmaudcregione-dato-esecuzione-lodo-arbitrale/

www.tvprato.it/2013/11/bretella-fantasma-prato-signa-tre-imprenditori-a-giudizio-ce-anche-fusi/

http://www.lanazione.it/prato/cronaca/2012/10/03/781307-bretella-lastra-a-signa-prato-nove-indagati.shtml