Sanità - Esami inutili: costo annuale

Da WikiSpesa.
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Spesa inutile per 13 miliardi annui

Gli esami diagnostici inutili legati alla medicina difensiva costano all'Italia 13 miliardi di euro l'anno.

La stima, aggiornata a marzo 2015, è stata resa nota dal Ministero della Salute. Il ministro, Beatrice Lorenzin, in occasione di un Forum ANSA [1], ha affermato che il ministero sta lavorando a "protocolli stringenti per le direzioni generali che evitino gli sprechi, a partire dagli esami che si fanno durante la gravidanza".


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Eccessi di Ecografie e Tac

Oltre alle richieste di esami durante la gravidanza considerati a dismisura dal ministero, sono le Tac a risultare in eccesso: due cittadini su tre ne fanno una all’anno, con il risultato che i pazienti che ne hanno reale bisogno devono aspettare fino a tre mesi prima di ottenere l’appuntamento. Inoltre anche i costi delle Tac variano a dismisura da regione a regione: in Campania 1.554 euro (con 24 slide), nel Lazio 1.397, mentre in Emilia Romagna invece bastano 1.027 euro.


Ricoveri inutili e pronto soccorsi affollati

Nel 2014 24 milioni di cittadini italiani si sono recati a un Pronto soccorso per chiedere assistenza, uno ogni cinque minuti nei grandi ospedali. Di questi la maggioranza sono risultati casi di “falso allarme”, in cui i cittadini si sono recati in modo avventato al pronto soccorso. Soltanto infatti nel 16 per cento dei casi è stato necessario il ricovero.

Tale fattore comportamentale unito a situazioni di inefficienza organizzativa è così all’origine dei casi di cronaca anche da grandi città, come Napoli e Roma, che raccontano di pazienti che non trovano posto, passano da un ospedale all’altro trascorrendo anche giorni interi e notti nei corridoi su una barella.

Un deterrente al “ricorso facile” al pronto soccorso adottato da alcune regioni è il ticket da 25 euro per i casi di codice bianco (i casi ritenuti non urgenti). In alcuni casi i risultati sono stati interessanti: in Piemonte, per esempio, in pochi giorni di ticket le richieste ai Pronto soccorso sono crollate del 20 per cento.


Spreco di farmaci=

Più difficile da fronteggiare è lo spreco di farmaci. Di quelli acquistati con la copertura del Servizio sanitario nazionale, circa 1 chilo per ogni abitante, viene buttato nella spazzatura.

Nelle case degli italiani il 40 per cento delle confezioni di medicinali hanno superato il limite massimo di validità, così, ogni famiglia italiana spreca mediamente tra gli 80 e i 100 euro l’anno in farmaci non utilizzati.

La categoria dove lo sperpero è più massiccio e costoso è quella degli antibiotici. Gli italiani ne assumono quasi il 40 per cento in più rispetto alla media europea, con un doppio effetto: spreco di risorse e scarsa efficacia dei medicinali perché un uso eccessivo degli antibiotici rende i batteri assuefatti ai medicinali e quindi ne elevano la capacità di resistere.

Poiché i farmaci maggiormente sprecati sono quelli gratuiti (in realtà finanziati dalla fiscalità generale), i risultati dell’introduzione del ticket a pagamento per i casi di codice bianco sopra citati suggeriscono che una riduzione dei farmaci gratuiti potrebbe fornire il miglior disincentivo spreco.


Fonti

http://www.tgcom24.mediaset.it/politica/lorenzin-gli-esami-inutili-costano-all-italia-13-mld-norme-per-evitarli-_2100223-201502a.shtml

http://www.ansa.it/saluteebenessere/notizie/rubriche/salute/2015/03/12/forum-con-il-ministro-lorenzin-allansa_51132068-ccc0-4d55-a2e2-6528dda7770c.html

http://www.nonsprecare.it/esami-medici-inutili-farmaci-buoni-spazzatura-mappa-sprechi-sanita-italiana

http://www.lospiffero.com/sottoscala/sanita-troppi-esami-spesso-inutili-18304.html

http://www.altroconsumo.it/salute/diritti-del-malato/speciali/esami-inutili