Sanità digitale: soluzioni alle inefficienze e risparmi attesi

Da WikiSpesa.
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Sanità Digitale: cosa si intende?

La digitalizzazione di diversi in ambito sanitario è un passaggio che ci si aspetta possa fortemente migliorare il rapporto costo-qualità dei servizi offerti ai cittadini, limitando sprechi e inefficienze e riducendo le differenze tra i territori.

Nello specifico, le attività di rinnovamento seguono le seguenti principali linee di intervento, definite nell’ambito del “Patto della salute” del Ministero della Salute .

• Fascicolo sanitario elettronico

Il Fascicolo Sanitario Elettronico (FSE) del cittadino è l’insieme di documenti clinici (patient summary, referti, prescrizioni, ecc.) inerenti allo stato di salute del cittadino e derivanti dal suo rapporto con i diversi attori del Servizio Sanitario Nazionale.

• Ricette digitali

Sostituzione delle prescrizioni farmaceutiche e specialistiche cartacee con gli equivalenti documenti digitali, in modo uniforme e con tempi certi su tutto il territorio nazionale.

• Dematerializzazione dei referti medici e delle cartelle cliniche Analogamente, per ridurre i costi dei servizi offerti ai cittadini, risulta necessaria la dematerializzazione dei referti medici, rendendoli disponibili anche online, e delle cartelle cliniche.

• Prenotazioni online

Diffusione dei Centri Unici di Prenotazione (sia online, sia attraverso intermediari, come le . farmacie) delle prestazioni sanitarie a livello regionale e sovra territoriale, al fine di ottimizzare l’impiego delle risorse e ridurre i tempi di attesa.


Cosa è stato fatto

Fascicolo sanitario elettronico

▪ A livello nazionale: il Garante per la protezione dei dati personali ha emanato le "Linee guida in tema di FSE” il 16 luglio 2009; il Ministero della salute (con le Regioni, il Garante per la protezione dei dati personali e la PCM - ex Dipartimento per la digitalizzazione, ora confluito nell’Agenzia per l’Italia digitale - AgID - ha elaborato le linee guida nazionali per l’istituzione del FSE, approvate il 10 febbraio 2011 dalla Conferenza Stato-Regioni; la PCM (ex DDI) e il CNR hanno elaborato, in accordo con Regioni, le Linee guida per l’interoperabilità del FSE a livello sovra regionale (rete sperimentale attivata su 3 regioni), nel contesto del sistema pubblico di connettività (SPC); la previsione normativa per l’istituzione del FSE è stata inserita nel DL 179/2012 DDL (articolo 12), poi modificata e rafforzata con il DL 69/2013 in base al quale le regioni devono istituire il FSE entro il 30 giugno 2015, nel rispetto dei criteri definiti con apposito DPCM attuativo; al fine di favorire l’interoperabilità delle soluzioni di FSE sviluppate a livello regionale, anche accentrando funzionalità comuni a più soluzioni, è prevista la possibilità di creazione di apposita piattaforma tecnologica a cura di AgID.

A livello regionale, le Regioni stanno investendo nello sviluppo di soluzioni di FSE.

▪ La legge di stabilità 2013 ha istituito l’Anagrafe nazionale degli assistiti (da realizzarsi, a cura del Ministero della salute e del MEF, sulla base dell’Anagrafe nazionale della popolazione residente) come elemento di semplificazione per la realizzazione di un’architettura federata del FSE.

Ricette digitali

▪ L’art. 50 della legge 24 novembre 2003, n.326 (modificato dalla legge finanziaria 2007) ha introdotto l’obbligo di trasmissione telematica dei dati delle ricette ai fini del controllo della spesa.

▪ Il D.L. 31 maggio 2010 n.78 (art 11, comma 16) ha dato valore legale alla trasmissione telematica dei dati delle ricette (scompare la “ricetta rossa” cartacea).

▪ Il decreto dirigenziale del Ministero dell'economia e delle finanze del 2 novembre 2011 disciplina le modalità tecniche per attuazione del D.L. 31 maggio 2010 n.78 (il medico compila la ricetta online senza rilasciare nessun documento “formale” al paziente, ma solo un “promemoria” che riporta il numero di identificazione della ricetta. Il paziente si reca in farmacia e ritira il medicinale mostrando la propria tessera sanitaria e il “promemoria”) e rimanda, per la definizione dei piani di adozione della nuova procedura, alla stipula di accordi con le Regioni.

