Tav Verona-Padova

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Ferrovia Verona-Venezia

La ferrovia ad alta velocità Verona–Venezia è una linea ferroviaria italiana, parzialmente costruita, che, al momento del suo completamento, collegherà le due città venete diVerona e Venezia e che sarà dotata per la maggior parte del suo percorso degli standard ferroviari dell'Alta Velocità (AV) e dell'Alta capacità (AC).

Il tratto tra Padova e Venezia, lungo 29 chilometri, è stato inaugurato il 1º marzo 2007 ed è costato 467 milioni di euro (20,3 milioni di euro per chilometro). È gestito da Rete Ferroviaria Italiana (RFI) che lo ha denominato formalmente Linea AV/AC per distinguerlo dal doppio binario della linea lenta, ribattezzato Linea Storica.

Il tratto tra Verona e Padova, lungo 80 chilometri, non ha invece ricevuto finanziamenti fino al 2015, sbloccati dal governo Renzi. Il progetto preliminare è stato approvato nel 2006, maè andato avanti a rilento, oltre che per la mancanza di fondi, a causa della ridiscussione degli accordi con il contraente generale.


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Tratta Verona-Padova

Nella tratta tra Brescia e Padova non è ancora stato aperto alcun cantiere per la Tav, anche se l’ex Ministro per le Infrastrutture Maurizio Lupi aveva promesso entro il 2015 l'inizio dei lavori. I lavori, per la tratta tra Brescia e Verona, non inizieranno prima del 2016 mentre per quanto riguardo la tratta tra Verona e Padova è stata prorogata di tre mesi, da maggio a agosto, la chiusura del progetto definitivo.

Il governo Renzi ha però impresso un'accelerazione all’iter di un’opera che in molti considerano a rischio-incompiuta, stanziando le prime risorse- comunque insufficienti - confidando per le restanti, ha spiegato, in un prestito dalla Bei (Banca europea degli investimenti).


Costi

Erasmo Venosi, consulente di molti Comuni interessati al passaggio del tracciato, ha stimato il costo dell'opera sostenuto fino al 2015.

Le prime convenzioni sottoscritte nel ‘91 (amministratore delegato della Tav spa era Ercole Incalza, indagato nell'ambito dell'inchiesta della Procura di Firenze sulle Grandi Opere, resa nota a marzo 2015) riportano un costo di 1 miliardo e 125 milioni di euro per la Milano-Verona e di 869 milioni per la Verona-Venezia.

Nel 2005, i costi salgono a 4 miliardi e 700 milioni, per la Verona-Venezia a 3.900 milioni.

Nell’aprile 2014 le ultime stime: per la Milano-Verona è previsto un costo finale di 6.854 milioni, col solo tratto tra Brescia e Verona lievitato a 3.954 milioni, anche a seguito dell'aggiunta del nuovo collegamento con l’aeroporto di Brescia-Montichiari. Per stendere invece i nuovi binari tra Verona e Padova saranno necessari ulteriori 6 miliardi e 51 milioni.

«Bisogna essere onesti e dire che qualcuno ha sbagliato i calcoli iniziali. O forse era un modo per portare avanti opere che, altrimenti, nessuno avrebbe ragionevolmente sostenuto». A parlare è Mauro Fabris, politico vicentino e commissario per la Tav tra Verona e Brennero. La sua tesi è che l’asse nord-sud, che ci collegherà direttamente a Austria e Germania, è quello più strategico. Per questo ha più volte sollecitato le istituzioni venete a fare pressione sul governo centrale per ottenere i finanziamenti necessari. «La galleria del Brennero verrà completata nel 2026, per quell’anno dovranno essere a regime il nodo di Verona e la tratta Fortezza-Ponte Gardena. L’Europa è disposta a metterci il 20% dei soldi, ma il governo italiano non ha ancora fissato le cifre che mette sul piatto».

Effettivamente i fondi stanziati al 2015 sono insufficienti. Per la Brescia-Verona ci sono 848 milioni di euro, poco più del 12% del totale. Per la Verona- Padova 459 milioni, il 7,5% del totale. Il timore è quello ricorrente in casi come questi non nuovi nella gestione delle risorse per le grandi opere: anche dovessero partire i lavori, potrebbero non esserci i soldi per completarli.


L'inchiesta Grandi Opere

La «cricca delle grandi opere » scoperta dall'inchiesta della Procura di Firenze, è emerso dalle indagini, mirava a concludere affari riguardanti la Tav veneta. Ercole Incalza, dirigente a capo della struttura di missione del ministero dei Lavori pubblici, avrebbe fatto pressioni sul consorzio Cepav Due incaricato dei lavori per conferire all’ingegnere fiorentino e amico Stefano Perotti l’incarico di progettazione e direzione lavori.

Anche il tratto fino a Padova era negli obiettivi degli indagati. «Non ci voleva proprio, speriamo che si chiuda tutto molto velocemente», confessa in un'intervista al Corriere della Sera Franco Miller, Responsabile Infrastrutture di Confindustria Veneto.

Gli industriali veneti si sono attivati a più riprese per sbloccare la Tav, proponendo di pagarne una parte, con una proposta di project financing che aveva riscontrato l'ex ministro Corrado Passera. «Verona- Milano in 47 minuti, il traffico merci, per non parlare dell’indotto: ci sono mille ragioni per sostenere quest’opera», dice Miller.


Sviluppi

Il progetto complessivo includerebbe il proseguimento per Trieste e nei Paesi dell’est Europa, fino a Kiev, luogo, al 2015, però di guerra, un ostacolo che si aggiunge alla realizzazione del progetto se inteso nella sua piena funzionalità a livello europeo.

Relativamente allo scenario di incertezza e alle notizie giunte dall’inchiesta di Firenze, ha espresso la sua preoccupazione Giovanni Li Calzi, manager del consorzio Cepav 2, che si opponeva alle richieste di Ercole Incalza per affidare gli incarichi a Stefano Perotti. Il timore è che le minacce di ostacoli burocratico-amministrativi a chi non assecondava le richieste della «cricca» fosse solo uno degli aspetti di una gestione complessivamente compromessa da clientelismo e malaffare. «Adesso vogliamo chiarezza dal governo, nel metodo e nei controlli», dice il sindaco di Vicenza Achille Variati. Nel progetto approvato dal Cipe nel 2006 il nodo di Vicenza era lasciato irrisolto: si pensava ad una galleria, anche sei dai costi molti elevati, o in alternativa a "bypassare" la città. La soluzione è arrivata dalla stessa città con una nuova stazione in zona Fiera per i treni veloci (ma con limite di velocità a 150 km/h), un’altra per i treni metropolitani al tribunale, opere compensative (tra cui un filobus).

Il protocollo d’intesa, firmato con l'ex Ministro per le Infrastrutture Maurizio Lupi, ha portato Rfi a presentare un nuovo progetto. «Siamo tutti d’accordo, abbiamo anche informato l’Autorità di Cantone, e nel bel mezzo di questo scoppia l’inchiesta», commenta amareggiato il sindaco di Vicenza.


Fonti

http://corrieredelveneto.corriere.it/veneto/notizie/economia/2015/24-marzo-2015/tav-era-ripartita-ora-si-teme-stop-costi-frattempo-sono-esplosi-2301157689153.shtml

http://www.lavoce.info/archives/32576/alta-velocita-brescia-verona-come-cambiare-regole-progetto/

http://it.wikipedia.org/wiki/Ferrovia_Verona-Venezia_%28alta_velocit%C3%A0%29