Comune di Roma: indebitamento e disavanzo strutturale annuo

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Versione del 8 mag 2014 alle 06:38 di Vjandrea (Discussione | contributi)

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Disavanzo strutturale annuo


Secondo uno studio di Ernst&Young «Roma Capitale» ha un disavanzo strutturale pari a 1,2 miliardi annui. Le cause sono riconducibili prevalentemente alla gestione delle società controllate. Oltre cinquanta quelle collegate ad Acea (energia e acqua), Ama (rifiuti) e Atac (trasporti):tre gruppi che raggiungono circa 31.338 dipendenti, ovvero l’85 per cento del personale di tutte le partecipate comunali, che si aggira intorno alle 37 mila unità, circa diecimila in più, è stato fatto notare dalla stampa, rispetto ai 26.800 dipendenti degli stabilimenti Fiat in Italia (senza includere i 25 mila dipendenti diretti dell’amministrazione comunale).


Atac


Il caso dell'Atac è uno dei più rilevanti per comprendere il dissesto finanziario del Comune di Roma.

Nel 2009 in Atac si assiste ad un operazione di assunzioni di massa, secondo meccanismi clientelari che hanno riguardato anche l’inchiesta “Parentopoli”, che compromettono in modo determinante i bilanci già in passivo di ATAC. I dipendenti dell’azienda salgono a 12.957 unità (nel 2008 erano 1.663) e l’indebitamento netto passa da 173.963.786 euro del 2008 a 345.461.884 euro. I costi del personale nel 2009 aumentano fino a 576.598.178 milioni di euro, oltre 52.000 euro a persona: 18.000 euro in più del costo medio di un dipendente statale. Il bilancio chiude con un rosso di oltre 91 milioni, ma il dato più preoccupante è l'entità dei buchi di bilancio accumulati negli anni precedenti, 610 milioni di euro, che la società non decide di coprire subito ma si impegna a ripianare in un secondo momento. Il Bilancio di esercizio 2010 si chiude con una perdita di 319,1 milioni di euro, che unitamente con quelle rinviate a nuovo nel 2009, eccedono tutte le riserve presenti pari a 699,1 milioni di euro e abbattono il capitale sociale di 300,5 milioni di euro. Nel 2011 si registra un lieve miglioramento, con una perdita di 179,2 milioni di euro. Nel 2012 il debito supera gli 1,6 miliardi di euro, + 57 milioni rispetto al 2011, si registra un calo delle perdite di 22,5 milioni (156,7 milioni ), la mancata vendita di beni immobili prevista nell' esercizio 2012 equivale però a una perdita di possibili introiti per 43 milioni di euro, infine si registra un dimezzamento della liquidità: le disponibilità passano da 59,4 a 31,9 milioni di euro. Al 2013 è allarmante la somma negativa del margine operativo lordo che l’azienda ha accumulato nei quattro anni precedenti, pari a 676 milioni di euro. Cifra che incide direttamente sulla pressione fiscale sui cittadini.

E' la fiscalità la principale fonte di finanziamento dell'azienda, i cui ricavi derivano solo per il 23,8% da biglietti e abbonamenti: nel periodo 2009 -2013 i contributi pubblici al trasporto locale di Roma sono stati pari a 2,978 miliardi di euro. L'aumento del costo del carburante, cresciuto dal 3,9% del 2009 al 5,6% del 2012, ha inciso per poco più di un ventesimo dei costi totali sostenuti dall'azienda, mentre il principale fattore causale dei problemi finanziari dell'azienda è il costo del personale: 550 milioni nel 2012, di cui 14 milioni per la dirigenza (82 unità). Gli introiti provenienti da biglietti e abbonamenti coprono infatti solo il 45% dei soli costi dei dipendenti, 12 mila, e l'organizzazione inefficiente del lavoro e il sovradimensionamento dell'organico risultano così l'origine della scarsa produttività e dell'incapacità di perseguire il rigore finanziario.


Farmacie comunali


Le farmacie comunali di Roma rappresentano un raro caso di attività in perdita per questo tipo di esercizio commerciale. Il Campidoglio ha già stanziato 15 milioni di euro per colmare le perdite pregresse, ma per rimetterle in sesto sono stati previsti come necessari 20 milioni ulteriori. Gli analisti di Ernst&Young hanno scoperto uno scostamento di 7,3 milioni nell’attivo rispetto ai dati scritti nel bilancio 2011. Di quasi tre milioni è la sola differenza fra le «rimanenze di magazzino» contabilizzate e quelle accertate: 9,1 milioni contro 6,2.


Debiti


I primi «buffi», come vengono chiamati i debiti a Roma, hanno una storia di almeno 50 anni. Ci sono cause, ancora pendenti, per gli espropri del villaggio olimpico di Roma 60, e una lunga serie di contenziosi aperti dai proprietari privati nei confronti del Comune che parte dal Piano regolatore degli anni ‘60, dagli espropri dei due decenni successivi, dalle sentenze dei tribunali e dalle nuove norme europee che hanno imposto indennizzi più elevati, per una voce che in media pesa per 40-50 milioni di euro all’anno, con punte anche di 100 milioni.

Dopo un primo rischio di default nel 2008, al 2014 la situazione è tornata ugualmente critica.