▪ Il DL 179/2012 ha previsto un’accelerazione in tema di introduzione delle ricette elettroniche introducendo l’obbligo per tutte le Regioni di provvedere, entro giugno 2014 e sulla base di apposite convenzioni stipulate con il MEF, alla graduale sostituzione delle prescrizioni in formato cartaceo con le equivalenti in formato elettronico, in percentuali di almeno il 60%nel 2013, l'80% nel 2014, il 90% nel 2015. Inoltre, mediante apposito decreto attuativo, è prevista la validità a livello nazionale delle ricette farmaceutiche in formato elettronico.

Dematerializzazione dei referti medici e delle cartelle cliniche

▪ Il Garante per la protezione dei dati personali ha emanato le " Linee guida in tema di referti online” il 19 novembre 2009.

▪ Il D.L. 13 maggio 2011, n. 70, ha introdotto l’obbligo di refertazione online e pagamenti elettronici per tutte le aziende sanitarie (DPCM attuativo 8 agosto 2013);

▪ Il Ministero della salute ha emanato le “Linee guida per la dematerializzazione della documentazione clinica in diagnostica per immagini” mentre Federsanità-ANCI ha pubblicato le linee guida per le aziende sanitarie per la refertazione online.

▪ Il DL 179/2012 ha rafforzato le previsioni dell’articolo 47-bis del D.L. 9 febbraio 2012, n.5, (“Semplifica Italia”), per consentire la conservazione delle cartelle cliniche anche esclusivamente in modalità digitale.

Prenotazioni e pagamenti online

▪ Il Ministero della salute ha emanato le “Linee guida nazionali - Sistema Centri Unici di Prenotazione - CUP” in base al quale le Regioni e le Province autonome devono operare al fine di integrare i sistemi CUP esistenti a livello locale.

▪ Il D.M. 8 luglio 2011 del Ministero della salute regola l’erogazione da parte delle farmacie di attività di prenotazione delle prestazioni di assistenza specialistica ambulatoriale, il pagamento delle relative quote di partecipazione alla spesa a carico del cittadino e il ritiro dei referti relativi a prestazioni di assistenza specialistica ambulatoriale, da attuare con previsione nell’accordo collettivo nazionale.

▪ Il D.L. 13 maggio 2011, n. 70, ha introdotto l’obbligo di accettare pagamenti elettronici per tutte le aziende sanitarie (DPCM attuativo 8 agosto 2013). L’obbligo per tutte le pubbliche amministrazioni di consentire agli utenti pagamenti in modalità elettronica è inoltre previsto (a decorrere dal 1 giugno 2015) dall’articolo 5 del CAD, integralmente modificato dal DL 179/2012.

▪ Il D.L. 9 febbraio 2012, n.5, “Semplifica Italia” (art. 47-bis), promuove la gestione elettronica delle prenotazioni alle prestazioni sanitarie.


Cosa rimane da fare

Secondo l'Agenda Digitale il piano d'intervento, per essere completato, necessità dei seguenti interventi.

Fascicolo sanitario elettronico

▪ Completare iter di approvazione/pubblicazione del DPCM attuativo previsto dalla norma istitutiva del FSE (articolo 12 del DL 179/2012), relativo a caratteristiche del FSE;

▪ Completare iter di approvazione/pubblicazione del decreto attuativo previsto dalla norma istitutiva dell’Anagrafe nazionale degli assistiti;

▪ Favorire percorsi di “condivisione” delle infrastrutture / piattaforme software (ovvero dei servizi da questi erogati) a livello sovraregionale ;

▪ Utilizzare la piattaforma centrale prevista dal Dl 69/2013 quale elemento di accelerazione del processo di realizzazione del FSE a livello regionale, accentrando funzionalità standard a livello nazionale (accreditamento medici e strutture, punto di accesso dei cittadini, gestione del consenso, servizi di interoperabilità.


Ricette digitali

▪ Introdurre servizi “innovativi” per i cittadini, quali la ricetta farmaceutica valida per tutto il territorio; la ricetta “ricaricabile” per malattie croniche (recentemente prevista per il formato cartaceo); la ricetta “parlante” per agevolare prenotazioni on line tramite i CUP;

▪ Prevedere integrazione della fustella cartacea attualmente associata alle confezione dei farmaci con un equivalente sistema informatico di marcatura per migliorare controllo della spesa del SSN Dematerializzazione dei referti e delle cartelle cliniche

▪ Valutare passaggio dalla “possibilità” all’”obbligo” di conservazione delle cartelle cliniche in formato esclusivamente digitale: ad esempio solo per le nuove cartelle cliniche con tempi di adeguamento idonei (12 mesi).

