Ultima modifica il 3 nov 2014 alle 00:59

CONI (Comitato Olimpico Nazionale Italiano)

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L'ente

Il CONI (Comitato Olimpico Nazionale Italiano) è un'organizzazione, nata il 10 giugno 1914 come parte del Comitato Olimpico Internazionale (CIO) ed è l'autorità di regolazione e gestione delle attività sportive nazionali, a cui è demandata la diffusione della pratica sportiva e il potenziamento dello sport nazionale nelle competizioni internazionali.

Sotto il profilo giuridico è un ente pubblico non economico, posto sotto la vigilanza del Ministero per i beni e le attività culturali, e costituisce la confederazione delle federazioni sportive nazionali e delle discipline sportive associate (artt. 1 e 2 del d.lgs. 8 gennaio 2004 n. 15).

Il CONI è presente in 102 Province e 19 Regioni, riconosce 45 Federazioni Sportive Nazionali, 19 Discipline Associate, 14 Enti di Promozione Sportiva Nazionali e 1 territoriale, 20 Associazioni Benemerite. A questi organismi aderiscono circa 95.000 società sportive per un totale di circa 11 milioni di tesserati (Fonte Istat e Censis).[http://www.coni.it/it/coni.html.


Finanziamento pubblico

Nel 2014, i contributi che lo Stato ha erogato al Coni sono stati di 411 milioni di euro. 150 milioni sono stati divisi tra le federazioni affiliate al comitato olimpico per la parte sportiva (escluse le spese destinate ai dipendenti). Il calcio, quindi la Figc, ha incassato 62 milioni di euro, disponendo di una più estesa base di tesserati (460mila, il 25% del totale Coni) e di eventi sportivi organizzati. Tre le voci più costose vi sono settore giovanile scolastico, giustizia sportiva ed arbitri. Quest'ultimi hanno visto destinarsi 42 milioni di euro, di cui 32 per i campionati dilettanti e giovanili.

Dopo il calcio, a raccogliere i contributi nel 2014 ci sono state la Federatletica con 5 milioni di euro, La Federnuoto con 4,7 milioni, la Federscherma con 3,8 milioni e con 3 milioni pallavolo, basket e canottaggio.

Per il 2015, rispetto alla stagione precedente la distribuzione di fondi è prevista meno consistente ma più equilibrata. Il contributo dello Stato allo sport italiano è ridotto di 7 milioni, secondo quanto scritto nella bozza del budget 2015 del Coni. Un taglio ridotto, dell'1,84%, rispetto all'anno precedente, con lo Stato che darà al comitato olimpico 405 milioni. Di questa somma, 129 milioni andranno alle varie federazioni. A subire il calo più importante è il calcio, che secondo il nuovo sistema prenderà 42 milioni di euro.


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Nella tabella le variazioni dei contributi CONI alle federazioni: dati in percentuale, variazioni previste per il 2015 rispetto al 2014.


Modalità e distribuzione dei contributi statali

Il 28 ottobre 2014 la Giunta nazionale del Coni ha approvato il nuovo sistema di ridistribuzione dei contributi statali alle federazioni sportive.

Il sistema introdotto distribuirà i contributi statali secondo i seguenti criteri: per il 40% varranno i podi olimpici disponibili, per il 40% federazioni affiliate e internazionali, per il 15% la visibilità sui media, per il 5% i tesserati agonisti, con un'analisi integrata che terrà conto dei progressi nei risultati di anno in anno [1]

Considerando il criterio relativo alle medaglie olimpiche potenziali, il calcio può ambire solo a due potenziali (tra nazionali maschile e femminile), mentre altri sport come atletica e nuoto molte di più, per una maggiore presenza di diverse discipline.

Il sistema è stato quindi formulato per favorire la preparazione ai Giochi di Rio de Janeiro 2016, con l’obiettivo di migliorare le 25 medaglie complessive di Londra 2012 (due in meno di Pechino 2008) destinando fondi anche a tal fine al progetto “Promesse Olimpiche”, a supporto degli atleti più giovani.