L'agenzia di rating Fitch ha certificato: «Dal 2008 il Comune di Roma ha generato nuovo debito», oltre a quelli pregressi che già gravavano sul bilancio comunale. I "nuovi" debiti ammonterebbero a circa un miliardo di euro: 137 milioni nel 2009, 122 nel 2010, 313 nel 2011, 255 nel 2012, 250 nel 2013, se non si considerano ulteriori 600 milioni "deviati" alla gestione commissariale che avrebbe dovuto rappresentare un rimedio e un sostegno per il riequilibrio del bilancio. Tuttavia non è migliorata ma si ripete nella sua criticità. Il debito di Roma tra il 1999 ed il 2005 è salito da 5,7 a 6,9 miliardi di euro. Al momento dell'insediamento del sindaco Gianni Alemanno il caso esplose perché la situazione, in parallelo coi tagli dei trasferimenti statali e la crisi finanziaria della Regione Lazio, speculare a quella romana, divenne insostenibile: si parlò di 9 miliardi, poi di 10, presto diventati 12,5 e iniziò così a diffondersi la consapevolezza anche nel dibattito pubblico del "rischio dissesto". L'ex sindaco Alemanno, oltre ai debiti pregressi, compresi i maxi-mutui per le nuove metropolitane, dovette contabilizzare i mancati trasferimenti da parte delle Regione e molti debiti fuori bilancio, Ici non riscossa e multe non pagate. Grazie all’appoggio del governo dello stesso segno politico guidato da Silvio Berlusconi si verifica per la prima volta in Italia, l'introduzione di una legge (Dl 112/2008) per sanare il debito pregresso del Comune, che calcolando anche gli interessi raggiungeva nel 2008, data del primo salvataggio, i 20 miliardi di euro. Per colmarlo ai cittadini romani è stata imposta una addizionale Irpef dello 0,4% oltre ad una sovrattassa di un euro per gli imbarchi a Fiumicino.


Decreto "Salva-Roma", 28 febbraio 2014


Il 28 febbraio è stato varato dal neo-governo Renzi il cosiddetto decreto “salva Roma” o "salva-Roma tris", in quanto approvato al terzo tentativo, già respinto dal Presidente della Repubblica prima e dal Ministro dei rapporti con il Parlamento Maria Elena Boschi poi. Il decreto faceva parte di un più ampio pacchetto di provvedimenti ,il cosiddetto “milleproroghe” tradizionalmente finalizzato a rimandare delle scadenze all'anno successivo per agevolare amministrazioni in caso di oggettive difficoltà. Il Comune di Roma, in passivo di oltre 800 milioni di euro, con il decreto Salva Roma, ha infatti ottenuto di scaricare circa 400 milioni di euro sulla gestione commissariale.


Dichiarazioni del sindaco


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L'iniziale bocciatura del decreto da parte del governo Renzi, insediatosi il 22 febbraio 2014, ha innescato una polemica con il sindaco di Roma Ignazio Marino che ha minacciato il blocco della città in protesta della decisione governativa: «Io da domenica blocco la città. Quindi le persone dovranno attrezzarsi, fortunati i politici che hanno le auto blu, loro potranno continuare a girare, i romani no». «Per marzo - ha sottolineato il sindaco - non ci saranno i soldi per i 25mila dipendenti del Comune, per il gasolio dei bus, per tenere aperti gli asili nido o per raccogliere i rifiuti. E neanche per organizzare la santificazione dei due Papi, un evento di portata planetaria». Il neo-premier Matteo Renzi ha risposto confermando l'approvazione del decreto per il venerdì successivo all'interno di una misura dedicata gli enti locali, ma ha replicato che i toni minacciosi assunti dal sindaco di Roma sono stati "incomprensibili".


Fonti

http://roma.corriere.it/roma/notizie/cronaca/13_ottobre_07/campidoglio-bilancio-crack-debiti-commissario-poi-via-tagli-dismissioni-987a327c-2f16-11e3-bfe9-e2443a6320c1.shtml

http://www.lastampa.it/2014/02/28/italia/politica/un-disavanzo-strutturale-da-milioni-al-mese-e-debiti-vecchi-di-anni-uzCEHQ5E6oWFjs8EQlmD8K/pagina.html

http://roma.corriere.it/roma/notizie/cronaca/13_ottobre_07/campidoglio-bilancio-crack-debiti-commissario-poi-via-tagli-dismissioni-987a327c-2f16-11e3-bfe9-e2443a6320c1.shtml

http://news.panorama.it/politica/decreto-salva-roma

http://www.leoniblog.it/2014/02/27/salvaroma-la-capitale-non-diventi-la-grande-mantenuta/

http://www.ilfattoquotidiano.it/2013/12/29/comune-di-roma-vicino-al-collasso-buco-da-85-miliardi-di-euro/826381/

http://www.liberoquotidiano.it/news/roma/1255137/Roma--grazie-ai-debiti-della-sinistra-il-Comune-finira-i-soldi-nel-2017.html

http://www.ilsole24ore.com/art/notizie/2013-09-28/comune-roma-appello-marino-172255.shtml?uuid=AbVuUVeI

http://it.ibtimes.com/articles/63214/20140228/comuni-debito-roma-napoli-reggio-calabria-buco-bilancio.htm