AMA Roma S.p.a.

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AMA Roma S.p.A. è la società public utility del Comune di Roma per la raccolta, il trattamento e lo smaltimento dei rifiuti solidi urbani, per l'espletamento dei servizi cimiteriali e per il mantenimento del decoro urbano (pulizia delle strade, dei bagni pubblici, disinfestazioni, cancellazione delle scritte vandaliche ecc.), operando anche per conto di terzi [1].

Storia

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Dal maggio 1886, quando si risolse l'ultimo appalto prima di Roma Capitale stipulato con il Sig. Domenico Fascia, il Comune assunse il servizio della Nettezza Urbana in economia (l'Assessore alla Polizia Urbana era il Comm. Ingegnere Marco Ceselli). Dal Servizio in economia del Comune di Roma nel 1985 nasce la Società come Azienda Municipalizzata Nettezza Urbana (AMNU). Il 7 giugno 1994 con la Deliberazione n. 73 del Consiglio Comunale diventa Azienda Speciale, cambiando denominazione in Azienda Municipale Ambiente (AMA), che il 2 agosto 2000 diventerà AMA S.p.A.

Bilanci, utili, perdite

Il bilancio dell’Azienda ha conosciuto il suo anno più nero nel 2008, quando la perdita di esercizio era di 256 milioni 996 mila 777 euro [2]: il direttivo di AMA S.p.a., per scongiurare il collasso finanziario, azzera quindi il capitale sociale contravvenendo a precise norme legislative [3].

Due anni prima, nel 2006, il risultato economico evidenziava già una perdita di 8 milioni 704 mila 370 euro, e l’anno successivo, il 2007, il bilancio si chiude con una perdita di 35.818.192 euro. Dal gennaio 2008 è il Comune di Roma che, attraverso anticipazioni di cassa, mantiene la municipalizzata sull’orlo del precipizio, sotto l’amministrazione Veltroni prima, e Alemanno poi [4].

Il Bilancio societario registra utili dal 2009. Rispettivamente: 1 milione 88 mila 427 euro nel 2009; 1 milione 615 mila 625 euro nel 2010 [5] e 1 milione 771 mila 649 euro nel 2011 [6] (a fronte del buco di oltre 256 milioni); utili che il vicepresidente della Commissione Ambiente al Comune di Roma, Athos De Luca (dal 2007 in Campidoglio), afferma siano "ricavati dall’aumento della tariffa che ha fruttato un gettito di 110 milioni” [7].

Per quanto dal 2009 il conto economico del bilancio di AMA non sia più in perdita, l'utile di un milione e mezzo sembra aver ben poco rilievo rispetto al livello di indebitamento complessivo dovuto alla cattiva gestione delle risorse pubbliche: nel 2010 era di 1730 milioni (nel 2008 era di 1588 milioni) [8].

Inoltre, come ha affermato Athos de Luca, una parte rilevante di questi utili non sono stati ottenuti riducendo le inefficienze che caratterizzavano una gestione cronicamente in perdita, bensì aumentando le tariffe. Il costo degli sprechi, e di un apparente risanamento del bilancio è stato fatto pagare di nuovo ai soliti noti, i contribuenti.

Parentopoli

Il 27 maggio 2015 Franco Panzironi (Amministratore delegato AMA dal 2008 al Luglio 2011) viene condannato a 5 anni e 3 mesi di reclusione per abuso d'ufficio. La sentenza viene motivata dal fatto che le 41 assunzioni a chiamata diretta avvenute all'Ama tra il 2008 e il 2009 "furono frutto di decisioni arbitrarie e clientelari". Nella motivazione tra l'altro si sottolineava come "molti degli assunti fossero legati a rapporti di parentela o affinità con esponenti politici o a persone a questi ultime vicine ed erano espressione del volere, per nulla trasparente, dell'amministratore delegato" [9]. L'ennesimo esempio di familismo all'italiana, facilitato da una politica compiacente e un sistema di aziende pubbliche completamente assoggettate all'arbitrarietà di giudizio delle PA, a spese dei contribuenti che pagano tasse sempre più alte per servizi sempre più scadenti.

Mafia Capitale

Nella primavera del 2015 a Roma scoppia il caso "Mafia Capitale", nome giornalistico con cui è stata ribattezzata una presunta associazione per delinquere di tipo mafioso-politico-imprenditoriale che avrebbe operato nella capitale a partire dagli anni 2000. Nel dicembre 2014 l'operazione "Mondo di mezzo" scopre un intricato sistema di collusioni a fini lucrativi tra esponenti di spicco della politica locale romana, gestori e amministratori di aziende municipalizzate e cooperative operanti su appalto pubblico e realtà criminali. Vengono arrestati l'ex-terrorista dei NAR Massimo Carminati (considerato il capo dell'associazione) e altre 37 persone, di cui 8 agli arresti domiciliari, accusati di associazione di tipo mafioso, estorsione, usura, corruzione, turbativa d'asta, false fatturazioni, trasferimento fraudolento di valori, riciclaggio di denaro e altri reati [10].

