Trasporto pubblico locale

Da WikiSpesa.
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Il TPL italiano è caratterizzato da:

- basso tasso di riempimento dei mezzi pubblici, per cui autobus, metro e treni viaggiano vuoti per quattro quinti;

- tariffe tra le più basse in Europa;

- costi per veicolo al chilometro doppi di quelli di Gran Bretagna e Svezia, soprattutto a causa del costo del personale;

- domanda in calo del 30% nell’ultimo ventennio.

In un mercato liberalizzato come quello inglese, si registra:

- offerta dei bus locali in aumento;

- costi operativi stabili: nell’ultimo anno sono addirittura scesi del 4%;

- prezzo medio dei contratti in diminuzione dell’8,8% nel 2010 e del 3% nel 2011, grazie all’effetto concorrenziale.

In Italia, seppur a fronte di costi così elevati e tariffe tanto basse, anziché optare per gli incrementi tariffari si ricorre ai sussidi, che sono finanziati dai cittadini in modo indiretto tramite le tasse, piuttosto che dagli utenti del servizio.

In mancanza di concorrenza, gli operatori del settore non hanno alcun incentivo a ridurre sprechi e spese, né ad adattare l’offerta e le tariffe all’evoluzione della domanda e delle condizioni di mercato. Solo a fronte di minori entrate garantite, le aziende sarebbero costrette a trovare il modo di ridurre gli sprechi e rendere la gestione più efficiente [1].