Società Partecipate - Emilia Romagna

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La società partecipate dagli enti locali

L’insieme degli organismi partecipati comprende una serie di soggetti giuridici differenti per assetto proprietario, impiego di risorse pubbliche e attività svolta. Si può trattare di associazioni, fondazioni, consorzi, società; la forma societaria è però la più diffusa. Da qui deriva la necessità, come spiega la Corte dei Conti nel Rapporto sul coordinamento della finanza pubblica 2012, di sviluppare degli strumenti per controllare la spesa delle società partecipate per contenere la spesa che impiegano, attraverso queste, gli Enti locali.

La Corte dei Conti sottolinea infatti che la forma societaria può diventare uno strumento col quale gli Enti locali eludono i vincoli di spesa che gravano su di essi, come il Patto di stabilità interno.

Esaminando tale realtà, la Corte dei conti ha individuato quasi 5.000 organismi partecipati (su 7.200 enti locali): il 64% di questi organismi è rappresentato da società (3.153), di cui quasi la metà operante nel settore delle local utilities.

Nel 78% dei casi analizzati, le società hanno avuto l’affidamento diretto. Come rileva la Corte dei Conti “dalla notevole estensione dell’affidamento diretto deriva la considerazione di come gli enti locali utilizzino lo strumento societario per porre in essere una forma di gestione che solo formalmente è attribuibile ad un soggetto esterno, ma che sostanzialmente è diretta, considerato il rapporto organico che esiste tra ente affidante e società in house”. [1]


Le società partecipate in Emilia Romagna

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L'Emilia Romagna conta 625 società che occupano 28.242 dipendenti (su un totale di 284.667 dipendenti delle società a partecipazione pubblica in Italia). In termini assoluti, solo Lazio (54.675 dipendenti) e Lombardia (48.323) presentano un numero maggiore di occupati nelle aziende parapubbliche.

In proporzione alla popolazione l’Emilia-Romagna è invece settima con 6,5 dipendenti ogni mille abitanti, mentre si colloca quinta per numero di partecipazioni degli organismi partecipati raggiungendo quota 3.479.


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Società in perdita

Uno studio [2] pubblicato dal Commissario Straordinario alla Revisione della Spesa Pubblica Carlo Cottarelli ha evidenziato i dati finanziari relativi alle società partecipate italiane in perdita, catalogandole in base al valore del capitale proprio in 4 categorie: società con patrimonio inferiore a 10mila euro, compreso tra 10.000 e 100.000 euro, compreso tra 100.000 euro e 1.000.000 di euro e partecipate con patrimonio superiore a 1 milione. Tra le 231 aziende partecipate con un patrimonio netto superiore al milione di euro, 49 presentano conti in rosso, circa una su quattro. Un dato, quest'ultimo, in linea con la media italiana.

Segue l'elenco delle prime dieci società in perdita che presentano un patrimonio superiore a un milione di euro.


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Seguono le prime 10 società con patrimonio compreso tra 100.000 euro e 1.000.000 di euro che hanno fatto registrare le peggiori prestazioni in termini di Roe (Retorn on equity, ossia l'indice di redditività del capitale proprio di un azienda che esprime i risultati economici dell'attività).

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Tra le prime 10 società partecipate con Roe negativo con patrimonio compreso tra i 10.000 euro e i 100.000 euro:


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Infine le società partecipate in perdita con patrimonio fino a 10.000 euro:


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Il record negativo è fatto registrare dalla Società per la trasformazione del territorio di Parma (-488,29%), che ha 5,7 milioni di patrimonio netto e perdite per 28 milioni.

Sempre nel parmense, Parma Infrastrutture Spa, che gestisce i sottoservizi della rete idrica, perde invece 14,9 milioni di euro (su un patrimonio di 66 milioni), mentre la Sogeap, che gestisce l’aeroporto di Parma (Roe a -26%), perde 5,4 milioni con un patrimonio di 20 milioni.

Conti in rosso anche alle Terme di Salsomaggiore, che perdono 2,4 milioni di euro. Così come per Formula Imola, la società che gestisce l’autodromo con risultati economici definiti da un Roe a - 122%, un patrimonio da 1,9 milioni di euro e perdite per 2 milioni e 272 mila euro.

Rimini congressi Srl perde 4,2 milioni di euro (Roe a -2,6%) mentre la Fiera di Bologna chiude il 2012 a segno meno con perdite per 1,4 milioni di euro. Anche Bologna e Fiera parking Spa presentano un quadro negativo con perdite per 2,8 milioni di euro, su un patrimonio di 7,5 milioni e Roe a -37,7%.

Tra le società più indebitate, al quarto posto dopo l'azienda del trasporto pubblico romano Atac (in rosso di 160 milioni), Stt Holding (Comune di Parma), con un buco nei bilanci di 28 milioni, seguita da Aeradria (la società che gestiva l'aeroporto di Rimini, nel frattempo fallita, che al tempo della registrazione presentava 20 milioni di perdite) e Parma Infrastrutture.