Finisce sotto inchiesta, tra gli altri, anche Giovanni Fiscon, ex direttore generale dell'Ama Spa: ad agosto 2016 la Procura di Roma ne chiede il rinvio a giudizio per abuso d'ufficio: tra il 2012 e il 2013 avrebbe pilotato tutti gli appalti della società a favore della Marziali Costruzioni Generali gestita da Paolo Marziali, imprenditore e sostenitore della Nuova Italia, fondazione dell'ex sindaco di Roma Gianni Alemanno, il cui tesoriere era Franco Panzironi, amministratore delegato di Ama Spa tra il 2008 e il 2009 [11].

A maggio 2016 Giovanna Anelli (dg Ama Spa 2011-2013) viene interrogata dal PM Luca Tescaroli e sostiene di aver ricevuto, da parte di diversi esponenti dell'amministrazione Alemanno (tra cui il sindaco Alemanno stesso) affinché avanzasse promozioni ingiustificate nei confronti di dipendenti vicini agli amministratori comunali e affinché pagasse le cooperative di Salvatore Buzzi prima di tutti gli altri creditori [12].

Nella stessa occasione è stato ascoltato l'allora neo-dg dell'Ama Alessandro Filippi (2014-2016) che ha spiegato come appena è arrivato in Ama Spa si sia reso conto che i costi di smaltimento dei rifiuti erano superiori del 50% rispetto alla media italiana: queste cifre spropositatamente superiori a quelle in auge nel resto del paese (a Taranto smaltire una tonnellata di rifiuti costa 115 euro, a Ravenna 215, a Roma 390) entravano tutte nei conti delle cooperative di Buzzi. Dopo gli arresti di Mafia Capitale ha dunque provveduto ad abbassarli del 30 e del 17% [13].

Condizioni e problemi attuali

Gli scandali e i processi di Mafia Capitale, cominciati nel 2014, non sono ancora riusciti a determinare un ripianamento d'efficienza all'interno dell'azienda. Al netto dell'inflazionamento delle tariffe a favore di Buzzi scoperchiato dalle inchieste, lo smaltimento dei rifiuti romani è ancora oggi uno dei più costosi d'Italia. Smaltire una tonnellata di rifiuti a Roma oggi costa quasi 200 euro: 4 volte il costo di Brescia e di Milano. Inoltre, se in capitali europee come Lisbona, Parigi o Londra il 98% delle operazioni di smaltimento dei rifiuti avvengono all'interno dell'area metropolitana, a Roma questo dato scende al 36% [14].

Non sorprende, pertanto, che la prematura crisi della Giunta Raggi ruoti attorno all'Ama Spa e allo smaltimento dei rifiuti cittadini che, secondo alcuni studi, potrebbe arrivare a costare circa 2 miliardi di euro nei prossimi 10 anni. Per una città con un debito pubblico di circa 13 miliardi di euro distribuito tra circa 12.000 creditori, 1686 mutui, due contratti derivati e un costo di 500 milioni l’anno di gestione di quello stesso debito non si tratta di una notizia positiva [15].


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Il quotidiano La Stampa ha ricostruito il processo di gestione del milione di tonnellate di rifiuti indifferenziati romani da parte dell'Ama Spa, e i relativi costi, come segue: [...] quattrocentomila si dividono fra via Salaria e Rocca Cencia [dove si trovano i tmb dell'Ama Spa, ovvero i centri di trattamento meccanico-biologico, ndr] altri quattrocentomila finiscono nei due impianti privati di Manlio Cerroni a Malagrotta. Le restanti 200.000 tonnellate vengono trasferite in altri tre impianti: a Latina, Frosinone e Avezzano. Fatta questa complicata operazione di smistamento, solo trecentomila tonnellate vengono incenerite e trasformate in combustibile derivato, meglio noto come Cdr. La gran parte dell’immondizia che esce dai Tmb - ben 700.000 tonnellate di rifiuti pretrattati - viene a sua volta distribuita in altri impianti e discariche in giro per l’Italia e l’Europa. Costo medio del processo: 40 euro a tonnellata per il trattamento, 45 per il trasporto, 100 per l’incenerimento. Totale: 195 euro a tonnellata, un record europeo [16].

Costo-opportunità: privatizzazione

Già nel 2015 la giunta comunale guidata da Ignazio Marino aveva vagliato l'idea di privatizzare, almeno parzialmente, il servizio di gestione dei rifiuti urbani attualmente gestito da Ama Spa [17]. Le proteste scatenate dai cittadini e le minacce di sciopero delle sigle sul piede di guerra hanno rimandato l'apertura ai mercati dell'azienda a data da destinarsi [18]. Nel 2016 il candidato sindaco del centro-sinistra Roberto Giachetti si è detto favorevole alla parziale privatizzazione dell'azienda [19] ma la sua sconfitta alle elezioni ha definitivamente mandato in soffitta l'idea, dal momento che la Giunta Raggi non sembra, per ora, disposta alla cessione del servizio ai privati.