Tagli al calcio e polemiche

Il meccanismo elettorale che determina la direzione del Coni influenza inevitabilmente la distribuzione dei fondi. A beneficiare maggiormente infatti del sistema introdotto da Giovanni Malagò sono stati i suoi "grandi elettori", alcuni dei quali già all’epoca della sua elezione erano stati compensati con cariche al Coni. Per quanto riguarda il Badminton, sport è specialità olimpica dai tempi di Barcellona ’92, il presidente della Federazione, Alberto Miglietta, è diventato amministratore delegato di Coni Servizi. Presso invece Federgolf, il cui sport tornerà ai Giochi proprio nel 2016 (dopo essere stato sport olimpico solo nel 1900 e nel 1904) godrà di un corposo aumento del finanziamento di +27%. Il suo ,Franco Chimenti, è stato confermato presidente della Coni Servizi.

Anche alcuni oppositori inziali, poi ravveduti offrendo il loro appoggio, di Malagò, hanno ricevuto benefici. Tra questi Gianni Petrucci e Renato Di Rocco, i presidenti di Federbasket e Federciclismo sono stati elettori di Raffaele Pagnozzi, ma negli ultimi tempi hanno caldeggiato pubblicamente il nuovo sistema voluto da Malagò, che infatti privilegia maggiormente gli sport da loro competenza a scapito del calcio. La posizione politica ha portato al basket 600mila euro in più, così come il ciclismo.

Ai benefici introdotti dalla nuova distribuzione corrispondono degli svantaggi rispetto alle stagioni precedenti concentrati nel taglio di 20 milioni al calcio. La scelta ha comportato malumori nella Federazione Giuoco Calcio, anzitutto per quanto riguarda la riduzione di risorse da destinare al settore giovanile scolastico della Figc, rappresentato dal presidente Luca Pancalli che ha espresso il suo disappunto. Ma la reazione più contraria ai tagli previsti per il 2015 è stata manifestata da Michele Uva, nuovo direttore generale della Federcalcio dopo aver svolto lo stesso ruolo alla Coni Servizi. Nella sua precedente esperienza lavorativa, Uva aveva imposto il pagamento di 5 milioni di euro di mutualità da parte della Figc al Coni, secondo quanto stabilito dalla Legge Melandri. Una somma che, passato dall’altra parte dove si è visto subito tagliare i fondi precedentemente accordato, potrebbe non essere più versata in segno di protesta contro Stato e Coni. «Il calcio è l'unico sport che ha sempre fornito e continua a fornire soldi alle casse dello Stato ed allo sport italiano e una eventuale riduzione dei contributi statali, di cui al momento non abbiamo comunque dati ufficiali, andrebbe a colpire le principali attività della Federcalcio», ha spiegato Uva in un comunicato ufficiale nel quale ribadisce la centralità sottovalutata del calcio italiano, che «attraverso il Totocalcio, ha finanziato lo sport del nostro Paese dal 1948 al 2003, generando 18 miliardi di euro per il Coni e altri 18 miliardi per l'erario e contribuendo così alla conquista di 422 medaglie olimpiche in quei 55 anni».

La scelta di rivedere la distribuzione dei finanziamenti penalizzando la Figc rispetto alle altre federazioni è stata accolta da molti commentatori nonché da alcuni stessi membri della Figc come una sfida, che avrebbe origine dall'estate precedente quando Malagò aveva espresso diffidenza verso l'elezione di Carlo Tavecchio a presidente della Figc, già precedentemente al noto episodio su una battuta irrispettosa da parte del candidato Tavecchio nei confronti dei giocatori di origine africana, che gli è poi costata una squalifica da parte della Uefa (il presidente della Figc non potrà partecipare al congresso di Nyon del 24 marzo2014, non sarà eleggibile in eventuali commissioni e dovrà organizzare un convegno per sensibilizzare contro le discriminazioni razziali).