Dall'indagine resa pubblica dal commissario alla revisione della spesa pubblica, Carlo Cottarelli, emerge che tra le venti società italiane con maggiori perdite tre sono emiliano-romagnole, in particolare la società Aeradria SpA (società di gestione dell’aeroporto Federico Fellini di Rimini e della Repubblica di San Marino), nella quale la Regione Emilia-Romagna partecipa con una quota del 7,6% e che presenta un indebitamento di 50 milioni di euro.

Anche la situazione dello scalo di Rimini è particolarmente precaria, nonostante il notevole flusso di turisti che si servono stagionalmente dell’aeroporto. Il precedente Cda di Aeradria risulta indagato e i magistrati stanno cercando di comprendere come siano state impiegate parte delle entrate dell’aeroporto.

La Regione Emilia-Romagna ha investito inutilmente in Aeradria, poi fallita, negli ultimi 5 anni circa 1,5 milioni di euro, continuando a finanziare anche l’aeroporto di Forlì, distante soli quaranta chilometri da Rimini e anche da Bologna.

Il sistema aeroportuale emiliano-romagnolo aveva mostrato criticità già quando la giunta regionale effettuò il costoso salvataggio dell'aeroporto Fellini.


Società dismesse

Sono 92 le società che risultano non più operative in Emilia Romagna, la quinta regione in Italia per numero di ex municipalizzate chiuse o in via di dismissione dopo Lombardia (177), Veneto (114), Toscana (110) e Lazio (94).

Scorrendo il rapporto effettuato da Carlo Cottarelli, compaiono Metro Parma Srl, società nata nel 2005 per progettare e realizzare la metro del Comune di Parma, opera molto discussa e mai realizzata. Nel frattempo al liquidatore di Metro Parma Srl, nominato nel 2010 dal Comune, è stato accordato un compenso di oltre 45 mila euro. Un compenso criticato, ma ridotto rispetto al debito accumulato dalla società, di oltre 3 milioni di euro.

Ancora a Parma, la Spip, società creata dal Comune per la realizzazione dei nuovi quartieri alle porte della città, risulta gravemente indebitata per oltre 100 milioni di euro, e dichiarata fallita nel 2013.

La Città delle Scienze, nata per «trasformare e valorizzare » l’area vicina al campus universitario, ha fallito la missione ed è stata liquidata nel 2010, così come sono in liquidazione la Salso Servizi Spa e la società di area per Salsomaggiore e Tabiano terme.

Relativamente a Bologna, lo studio rivela la conclusione, nel 2011 e senza successo, dell’impresa Promobologna. La società, nata nel 2004 per promuovere il turismo, aveva come soci (ciascuno al 31,8%) la Camera di commercio, il Comune e la Provincia, più una serie di Comuni minori, ma è in liquidazione dal 2011 non avendo prodotto i risultati sperati. Stessa fine, nel 2012, per Bologna Turismo Srl, nata nel ‘99 per promuovere il turismo nella città, per iniziativa del Comune di Bologna (80%) Provincia (10%) e Camera di Commercio (10%). Così anche Inlog Spa, partecipata dall’Interporto bolognese, costituita nel 2006 per realizzare «strutture per la produzione industriale e lo scambio merci da allocarsi al di fuori del territorio italiano».

Tra gli altri casi delle province romagnole, il Palariccione, partecipato dal Comune romagnolo con il 92% delle quote, messo in liquidazione a fine 2012 con 36 milioni di euro di debiti. A Rimini, la Airport Infrastructure Srl, partecipata della già citata Aeradria, società a sua volta fallita che gestiva l’aeroporto Fellini di Rimini. L’ultimo b i l a n c i o d i A i r p o r t Infrastructure aveva chiuso con un disavanzo di 800 mila euro, mentre i debiti verso terzi ammontavano a circa 2 milioni.


Fonti

http://revisionedellaspesa.gov.it/documenti.html

http://www.assemblea.emr.it/trasparenza/enti-controllati/societa-partecipate

../Downloads/Societa%20Partecipate%20grafico%20generale%202012%20DLgs%2033%20lett.b.pdf

http://revisionedellaspesa.gov.it/documenti.html

http://corrieredibologna.corriere.it/bologna/notizie/economia/2014/1-settembre-2014/cimitero-partecipate-92-inattive-dossier-cottarelli--23049222804.shtml

http://bologna.repubblica.it/cronaca/2014/08/10/news/l_emilia_secondo_cottarelli_la_terza_regione_in_italia_499_le_societ_pubbliche-93507114/

http://ilnuovo.redaweb.it/politica/704-i-debiti-delle-partecipate-in-emilia-romagna.html

http://www.anci.emilia-romagna.it/Novita/Servizi-pubblici-locali-e-societa-partecipate-dagli-enti-locali-due-documenti-del-gruppo-di-lavoro-ANCI

http://www.funzionepubblica.gov.it/media/282911/emilia_romagna_09.pdf

http://bologna.repubblica.it/cronaca/2014/08/10/news/l_emilia_secondo_cottarelli_la_terza_regione_in_italia_499_le_societ_pubbliche-93507114/