Ufficiali delle Forze Armate

Da WikiSpesa.
Share/Save/Bookmark

Nelle Forze Armate italiane è stata osservata un’anomalia: i comandanti sono più dei sottoposti. Un rapporto della Fondazione ICSA contava, nel 2011, 94 mila ufficiali e sottoufficiali rispetto ai 83.400 uomini e donne della truppa. Un confronto con altri Paesi mostra come le forze armate italiane potrebbero essere comandate da un numero inferiore di ufficiali con un conseguente risparmio per le finanze pubbliche. Il costo di un ufficiale – in termini di salario, pensioni e benefici vari – è chiaramente superiore a quello di un soldato semplice.

Numero di generali

Tra Esercito, Marina e Aeronautica ci sono 425 generali per 178 mila militari. Negli Stati Uniti sono in 900, il doppio, ma comandano delle forze armate che, con 1.408.000 uomini, sono quasi dieci volte più numerose di quelle italiane. Risulta inspiegabile, ad esempio, il motivo per cui il numero dei generali di Corpo D'Armata, 64, sia superiore a quello dei Corpi d'armata, circa una trentina. O perché l’Aeronautica impieghi 20 generali di Divisione per tre divisioni effettive. Secondo il rapporto della fondazione ICSA in Italia basterebbero 150 generali per svolgere gli stessi compiti che vengono svolti dai 425 generali attuali.

Numero di sottoufficiali

Se si considera il numero di sottufficiali il quadro che emerge è persino peggiore: nel 2011 erano in servizio 57.000 marescialli su 177.000 militari. La consistenza del Modello professionale di difesa è stata determinata con il DLGS 215/01, modificato dalla Legge 226/04. Quel decreto ipotizzava una forza complessiva di 190.000 militari professionisti e volontari. Per un esercito di tale consistenza, il decreto ipotizzava la presenza di 25.400 marescialli. Oggi ce ne sarebberp quindi almeno 32.000 in più rispetto a quanto pianificato nel 2001.

Spesa per il personale: un confronto con la Germania

La spesa per il personale risulta eccessiva anche in un confronto di spesa con la Germania. In particolare, nel 2009 l’Italia ha speso per la difesa 0,5 punti di PIL (0,3 nel 2010) più di Berlino[1]. Quasi tutto il differenziale nella spesa militare è dovuto alla spesa per i dipendenti, che è stato pari a 0,4 punti in più. Il risultato è che la Germania spende il 45% della spesa militare per il personale, mentre l’Italia il 65%.

Questa eccessiva spesa per il personale potrebbe essere il risultato della sovrarappresentazione, all'interno delle Forze Armate, dei comandanti rispetto ai sottoposti, che contribuisce a rendere le retribuzioni medie nelle Forze Armate superiori rispetto alle retribuzioni medie nel pubblico impiego[2]. Nel 2011 la retribuzione media nelle Forze Armate era pari a 39.699 euro, contro 34.851 pagati in media al personale nel Pubblico Impiego. Ma l'alta spesa per il personale potrebbe anche essere il risultato di un organico troppo numeroso. Sempre utilizzando come benchmark la Germania, si osserva che il numero di militari e di esponenti delle forze dell’ordine nei due Paesi è simile, nonostante la popolazione tedesca sia circa un terzo maggiore di quella italiana. In entrambe i casi sono circa 250.000 effettivi, su una popolazione che è circa 60 milioni per l’Italia e 80 per la Germania.

Approfondimenti