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L'ipotesi delle scommesse come nuova fonte di introiti

il 14 novembre 2014 è previsto un incontro che definirà i rapporti tra Figc e Coni. Tavecchio ha infatti convocato il nuovo Consiglio Federale «dove insieme alle leghe e alle componenti, valuteremo compiutamente la questione, scevri da ogni rivalsa e considerazione di parte», ha anticipato il presidente. All'ordine del giorno l'ipotesi di monetizzare dalle scommesse, secondo un ritorno al vecchio modello della "schedina". Verrà presentato un progetto per ricavare dal settore delle scommesse introiti per compensare i tagli. Un metodo che permetterebbe secondo Tavecchio di ricevere ugualmente dallo Stato quei contributi decurtati dal Coni: «In Francia il contributo scatta sulle scommesse, perché qui è sempre la stessa storia. I fondi vengono dal governo, il governo ottiene i fondi attraverso le scommesse e le tasse imposte che applicano anche alle società sportive. Il miglior contribuente è il calcio, altre situazioni non sono paragonabili a noi».


La polemica per il "mega-stipendio" del c.t. della Nazionale e la soluzione della sponsorizzazione=

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Il 19 agosto 2014 Antonio Conte ha firmato un contratto biennale fino al 31 luglio 2016 con la FIGC per ricoprire il doppio incarico di commissario tecnico della Nazionale italiana di calcio e di coordinatore delle squadre giovanili con ingaggio da 3,6 milioni l'anno. La consistenza dell'ingaggio, secondo nel confronto internazionale soltanto a quello del commissario tecnico della Russia, ha suscitato molte critiche, ma anche equivoci. E' stata infatti trascurata o persino criticata come "rischiosa per l'indipendenza della federazione ", la sponsorizzazione di Puma che ha coperto 1,7 milioni dell'operazione, ponendo un modello replicabile per le altre federazioni e sottoutilizzato anche nella gestione di altre spese, per le quali il contributo pubblico tende a inibire l'intraprendenza a ricercare fonti alternative di copertura, in un settore come lo sport con rilevanti opportunità di sponsorizzazioni grazie all'ampia visibilità delle manifestazioni sportive.


Sprechi

Quanti dei fondi che il Coni, come ente pubblico, riceve dallo Stato e poi distribuisce alle Federazioni vengono veramente impiegati per l' attività sportiva, e quanti invece vengono spesi in burocrazia e politica? E' questa una delle domande all'origine delle indagini condotte quando la "spending review" ha toccato anche il settore sportivo, e soprattutto della politica sportiva.

Dai bilanci è infatti emerso uno squilibrio nella distribuzione dei costi: elevati quelli politici, a scapito degli investimenti specificamente connessi all'attività sportiva.

IL CONI per il 2012, anno analizzato dalla Corte dei Conti durante il quale sono emersi irregolarità e sprechi rilevanti, disponeva di risorse per 428 milioni (di cui 408,9 provenienti dal ministero del Tesoro) e ha versato a Federazioni, discipline associate, enti di promozione sportiva e forze armate circa 246 milioni. Il resto serve infatti il funzionamento del Coni stesso. Poco meno di un quarto di questi fondi viene speso per il personale, mentre per esempio solo 5 milioni sono destinati al "progetto di alfabetizzazione motoria" nelle scuole primarie, varato insieme al Miur.

