Vitalizi: spese nazionali e regionali

Da WikiSpesa.
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Mai inclusi nelle spending review

C’è un capitolo di spesa che i governi di diverse parti politiche che si sono succeduti dall'inizio della crisi finanziaria del 2008, pur avendo adottato politiche di spending review, non hanno mai incluso nel piano di tagli. È la voce di spesa dei vitalizi dei parlamentari, quindi anche degli ex parlamentari, trattandosi di un benefit "a vita". Nel 2014 i vitalizi sono, anzi, aumentati a seguito dell'affermazione elettorale (nel 2013) di un nuovo movimento politico, il Movimento Cinque Stelle, che ha scomposto gli equilibri precedenti provocando la mancata rielezione di molti politici, anche di lungo corso, delle forze tradizionali. Dall'account Twitter ufficiale di Palazzo Chigi venne pubblicato, erroneamente, un tweet proprio riferito a personaggi politici di lungo corso sorprendentemente non rieletti.

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Il link era collegato ad una fotogallery di TgCom24, dove scorrevano le foto di 15 volti noti, a partire da Gianfranco Fini, Antonio Ingroia, Antonio Di Pietro ed altri. Il tweet è stato immediatamente cancellato ed è stato pubblicato un nuovo messaggio dello staff: "Un tweet partito erroneamente. Ci scusiamo con gli utenti".

Nel 2014, secondo il bilancio interno della Camera, lo Stato spende circa 140 milioni e 800 mila euro per vitalizi e altri benefits per gli ex onorevoli, che hanno diritto anche al rimborso delle spese di viaggio per complessivi 900mila euro. Ai quali si aggiungono 145 milioni per le indennità dei deputati in carica e per il rimborso delle loro spese. Il divario tra le due voci era molto più ampio nel 2008, all’inizio della passata legislatura: 167 milioni era il costo dei parlamentari in carica, 140,6 gli ex. Mentre per i primi la spesa è diminuita di 20 milioni di euro l’anno, i deputati cessati dal mandato nel complesso non hanno subito tagli ai loro benefit, inoltre sono aumentati di numero, facendo crescere i costi complessivi.

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Il bilancio risulta ancor più sbilanciato al Senato: nel 2013 i senatori cessati dal mandato sono costati 82 milioni di euro, quelli ancora in carica 80 milioni. La forbice era ancor più ampia nel 2008: 78 milioni i primi, 72 i secondi.


Bilanci regionali insostenibili

Se prima veniva considerato uno scandaloso privilegio, ora rischia di far saltare le casse delle Regioni. Il vitalizio, venendo riconosciuto come pensione anche a chi è stato anche per pochissimo consigliere regionale senza che abbia raggiunto i limiti anagrafici, stabiliti dalla legge per tutti gli altri cittadini, ha creato e continuerà a produrre, se non verrà interrotto, dei cosiddetti "baby pensionati" a carico delle casse pubbliche.

Il privilegio è stato infatti decentrato anche a livello regionale, dove però i conti non potranno supportarlo.

Ogni anno i quasi 3.200 vitalizi pesano sui bilanci regionali per circa 170 milioni. Si tratta di un costo di poco inferiore a quello del Parlamento nazionale (circa 200 milioni).

Ci sono persino Regioni in cui le uscite per pagare i vitalizi agli ex consiglieri (o agli eredi) superano il costo dei consiglieri in carica. In Veneto, per esempio, servono 11,2 milioni per erogare i 226 vitalizi, compresi quelli di reversibilità, contro i 9,1 milioni per le indennità dei consiglieri attivi. Tra gli ex consiglieri ci sono personaggi pubblici quali Giancarlo Galan (3.749,63 euro netti mensili), Massimo Cacciari (1.935,30), Flavio Zanonato (1.934,84).

Nel Lazio (Regione che permette ancora il pensionamento a 55 anni e di calcolare l'indennità considerando anche la diaria, cioè la spese per i trasferimenti quotidiani) si stima che i vitalizi passeranno dagli attuali 270 a 314 nel 2016.

È quasi impossibile fare una media nazionale delle indennità. Ne "La casta invisibile delle Regioni", Pierfrancesco De Robertis scrive che in media, con una consiliatura, si prendono 2.500 euro al mese, che salgono a 4.500 con due. Per gli ex governatori si superano i 5 mila euro.


Le proposte di abolizione

Per sanare lo squilibrio, non appare sufficiente l'abolizione dei vitalizi per il futuro e il tendenziale adeguamento alle leggi generali imposta ai Consigli regionali dal governo Monti.