▪ Rendere disponibili, sulle piattaforme di acquisto nazionali e regionali, prodotti e servizi dedicati all’innovazione digitale nelle aziende sanitarie (servizi di refertazione online, conservazione, gestione del personale e del bilancio, ottimizzazione dei sistemi informativi attraverso soluzioni basate su tecnologia cloud e software as a service).


Prenotazioni e pagamenti online

▪ Definire piano di adozione della piattaforma centrale dei pagamenti realizzata e gestita da AgID.

▪ Aggiornare le “Linee guida nazionali - Sistema Centri Unici di Prenotazione - CUP” prevedendo nuovi servizi legati all’introduzione delle prescrizioni in formato elettronico (ad esempio in relazione alla possibilità di procedere alla prenotazione, senza intermediari, grazie alla disponibilità delle prescrizioni mediche in formato elettronico - “ricetta parlante”).


La tempistica indicata dall'Agenda Digitale è la seguente:

Fascicolo sanitario elettronico - 2016 – 2017

Ricette digitali - 2016

Dematerializzazione referti e cartelle cliniche - 2016

Prenotazioni e pagamenti online - 2017


Benefici attesi

Il Politecnico di Milano [1] stima che le strutture sanitarie, grazie ai processi di digitalizzazione, potrebbero far risparmiare circa 3,8 miliardi l'anno: 2,2 miliardi grazie al FSE, alla cartella clinica elettronica e alla dematerializzazione dei referti (per risparmi di tempo in attività mediche e infermieristiche e riduzione di sprechi dovuti alla stampa); oltre 800 milioni grazie alla riduzione di ricoveri dovuti a errori evitabili attraverso sistemi di gestione informatizzata dei farmaci; circa 400 milioni di euro grazie alla consegna dei referti via web e a un miglior utilizzo degli operatori dello sportello; 160 milioni con la prenotazione online delle prestazioni; 150 milioni attraverso la razionalizzazione dei data center presenti sul territorio e al progressivo utilizzo di tecniche di virtualizzazione.

La previsione del Politecnico include ulteriori possibili risparmi per i cittadini, grazie al miglioramento del livello di servizio, stimabili complessivamente in circa 5,4 miliardi di euro: 4,6 miliardi di euro dovuti alla possibilità di ritirare referti via web; oltre 600 milioni di euro grazie alla prenotazione via web e telefonica delle prestazioni; 170 milioni di euro grazie alle soluzioni di gestione informatizzata dei farmaci.


Risparmi per 6,9 miliardi subito

L'introduzione di nuove tecnologie e di pratiche più efficienti potrebbero portare già nel breve termine a un risparmio annuo di 6,9 miliardi di spesa sanitaria, migliorando al contempo i livelli di assistenza.

A sostenerlo è uno studio - presentato giovedì 10 settembre 2015 a Roma al Forum della sanità digitale - realizzato dall’osservatorio Netics, un organismo indipendente finanziato da una decina di aziende del settore digitale, farmaceutico e medicale.

«I risultati», spiega Paolo Colli Franzone, direttore dell’istituto, «saranno consegnati a Yoram Gutgeld», commissario alla revisione della spesa.

L’analisi individua infatti cinque ambiti d'intervento mettendo in evidenza le possibili azioni finalizzate al risparmio.

Il primo ambito riguarda la riduzione delle prescrizioni inappropriate, che gli addetti ai lavori sono soliti definire con un eufemismo “medicina difensiva”. «La questione non è nuova», commenta Franzone :«Negli ultimi anni c’è stato un boom di studi legali che si occupano di recuperare i presunti danni derivanti dalla malasanità. Tutto ciò ha generato un’impennata nel contenzioso. Alcune compagnie fanno difficoltà ad assicurare gli specialisti più a rischio, come ginecologi e ortopedici». Così, accade che nel 78,5 dei casi il medico ritiene di correre un maggior rischio di procedimenti giudiziari rispetto al passato ed è portato a prescrivere una Tac anche quando non sarebbe necessaria.

Il costo di tale pratica grava sulla fiscalità generale per un ammontare stimato tra i 10 e i 12 miliardi l’anno. «Esistono oggi strumenti digitali come l’Ebm (evidence based medicine, la medicina basata sulle prove ndr), che aiutano nella diagnosi», afferma il direttore di Netics. Si tratta di grandi archivi elettronici di dati su casi simili che possono fungere da supporto alle decisioni, riducendo del 25% i fenomeni di prescrizioni inutili, così da ottenere tra farmaci, esami, visite e ricoveri, un risparmio di 2,5 miliardi.

