Speciale indennità pensionabile

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Per i vertici delle Forze Armate la Speciale Indennità Pensionabile è stata istituita con l’art. 65 – comma 4° del D.L.vo 490/97. Il primo provvedimento di attribuzione effettiva di tale Speciale Indennità Pensionabile per i vertici delle FF.AA. è stato preso con il D.P.C.M. 12.03.2001 [1] che stabilisce l’importo della S.I.P. in € 37.060,95 annui, a decorrere dal 01.01.2000, parzialmente modificato dal D.P.C.M. 25.02.2005 che ha riformulato il precedente D.P.C.M. 12.03.2001 sia nella parte della decorrenza – 01.01.1998 anziché 01.01.2000 – sia nella parte dell’importo, uniformando, a far data dal 01.01.1998, l’importo della S.I.P. spettante ai vertici delle FF.AA. con quello in godimento, alla stessa data, dei vertici delle forze di polizia, ovvero, attribuendo dal 01.01.1998 l’importo di € 35.319,98, ed al 01.01.2000 l’importo di € 115.025,28 annui.

Per i vertici delle forze di polizia la Speciale Indennità Pensionabile è stata istituita con Legge 121/81 art. 5 – comma 3. Con decorrenza 01.07.1990 la misura di tale speciale indennità è stata elevata a € 35.319,98 annui, ed a decorrere dal 01.01.2000 ai sensi del D.P.C.M. 14.02.2001 elevata a € 115.025,28 annui.

Secondo un’inchiesta de Il Giornale del 2011, tale S.I.P. era di importo ancora superiore. I vertici delle Forze armate, compresi Carabinieri e Finanza, godrebbero di una speciale indennità pensionabile di 409mila euro lordi che viene loro per calcolare la pensione.

Nel 1981 il primo a godere della speciale indennità pensionabile era stato il Capo della polizia. Nel corso degli anni si sono aggiunti il Comandante della Guardia forestale e il Direttore generale delle carceri. Le stellette hanno brontolato chiedendo, per certi versi a ragione, uguali diritti e così la SIP è stata garantita anche al Comandante generale dei Carabinieri, a quello della Finanza ed ai Capi di stato maggiore delle Forze armate che sono 4 (Difesa, Esercito, Aeronautica e Marina), oltre che al Segretario generale e direttore degli armamenti [2].

Un’altra anomalia nell’attribuzione di questa S.I.P. viene evidenziata da un’inchiesta del 2012 di Repubblica. La Sip però viene misteriosamente concessa anche al vice comandante dei Carabinieri. Ciò aveva un senso fino a quando c'era un generale dell'Esercito a ricoprire il ruolo di vertice dell'Arma, non ancora promossa a forza armata. Dal 2000 in poi c'è un Comandante carabiniere, ma la Sip al suo vice è rimasta. E non è un caso che per quel ruolo si siano avvicendati, dall'inizio del 2012 ad oggi, già tre ufficiali e di media si rimane in carica non più di un anno. La cerchia dei privilegiati così si allarga un po'. [3].

Infine, un aspetto da sottolineare è che questa S.I.P. contribuisca ad attribuire ai vertici delle Forze Armate dei maxi-stipendi che, unici, sono passati incolumi per i tagli della spending review che aveva posto un limite agli stipendi dei dipendenti pubblici. Il tetto alle retribuzioni dei manager pubblici (294 mila euro annuali) per i generali non vale: nessuno discute l’opportunità di concedere ai tre Capi di Stato Maggiore 481 mila euro, ma non si capisce perché il Primo Presidente della Cassazione (il cui stipendio è il parametro che segna il tetto) meriti un trattamento diverso [4].