Sarebbe quindi necessario intervenire sui vitalizi in essere, quelli protetti dai presunti "diritti acquisiti". A tal fine nella XVI legislatura fu presentata la proposta di legge n. 3981, avanzata su iniziativa dei deputati Letta, Boccia, Dal Moro, De Micheli, Garavini, Mazzarella, Mosca e Vaccaro alla Camera dei deputati, ma mai esaminata dalla competente Commissione parlamentare: la scelta di procedere con una proposta di legge ordinaria è stata invocata anche nella successiva legislatura, nella lettera aperta di Pierluigi Franz ai Presidenti delle Camere del 1º marzo 2015 (citata nella relazione al disegno di legge Atto Senato n. 1794).

Anche Enrico Zanetti, attuale sottosegretario all'Economia, ha proposto di rimuovere questi che definisce "privilegi acquisiti". Prima di entrare al governo, Zanetti ha presentato una proposta di legge costituzionale (Atto Camera n. 1978) per tagliare i vitalizi (non solo quelli futuri) dei consiglieri regionali e dei parlamentari e mettere un tetto ai loro emolumenti. Scelta Civica, il partito di cui fa parte Zanetti, ha chiesto che la proposta di legge sia esaminata, il che comporterà la necessità, per i parlamentari, di assumere una posizione pubblica esplicita, compresi i membri del governo.

La proposta Zanetti prevede che per poter maturare il diritto al vitalizio si debba avere almeno 10 anni di mandato consecutivi o quindici non consecutivi e che prima di ottenere l'assegno si debba aver compiuto "l'età prevista per la corresponsione della pensione di vecchiaia dalla normativa di volta in volta vigente per la generalità dei cittadini". Inoltre tali requisiti varrebbero retroattivamente, quindi verrebbe sospesa l'erogazione del vitalizio a chi non li ha maturati.

Anche le Regioni hanno capito che bisogna intervenire sul pregresso. Lo ha già fatto il Trentino che ha chiesto ai suoi venti "pensionati di platino" di restituire complessivamente ben 29 milioni, perché gli assegni sarebbero stati calcolati male. Così a Mauro Delladio, Forza Italia, ex leghista, è stata chiesta la restituzione di oltre 460 mila euro. il 10 ottobre 2014 vi ha provveduto anche l'Assemblea plenaria della Conferenza dei Presidenti dei Consigli regionali, che ha approvato un ordine del giorno che raccomanda, ai singoli consigli regionali le seguenti misure:

"Diritto all'assegno vitalizio:

A decorrere dall’entrata in vigore della legge regionale, l’assegno vitalizio compete ai consiglieri cessati dal mandato che abbiano compiuto sessantacinque anni di età e che abbiano corrisposto il contributo per un periodo di almeno cinque anni di mandato svolto nel Consiglio regionale. La corresponsione dell'assegno vitalizio può essere anticipata, su richiesta del Consigliere e dopo la cessazione del mandato, in analogia a quanto previsto dai regolamenti parlamentari vigenti L’entrata in vigore della norma incide indistintamente sulle diverse posizioni di chi ancora non percepisce il vitalizio, risultando applicabile anche per chi è cessato dalla carica sotto la vigenza della pregressa legge regionale che prevedeva requisiti anagrafici più favorevoli, ma non ha ancora maturato il diritto alla corresponsione e erogazione; o nelle ipotesi di sospensione della corresponsione dell’assegno vitalizio.

Riduzione temporanea dei vitalizi (trienno 2015-2017):

Tenuto conto della necessità di rivedere l’entità del diritto secondo criteri di temporaneità, ragionevolezza e proporzionalità rispetto alle finalità di contenimento della spesa pubblica ed alle esigenze di bilancio, si adottano le seguenti misure: - 6% di riduzione dell’importo lordo fino a euro 1.500,00; - 9% di riduzione per l’importo lordo superiore a euro 1.501,00 e fino a euro 3.500,00; - 12% di riduzione per l’importo eccedente euro 3.501,00 a 6.000,00; - 15% oltre 6.000,00.