Anche al settore giovanile, in questo caso agonistico, è stato denunciato "arrivano solo le briciole" .Il 30 per cento circa dei fondi federali vengono destinati ai settori non professionistici, ma il settore giovanile dal 2007, dopo il commissariamento, è stato ridimensionato e l’attività regionale di tesseramento e organizzazione del calendario delle gare giovanili e scolastiche sono state affidate alla Lega nazionale dilettanti (Lnd), che si occupa di seconda e terza categoria, quelle che negli altri paesi si chiamano “amatori”. I comitati regionali del settore giovanile e scolastico della Figc ricevevano circa 6,5 milioni di euro l’anno, quota oggi scesa a poco meno di 2 milioni di euro: la differenza, 4,5 milioni, arriva nelle casse della Lnd. Un’operazione quella di tesseramento che avviene online proprio nell’ottica di riduzione dei costi. E' stato però sollevato l'interrogativo: come mai allora il cartellino oggi costa 1,5 euro in più rispetto a quello fatto da una persona fisica? Una piccola cifra ma che moltiplicata per 740mila piccoli iscritti rende circa un milione di euro in più. Fondi che però non stati destinati al settore giovanile.

Inoltre, l'ex presidente della Lnd Carlo Tavecchio, oggi presidente della Figc, ha avviato nuove assunzioni di dipendenti con i soldi che secondo lo statuto dovrebbero sarebbero dovuti essere impiegati nell’attività giovanile, oltre a elargire ai 20 presidenti “volontari” dei comitati regionali diarie/rimborsi spese (quindi esentasse) per 2-3.000 euro mensili. Tavecchio ha mostrato fierezza per le decisioni prese: “Siamo riusciti ad entrare nel pacchetto di mutualità dei diritti televisivi che ci permetterà di assumere più di cento dipendenti e costruire più di venti campi. Due aspetti fondamentali per la crescita della Lnd sia per puntellare la base sia per varare dei nuovi centri federali”. Dunque con 18 milioni che per regolamento sarebbero dovuti andare alla Figc e essere reimpiegati per il settore giovanile, la Lnd ha assunto 104 dipendenti nelle delegazioni provinciali (8 milioni), inutili per i giovani calciatori, e ha realizzato venti campi da calcio in erba sintetica (10 milioni, 500mila euro a campo). Un business, quest'ultimo, gestito in modo monopolistico dal trittico Limonta (che produce l’erba artificiale) – Labosport (il laboratorio che analizza il manto) e Lnd servizi (che rilascia l’omologazione) col il benestare di Tavecchio, amico di famiglia dei Limonta.

Per omologare il campo in erba sintetica la procedura prevede un versamento di 4.800 euro alla Lnd servizi, un balzello che ricade, in teoria sui Comuni, di fatto sulle società.

Gli sprechi non si verificano solo nella federazione calcistica, ma sono diffusi e sistematici anche in altre federazioni.