Il secondo ambito riguarda la telemedicina, ovvero l’assistenza a casa, riducendo le giornate di ricovero, il cui costo medio è di 800 euro.

Alcune regioni più "virtuose" la stanno già sperimentando, e le indicazioni emerse da questi test, oltre che dalle esperienze di Spagna e Francia, consentono agli analisti di Netics di affermare che - attraverso questi strumenti - sarebbe possibile ridurre del 5%, ovvero di 2,2 milioni, le giornate di ricovero dei pazienti acuti, e di 200mila (pari al 10% del totale) quelle di pazienti in istituti di riabilitazione. Il saldo, al netto dei costi per le tecnologie, ammonta a 1,4 miliardi di possibili risparmi.

Un ulteriore ambito che necessità di interventi finalizzati al risparmio è quello delle forniture.

È risaputo che i prezzi di beni e servizi tra le 157 Asl e le 90 aziende ospedaliere siano molto diversi tra loro. Il dibattito pubblico si è interrogato in modo ricorrente su come, per esempio, un pasto per i pazienti a Bari si paghi 19,22 euro mentre in Toscana 10,10, o il servizio di lavanderia a Napoli costi 7,95 euro al giorno per paziente, mentre a Matera due o su come il servizio di pulizia per le aree ad alto rischio possa variare tra i 6,87 euro a metro quadro mensile di Pavia e i 2,74 di Torino.

«Ma non si tratta solo di uniformare le forniture riguardo i prezzi» (tramite l'introduzione di prezzi standard), spiega Colli Franzone, perché «Esiste anche un problema di quantità». Gli ospedali acquistano in modo eccessivo e scegliendo male, così spesso i farmaci scadono e le attrezzature si rivelano inadeguate.

Il solo Molise risparmia un paio di milioni l’anno grazie alla tracciatura elettronica di tutti gli acquisti ed in questo modo sarebbe inoltre possibile ridurre drasticamente i furti, che per alcuni farmaci costosi come gli oncologici e gli immunosoppressori valgono alcune decine di milioni di euro. La refurtiva viene infatti attualmente poi smerciata in cliniche private compiacenti, soprattutto nel Mezzogiorno. In quest'ultimo caso i risparmi, a regime, potrebbero ammontare a 11 miliardi l’anno, dei quali, secondo Netics è lecito ipotizzare possano esserne recuperati tre fin da subito.

In generale, il processo d'innovazione consisterebbe nell'applicare applicare alla sanità pubblica strumenti e pratiche già in uso in quella privata.


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Il ruolo delle Regioni

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“E’ anche la nostra stima - afferma in un’intervista alla Stampa il Ministro della Salute Lorenzin - Quello della digitalizzazione è un capitolo strategico del Patto per la Salute che abbiamo sottoscritto con le Regioni. Consentendo ad Asl e ospedali di parlare lo stesso linguaggio informatico, potremmo incrociare i dati per sapere dove le cose non vanno e intervenire. A giugno abbiamo inviato alla Conferenza delle Regioni tutti gli atti necessari per far partire quella che giudico una vera rivoluzione. Attendiamo ancora un parere…”.

Relativamente al fascicolo Sanitario elettronico, “Il decreto che ne definisce le funzioni c’è già e le Regioni hanno presentato i piani attuativi. E’ un passo avanti da gigante. Col fascicolo elettronico - spiega il Ministro - ogni cittadino avrà la propria storia sanitaria aggiornata. Questo significa poter dare la giusta risposta diagnostica e terapeutica a ciascun assistito in qualunque presidio sanitario si presenti. Magari evitando anche di replicare accertamenti appena fatti”.


E-Health: la telemedicina in Europea

Grazie alla telemedicina e al Fascicolo sanitario elettronico, oltre che alla sempre maggiore disponibilità di sensori e applicazioni, il processo d'innovazione si prevede interesserà almeno un quarto delle terapie.

"Sulla telemedicina i Paesi europei si stanno muovendo a diverse velocità, ma chi è rimasto indietro può recuperare velocemente". Lo ha affermato Tapani Piha, responsabile per l’e-Health della direzione generale salute e consumatori della Commissione Europea.