È facoltà per coloro che hanno un reddito complessivo annuo inferiore o pari a 18.000 euro di richiederne l’esenzione, dietro presentazione di documentazione. Le predette aliquote sono maggiorate del 40% qualora il beneficiario sia titolare di altro vitalizio erogato dal Parlamento Italiano e/o Parlamento Europeo. In merito alla previsione di un tetto al cumulo dei vitalizio verranno avviate iniziative di confronto con i membri del Parlamento della Repubblica al fine di addivenire ad una soluzione condivisa. Le Regioni possono prevedere nelle rispettive leggi regionali la ridefinizione delle aliquote in virtù delle diverse situazioni anagrafiche di percezione dell’assegno vitalizio; in conformità comunque alle decisioni già adottate."

La petizione contro il vitalizio ai condannati per mafia

Il 6 maggio 2015 è stata consegnata ai presidenti di Camera e Senato, Pietro Grasso e Laura Boldrini, una petizione popolare per l'abolizione dei vitalizi ai parlamentari condannati per mafia, per mano del coordinatore nazionale dell'associazione Libera Enrico Fontana.

"La speranza - spiega Fontane - è che nella riunione di domani degli uffici di presidenza delle due Camere si arrivi a una decisione definitiva sul taglio dei vitalizi ai parlamentari condannati in via definitiva per reati gravi".

A consegnare a le firme si sono presentati anche Franco La Torre ed Elisa Finocchiaro che hanno seguito la campagna anti-vitalizi per i condannati promossa da Libera e dal gruppo Abele che avuto una diffusione amplificata dalla piattaforma di petizioni online e "social boombing" Change.org.

Il provvedimento delle Camere - fanno sapere in una nota i presidenti di Camera e Senato - sul tema "è alla stretta finale" e giovedì (7 maggio) "sarà formalmente sottoposto, in contemporanea, agli organi competenti dei due rami del Parlamento".

"Noi ci aspettiamo - spiega Fontana al termine dell'incontro con Grasso - che nella riunione di domani degli uffici di presidenza di Camera e Senato si prenda una decisione definitiva. La storia che parlamentari condannati in via definitiva per reati gravi e gravissimi continuino a prendere questi soldi dallo Stato è davvero inaccettabile e sta raccogliendo sul web una protesta senza precedenti".

"Le firme infatti - spiega Elisa Finocchiaro mostrando con il telefonino il "contatore" delle firme che continua a scattare - aumentano di minuto in minuto. E non abbiamo mai visto un attivismo anche di ritorno di questo genere". "Quella contro i vitalizi per i condannati - prosegue - è una delle campagne più seguite sui social. I cittadini non si limitano solo a cliccare pro o contro, ma continuano poi a seguire tutto quello che si scrive o accade sul tema". "Se temiamo l'ennesimo rinvio? Non credo proprio - risponde Fontana conversando con i cronisti - sarebbe davvero difficile per le forze politiche spiegare all'opinione pubblica perché non si riesca a prendere una decisione definitiva su un tema così sentito. Non credo che si avrà il coraggio di rinviare o di non decidere...". "Grasso e Boldrini poi - sottolinea il coordinatore di Libera - ci sembrano davvero determinati ad andare avanti" soprattutto perché "come ha osservato anche Zagrebelsky non ha senso nascondersi dietro il parere di costituzionalisti vari visto che la decisione da prendere è eminentemente politica".


L'approvazione della delibera

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Dopo mesi di rinvii e di incessanti polemiche tra i partiti, gli uffici di presidenza di Senato e Camera hanno approvato la delibera che taglia il vitalizio ai parlamentari condannati, ma non senza opposizioni e polemiche [1].

"Anche la mia delibera iniziale sui vitalizi - ha spiegato Grasso- era molto più rigorosa e coincideva essenzialmente con quella auspicata da M5S. Ma per potere andare avanti la politica ci insegna che serve il consenso democratico sui cui costruire qualcosa di positivo". Secondo Grasso, le delibere degli uffici di presidenza di Camera e Senato sullo stop dei vitalizi ai parlamentari condannati "è un grosso passo in avanti, una rivalutazione sul piano politico della revisione del ruolo della politica e della sua dignità. Non penso che quelle delibere siano qualcosa di antidemocratico. anzi, accrescano il senso della democrazia e della giustizia". "Ieri - ha detto la presidente della Camera, Laura Boldrini, all'indomani dell'approvazione - abbiamo dato un importante segnale di discontinuità e una risposta alla richiesta di buona politica che sale dal Paese". La maggioranza di governo si è divisa sulla votazione: quasi la totalità del Partito Democratico ha votato "sì"; Ap non ha votato; Svp a Palazzo Madama si è astenuto. All'opposizione FI ha abbandonato i lavori così come M5S alla Camera esce mentre al Senato ha votato "no"; Sel, Lega Nord e FdI hanno votato sì.