La federazione italiana di pentathlon moderno non ha pubblicato il bilancio relativo al 2012, né il nuovo statuto che era stato annunciato. Nessuna delle società sportive affiliate li ha richiesti a eccezione dell' Athlion. Una parte delle società è emerso essere state create ad hoc dalla federazione stessa per assicurare i voti al presidente, Lucio Felicita, in carica dal 1996, anno in cui lo statuto venne modificato per dare diritto di voto alle società con almeno un atleta che avesse una gara all' attivo. La Fipm nel 2011 ha ricevuto 2,9 milioni di euro dal Coni, spendendone 2,3, di cui oltre 700mila solo per il personale: una ventina di dipendenti tra federali ed ex Coni servizi. «Ci sono circa 140 società per un totale di 300 tesserati. Assurdo. Decine di queste sono di Pesaro, la città di Felicita» dice Gianni Caldarone, tecnico ed ex azzurro. «E proprio a Pesaro dovrebbe sorgere il futuro "centro di pentathlon moderno" con una piscina da 25 metri senza tribune, una sala scherma con sole 4 pedane che farà anche da palestra di tiro. Ma la sala è al secondo piano dell' edificio, quindi è impossibile fare la prova di combined (corsa e tiro). Mancano la foresteria, il campo di equitazione e il circuito di corsa. In compenso ci sono il centro estetico e il ristorante. L' impianto sarà gestito da una società sportiva, sicuramente una delle 14 riconducibili al presidente». Solo il progetto è costato 230mila euro, spesa andata nel 2008-2009 sotto la voce "incarichi studio e ricerca" (143mila euro) e nel 2010-2011 sotto la voce "immobilizzazioni" (106mila euro). Il preventivo è di 7 milioni, ma il mutuo richiesto al credito sportivo è di 7,5 milioni. «Per finanziare il progetto si risparmia sugli atleti» continua Caldarone. «Ci sono 307mila euro per le trasferte e i soggiorni quando gli azzurri viaggiano in pulmino di notte per non pagare l' aereo; 27mila euro di diarie, quando solo le nove promesse olimpiche ricevono 200 euro al mese di rimborso spese. In stage e allenamenti vengono spesi 71mila euro, malgrado si faccia tutto a costo zero nel centro di Roma. Poi ci sono 2.486 euro di corsi, mai organizzati» e 34mila euro di spese per posta e telefono. Per i gettoni di presenza del consiglio federale sono stati spesi 37mila euro, oltre 20mila euro di buoni pasto, ma non per gli atleti. «Il centro federale di Montelibretti è lasciato a se stesso, eppure assorbe 534mila euro di manutenzione» dice Caldarone. «Non è stato neanche riparato il lampione abbattuto nel 2008 dal temporale, che però ha fatto lievitare la spesa di manutenzione da 300mila euro del 2007 a 607mila del 2008. Non si è lesinato però sul cambio delle autovetture di servizio e sulle spese di rappresentanza». Le spese diverse da quelle dirigenziali non raggiungono infatti i 100mila euro. [2]


Il 2011 è stato l'anno delle olimpiadi di Londra, e il comitato olimpico ha contribuito a un bilancio negativo del Coni. Il presidente Gianni Petrucci ha presentato ricavi per 462 milioni di cui 448 in contributi statali con un risultato negativo di 18 milioni di euro.

Con la circolare 134 dello stesso anno è stato quindi introdotto il contenimento di alcune spese. Tra queste, i presidenti delle 45 federazioni sportive affiliate sono stati avvisati che avrebbero ricevuto un gettone giornaliero lordo massimo di 130 euro e non più di 240. In totale, 31.200 euro. Una somma ancora distante dalla diaria di 400 euro quotidiani percepita, per esempio, dal presidente della Fip (basket) Dino Meneghin e pari a un massimo di 146 mila euro complessivi all'anno.

Proprio spese, rimborsi, consulenze dubbie del Coni e delle federazioni sono così finite al vaglio della sezione della Corte dei conti che ha il compito di vigilare sugli enti pubblici.

Nella lista è inclusa Coni servizi, società per azioni creata nel 2002. Eppure Coni servizi avrebbe dovuto risolvere la crisi finanziaria del Coni dopo il crollo dei ricavi dal Totocalcio.

La spa, che presentava dapprima un evidente sovradimensionamento con oltre 2.600 dipendenti nel 2003 ha dovuto girare una parte rilevante dei suoi lavoratori al Coni e alle federazioni per ridurre i costi del personale da 104 a 54 milioni di euro nel 2010. E' stato così evitato il tracollo e, grazie allo scarico di costi sulle federazioni, Coni servizi ha potuto chiudere i conti in attivo nel 2010 per 5 milioni di euro. Il profitto sarebbe stato più alto senza gli oltre 5 milioni spesi dalla spa per perizie, consulenze e prestazioni professionali non meglio identificate. Ulteriori 10 milioni risultavano registrati sotto la ugualmente indefinita voce "altri costi per servizi", in una società che i servizi si appresta, a partire dal nome, essenzialmente fornirli e che, escludendo i trasferimenti di fondi dal Coni e delle concessioni per impianti sportivi, dai servizi ricava appena 4 milioni di euro contro i 10 spesi.

Come per Coni Servizi, i bilanci delle federazioni presentano scarsa trasparenza, ciò nonostante sono emersi sprechi rilevanti.