Il Fascicolo sanitario elettronico è stato adottato in modo completo da un terzo dei Paesi, un terzo è in fase avanzata di sperimentazione, mentre i restanti sono appena all’inizio. Nel primo gruppo compaiono anche piccoli Stati, come Grecia e Estonia (che è in realtà uno degli Stati che ha adottato in diversi settori della PA avanzate tecnologie digitali) "a dimostrazione che questo tipo di tecnologie è per tutti" dice Piha.

L’Italia presenta un livello di avanzamento nel processo di digitalizzazione medio rispetto agli altri Paesi europei, con alcune regioni più avanti rispetto alle altre. Come ha evidenziato Lidia Di Minco, direttore dell’Ufficio III della Direzione generale del sistema informativo del Ministero della Salute, il Fascicolo sanitario elettronico è completamente operativo solo nel 19% delle Regioni, mentre nelle altre è in fase di realizzazione (19%), ancora allo stato di sperimentazione (38%) o di progettazione (24%). «Occorre però intervenire su diversi aspetti tecnologici, organizzativi e normativi - ha puntualizzato Lidia Di Minco -. Richiedono specifici interventi anche gli aspetti di tipo strutturale, come la carenza di infrastrutture di rete sicure e la scarsa integrazione dei servizi; professionale, nel senso della condivisone delle responsabilità; e culturale perché occorre fare più formazione e aggiornamento degli operatori sanitari».

"La sfida da affrontare è complessa" - spiega Bruno Gridelli, direttore dell’Ismett (Istituto mediterraneo per i trapianti e terapie ad alta specializzazione) di Palermo e direttore scientifico di UPMC - che ricorda che in Europa si assiste a un netto invecchiamento della popolazione e alla crescita esponenziale di malattie croniche che purtroppo interessano non solo le persone anziane, ma anche i più giovani e i bambini. L’Europa ha sicuramente uno dei sistemi sanitari più avanzati del mondo, ma per mantenere questo livello di assistenza ai cittadini deve essere in grado di coniugare l’aumento del costo delle cure e l’aumento della domanda. E sappiamo anche purtroppo che il sistema della salute è purtroppo uno dei più inefficienti e questa inefficienza è in gran parte legata alla scarsa informatizzazione. L’opportunità fornita dallo sviluppo della Information and communication technology deve essere quindi sfruttata dall’Europa e dall’Italia».

In occasione della Conferenza sulla sanità elettronica, promossa dal Ministero Italiano della Salute, con il supporto di HiMSS svoltasi a ottobre 2014, sono stati premiati i nove migliori ospedali a livello europeo nell'innovazione IT. HiMSS Europe ha premiato gli ospedali che hanno raggiunto il Livello 6 nella classifica sulla digitalizzazione certificata dall’organizzazione non profit: tra questi, l’Azienda Ospedaliera di Vimercate (Monza e Brianza) che si aggiunge all’Ismett di Palermo e agli ospedali San Luca di Trecenta e Santa Maria della Misericordia di Rovigo entrambi dell’Azienda Ulss 18 di Rovigo. [2]


Fonti

http://www.agendadigitale.eu/egov/1188_sanita-digitale-lo-stato-dell-arte.htm

http://www.corriere.it/salute/14_ottobre_08/sanita-digitale-grande-speranza-governi-europei-non-solo-a291718e-4ec9-11e4-b3e6-b91ef8141370.shtml

http://www.agendadigitale.eu/egov/1188_sanita-digitale-lo-stato-dell-arte.htm

http://www.repubblica.it/economia/2015/04/15/news/voices_from_the_blogs_sanita_digitale-111994569/

http://www.corriere.it/salute/14_ottobre_08/sanita-digitale-grande-speranza-governi-europei-non-solo-a291718e-4ec9-11e4-b3e6-b91ef8141370.shtml

http://www.osservatori.net/ict_in_sanita

http://www.agendadigitale.eu/egov/le-tre-sfide-per-la-sanita-digitale-italiana_1569.htm

http://www.lastampa.it/2015/05/12/tecnologia/ripartono-gli-investimenti-per-la-sanit-digitale-gXOAlPswFCqPF68yKsgHpO/pagina.html

http://www.quotidianosanita.it/allegati/allegato1787122.pdf

http://new.ecostampa.net/imm2pdf/Image.aspx?&imgatt=49RRIU&imganno=2015&imgkey=C1T7K34J1AXOSU

http://www.corrierecomunicazioni.it/it-world/36244_sanita-lorenzin-spinge-sul-digitale-le-regioni-si-muovano.htm