L'approvazione della delibera cancella il "privilegio previdenziale" per il parlamentare che subisce una condanna definitiva a più di due anni per reati di mafia, terrorismo, contro la P.A.(eccezion fatta per l'abuso d'ufficio) e per tutti quelli che prevedono condanne non inferiori nel massimo a 6 anni, tra cui anche la frode fiscale, ma non il finanziamento illecito ai partiti, uno degli oggetti di scontro con il Movimento Cinque Stelle.


Emilia Romagna: vitalizi "preventivi"

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Nel corso della discussione sul bilancio regionale di martedì 28 aprile 2015 è stato presentato un emendamento da parte del Movimento 5 stelle per cancellare l’articolo 31, un articolo di poche righe inserite in una legge regionale finanziaria del 28 luglio 2006, che blocca l’entità dei vitalizio anche in caso di diminuzione dell’indennità di carica.

La proposta consisteva inoltre nel portare la base del calcolo del vitalizio dagli attuali 8250 euro a 5000 euro lordi, ossia lo stipendio percepito oggi dai consiglieri regionali. La modifica in aula però è stata bocciata dalla maggioranza.

“Mentre lo stipendio dei consiglieri regionali – scrive in una nota la capogruppo Giulia Gibertoni – negli anni è andato via via diminuendo, come è giusto, i vitalizi continuano a viaggiare su cifre stellari. E tutto questo grazie a una norma inserita in silenzio nel 2006 che ha di fatto congelato questo privilegio, ancorandolo alla cifra di 8250 euro lordi al mese”.

L’articolo sotto accusa recita effettivamente: “Alla data del 1 gennaio 2006, l’importo degli assegni vitalizi, indipendentemente dalla loro decorrenza, è determinato in percentuale sulla base dell’indennità di carica mensile lorda spettante ai consiglieri regionali al 31 dicembre 2005”.

Così, negli anni successivi, sotto la pressione e la crescente indignazione dei cittadini per i costi e gli sprechi della politica l’assemblea ha approvato una serie di tagli, abbassando progressivamente la busta paga degli eletti, ma senza toccare la cifra base del vitalizio.

“Siamo di fronte a una vergogna incredibile che deve essere al più presto cancellata”, hanno dichiarato i consiglieri di M5s . che già avevano invocato l’abolizione retroattiva dell’emolumento. “Bisogna al più presto sanare questa situazione della quale nessuno fino a questo momento era a conoscenza. Un segreto che la maggioranza ha custodito per anni nel silenzio più assoluto. Oggi, il calo del compenso del consigliere regionale in carica non comporta una diminuzione del vitalizio per gli attuali beneficiari. In pratica chi ha inserito questo cavillo aveva come chiaro obiettivo quello di garantire che il vitalizio per gli ex consiglieri non fosse soggetto a tagli o a diminuzioni negli anni. Un privilegio nel privilegio”, o meglio, un privilegio preventivo.


Fonti

http://www.wired.it/attualita/politica/2014/07/23/parlamentari-italiani-costo-politici/

http://www.infiltrato.it/inchieste/il-vero-spreco-della-casta-e-il-vitalizio-cosi-i-politici-trombati-ci-costano-piu-di-quelli-eletti/

http://www.fanpage.it/elezioni-2013-palazzo-chigi-twitta-ecco-i-trombati-eccellenti/ http://www.repubblica.it/economia/2014/09/22/news/i_vitalizi_d_oro_costano_170_milioni_l_anno_e_i_bilanci_delle_regioni_non_reggono_pi-96367544/

http://www.riparteilfuturo.it/stopvitalizio

http://tv.ilfattoquotidiano.it/2015/05/06/vitalizi-ai-condannati-libera-consegna-500mila-firme-a-boldrini-e-grasso-basta-rinvii/368920/

http://www.novitaliziomafiosi.it/

http://www.ansa.it/sito/notizie/politica/2015/05/06/vitalizi-ai-condannati-500mila-firme-a-grasso-e-boldrini.-domani-si-decide_67ca70d9-3525-4bc6-95d2-de5911185803.html

http://www.ansa.it/sito/notizie/politica/2015/05/07/stop-ai-vitalizi-tensione-alle-camere.-m5s-chiede-modifiche-cosi-compromesso-a-ribasso_17da1f48-bc2b-4100-ac8c-d286ad02c69d.html