Un'inchiesta de "l'Espresso" ha prodotto un campionario di risposte varie, a volte bizzarre. Anche in alcuni sport molto seguiti, come la pallavolo, la disponibilità a mostrare i conti è risultata scarsa e la completezza dell'informazione impossibile. [3]

Il tentativo di contenere stipendi e collaborazioni è riuscito poche volte (sport invernali, scherma) con aumenti consistenti per pallacanestro e ciclismo.

Il taglio ai compensi degli organi federali è stato invece realizzato con maggiore decisione dalla Figc sotto la presidenza di Giancarlo Abete.

Se pur con problemi giudiziari, anche Aracu ha seguito la stessa politica, mentre sono aumentati i gettoni di presenza per la federnuoto.

Un capitolo che ha registrato tagli generali è quello delle spese per i controlli antidoping. La maggior parte delle federazioni investe poche migliaia di euro di budget nel contrasto alle pratiche farmaceutiche illecite, sulle quali sono attivi comunque anche i controlli degli enti sovranazionali specializzati come la Wada.

Scarsa trasparenza riscontrata anche nella gestione del Fise (http://wikispesa.costodellostato.it/Federazione_Italiana_Sport_Equestri_(FISE). Della gestione poco trasparente della Federazione degli sport equestri si è accorta la presidente Antonella Dallara, salita ai vertici nel 2012 e portavoce di un netto cambio di tendenza rispetto al passato. La presidente non ha però possibilità di intervenire fino a quando durerà il commissariamento. Il Coni sta continuando a prorogare il tempo del commissariamento nonostante ci sia una sentenza del Tar del Lazio che lo impedirebbe: «Il commissariamento è un fatto eccezionale che il Coni non può continuare a prorogare». Il presidente Dallara si è detta per tanto determinata ad approfondire la questione e ha chiesto gli atti ufficiali della giunta del Coni e minacciando di ricorrere alla giustizia, anche penale.


Irregolarità e ritorsioni

Casi di irregolarità nella gestione delle federazioni sono stati denunciati anche internamente, più precisamente da atleti, alcuni dei quali sono stati squalificati come conseguenza delle proprie dichiarazioni pubbliche.

Riccardo Zillio, giovane atleta della ginnastica italiana, è stato condannato prima a un anno di sospensione e poi ad altri sei mesi dalla Commissione di Giustizia sportiva per contestato le procedure di elezione nella federazione ginnastica d'Italia (Fgi).

A fine 2012 è stato eletto il presidente della Fgi, Riccardo Agabio, 78 anni, al suo quarto mandato. Zillio, in forza alla società Corpo Libero di Padova, il 15 dicembre 2012, aveva votato all’assemblea per la nuova presidenza e gli organi direttivi. Quel voto, annullato e ripetuto quando alcuni atleti avevano già lasciato la sede delle elezioni, aveva provocato il ricorso dell'atleta, che non essendo stato informato della necessità di una nuova votazione, non lo ritenne regolare.

«La battaglia di Zillio, per far valere i propri diritti, viene contrastata dalla federazione perché non vuole un rinnovamento e l'avvento di una nuova classe dirigente più giovane. L'atleta viene squalificato a complessivi 18 mesi per condotta non conforme ai principi della lealtà, della probità e della rettitudine sportiva», racconta Andrea Facci, presidente del team padovano dove l'atleta si allena, che sostiene che «nello sport di alto livello, prima di fermare un atleta, bisognerebbe pensarci non una ma dieci volte. Così la carriera di Zillio è stata interrotta perché l'atleta ha avuto il coraggio di contestare il potere di una classe dirigente che comanda da decenni e che decide le nomine dei tecnici e come distribuire i contributi economici, ovvero i soldi pubblici che arrivano dal Coni» . Nel frattempo l'atleta ha perso un anno di gare e possibili medaglie e la famiglia del giovane ha sostenuto 70 mila euro per le spese legali, mentre la federazione utilizza i soldi pubblici del Coni per pagare i propri difensori.

«L'assurdità - secondo Facci - è che il procuratore federale che ha promosso i procedimenti disciplinari contro Zillio, l'avvocato Michele Rossetti, è anche colui che presiedeva la commissione verifica poteri dell'assemblea elettiva della Fgi del dicembre 2012, il cui operato è stato ampiamente contestato nei ricorsi di Zillio».

Una situazione simile si è verificata all'Unione Italiana Tiro a Segno. Attilio Fanini fino al 2012 era presidente della sede di Vergato, nel bolognese, della Uits, ma quando ha criticato il bilancio nazionale della federazione, perché ne avrebbe individuato irregolarità, il consiglio di disciplina lo ha condannato a due anni di sospensione.

Fanini ha fatto ricorso alla Commissione d'appello, ottenendo una riduzione della pena a 8 mesi di sospensione da qualsiasi attività sportiva e sociale. Il 6 luglio 2014 si concludeva quindi la sospensione e Fanini chiedeva di rientrare nella federazione, ma il nuovo segretario generale lo ha impedito.

«Ho scoperto, consultando l'elenco del programma gestionale della Uits, di essere stato allontanato dalla federazione fino a novembre 2015, ma non so per quale motivo», racconta Fanini, che ha anche scritto a Giovanni Malagò, divenuto nel frattempo presidente del Coni, per chiedere un suo intervento. Malagò ha risposto con un'email dicendo di non avere alcun potere, perché le federazioni operano in autonomia, aggiungendo: «Ad ogni modo, tengo a rappresentarle che, animato dall’esigenza di risolvere le non poche criticità che sin dal mio insediamento ho riscontrato nell’ambito dei vari sistemi di giustizia federale, ho fortemente voluto e realizzato la riforma della giustizia sportiva. Uno dei capisaldi della riforma sarà costituito proprio dalla Procura Generale dello Sport, che entrerà in vigore a tutti gli effetti entro il prossimo mese di ottobre e che avrà il compito di vigilare sulle procure federali e di cooperare con le stesse, al fine di evitare il prodursi di situazioni spiacevoli e di non solare chiarezza».

Greta Cicolari, giocatrice di beach volley, ha definito persino "mafiosa" la gestione della Federazione di pallavolo, che le ha inflitto 2 sospensioni, per un totale di 13 mesi, per aver parlato male del suo allenatore e aver associato la Federazione alla mafia. Anche in questo caso Giovanni Malagò ha espresso il proprio rammarico per non poter intervenire in sua difesa, ma ha colto l'occasione per ricordare che grazie alla sua riforma della giustizia sportiva abusi come questi saranno evitati.[4]


Fonti

http://it.wikipedia.org/wiki/Comitato_Olimpico_Nazionale_Italiano

http://www.coni.it/it/coni.html

http://www.coni.it/it/coni/amministrazione-trasparente.html

http://www.linkiesta.it/coni-tagli-calcio

http://www.ansa.it/sito/notizie/sport/calcio/2014/10/28/malago-nuovi-parametri-per-i-contributi_ab7d616f-998a-48f0-852d-b7ae8f89fb75.html

http://espresso.repubblica.it/inchieste/2014/08/12/news/carlo-tavecchio-e-solo-la-punta-dell-iceberg-oltre-al-calcio-lo-sport-travolto-dagli-scandali-1.176883

http://www.calciomercato.com/news/gli-sprechi-dello-sport-su-428-milioni-pubblici-solo-5-per-i-gio-583320

http://www.lanotiziagiornale.it/uno-scrigno-pieno-di-tesori-immobili-e-partecipazioni-ecco-il-braccio-doro-del-coni/

http://ricerca.repubblica.it/repubblica/archivio/repubblica/2012/10/11/gli-sprechi-dello-sport-su-428-milioni.html

http://www.affaritaliani.it/sport/conte-allenatore-nazionale140814.html