Comune di Roma - Patrimonio Immobiliare: Caso "Affittopoli"

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Versione del 3 feb 2016 alle 15:28 di Giacomo Reali (Discussione | contributi)

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Comune di Roma - Patrimonio Immobiliare: Caso "Affittopoli"

La scoperta della lista segreta: il caso "affittopoli"

Il patrimonio ad uso abitativo di Roma Capitale conta quasi mille alloggi. Scorrendo la lista dei beni immobili gestiti dal Comune fornita dalla Romeo Gestioni s.r.l (la società incaricata di gestire il patrimonio immobiliare della capitale fino al 2015) si trovano centinaia di canoni a prezzi irrisori fuori mercato: più di duecento proprietà nel centro di Roma affittate a meno di 100 euro al mese, ventisei delle quali concesse ad esercenti, associazioni, partiti politici, ambasciate, università ed enti pubblici e religiosi a meno di due euro al mese.

Il caso è divenuto pubblico con il nome di "affittopoli" a seguito di un'iniziativa del Consigliere Comunale Alessandro Onorato che ha ottenuto una prima lista rivolgendosi ai carabinieri dopo l'inziale rifiuto di fornirgliela da parte dell'amministrazione. [1]

Eppure l'anagrafe del patrimonio immobiliare sarebbe dovuta essere pubblica e online per legge (relativa all'"Amministrazione Trasparente") ed anche una volta resa pubblica viene ritenuta incompleta e omette i canoni d'affitto di numerose abitazioni. La situazione è riemersa a gennaio 2016 dalla verifica del patrimonio immobiliare del Comune di Roma ordinata dal Commissario straordinario Tronca.

L'elenco inizialmente fornito risultava incompleto, non fornendo per numerosi immobili il canone di affitto e omettendo del tutto gli immobili dati in concessione. Tra questi, scovati in un servizio delle Iene, vi è per esempio un'associazione - Image Onlus - della quale l'ex sindaco Ignazio Marino è stato presidente.

Ma non è l'unica connessione politica emersa: tra gli immobili in concessione ci sono sei sedi di circoli di partito: due di Sinistra Ecologia e Libertà e quattro ai circoli del Partito Democratico.


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Costo-opportunità

Per affittare uffici e appartamenti destinati ad uso abitativo e gestire il patrimonio immobiliare di proprietà comunale, il Campidoglio spende 138,9 milioni di euro (2014): incassando 27,1 milioni di canoni per i propri beni affittati ai privati, con una perdita secca di 111,8 milioni l’anno. Quaranta euro all'anno per ogni cittadino, un miliardo negli ultimi dieci anni.

I 27,1 milioni sono il rendimento di 43.053 beni immobili, il che significa che ognuno frutta al Comune in media 52 euro e 46 centesimi al mese.

Nei 138,9 milioni di spesa sono compresi i cinque destinati alla manutenzione degli ascensori e i nove che incassava la società Romeo per altre manutenzioni e gestioni amministrative tramite due diversi contratti, uno dei quali è cessato nel 2015. I conti non includono i non trascurabile milioni spesi per le bollette dell’acqua e l’Imu seconda casa che il Campidoglio paga per sue diverse proprietà in centri extracomunali come Albano Laziale o Guidonia, stimati in sei milioni l’anno.

Per le 4.801 abitazioni affittate dai privati, 1.042 dei quali riconducibili ad Angiola Armellini, il Campidoglio paga 21 milioni 349.652 euro. Mediamente, 370 euro e 57 centesimi al mese per ciascuna di esse: sette volte quello che incassa per i propri appartamenti.


Casi più eclatanti

All'origine della netta perdita tra spesa e rendita dagli immobili di proprietà vi è una gestione inefficiente resa tale da numerosi casi di immobili di fatto lasciati quasi a costo zero a inquilini che ccapita subaffittino il bene a prezzo di mercato oppure persino lo vendono pur non essendo di loro proprietà lasciando l'alloggio a nuovi occupanti, i quali rimangono indisturbati senza alcun controllo, in alcuni casi "ereditando" il bene di generazione in generazione.

È il caso di un appartamento in via dei Chiaramonti, quartiere Corviale meglio noto come zona "Serpentone", ingresso indipendente, piano terra, zona tranquilla, servita da mezzi pubblici e negozi. Prezzo: 5 centesimi al mese. L'inviato di una video-inchiesta del Corriere della Sera [2] si è recato presso l'abitazione per incontrare gli inquilini dai quali ha avuto conferma: un signore di 65 anni, imbianchino in pensione, che rappresenta la terza generazione che occupa quell’appartamento, dopo qualche resistenza ha raccontato la storia dell'immobile, analoga a molti altri.

«Sì, è vero, il canone è quello. O meglio: lo era». Gliel’hanno aumentato? «No, no, anzi. Sono alcuni anni ormai che il Comune ha rinunciato a riscuotere anche quei soldi. A un certo punto non ci ha più inviato i bollettini per il pagamento». Ma come è possibile che sia stato concordato un fitto così basso? «La storia risale alla fine degli anni ‘50. Il nonno di mia moglie ebbe in concessione questo immobile al prezzo di 900 lire, ed è anche l’ultimo importo pagato. Poi il Comune si è totalmente disinteressato del bene e non ha mai provveduto ad aggiornare il canone. Con il passaggio all’euro sono diventati sessanta centesimi».

Dalla morte del nonno della moglie, la sua famiglia occupa l’appartamento abusivamente senza averne titolo poiché non esiste nessun contratto di locazione firmato con il Comune. «E chi si muove da qui, sta scherzando? Ci abitiamo da tre generazioni, abbiamo fatto lavori di tasca nostra, l’abbiamo migliorato. Anzi, abbiamo chiesto di essere regolarizzati». L'inquilino ha allora accompagnato il giornalista a fare un giro nel quartiere indicandogli casa per casa tutti gli alloggi del Campidoglio che come nel suo caso non pagano l’affitto. «Vede quegli appartamenti di fronte? Non solo non pagano da anni ma hanno anche ampliato l’appartamento abusivamente. E non ci chiami abusivi: qui al Serpentone, il 70% degli inquilini non è quello che ha ricevuto la casa legittimamente dal Comune».

Stessa situazione in altri quartieri centrali di Roma: in via dei Coronari, al centro del percorso per la porta santa, il canone mensile è di 7,32 euro, mentre con soli 57 euro al mese in via Labicana la vista è sul Colosseo. Oppure di fronte al Foro Romano Palatino in via dei Fienili pagando 120 euro al mese.


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Anche associazioni, partiti politici, fondazioni ed enti religiosi usufruiscono di simili canoni irrisori. È il caso dell’ambasciata egiziana che per avere un ufficio culturale in un palazzo di via delle Terme di Traiano, sempre di proprietà del Campidoglio, paga 4,30 euro al mese. Un isolato più avanti c’è un fabbricato dato in concessione all’ex Movimento Sociale Italiano per 12,91 euro al mese. Eppure, poco più avanti il Ministero dell’Interno per una caserma dei vigili del fuoco in via Genova paga 452 mila euro all’anno.


Nell'elenco anche negozi

Il problema non riguarda soltanto le case. Roma ha 598 immobili non residenziali, tra i quali bene affidati secondo le stesse modalità viste sopra per immobili ad suo abitativo.

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L'affitto più basso lo paga un locale di via Giolitti 179 che ospita un supermarket di prodotti africani, costo del canone: 22 centesimi al mese". In questo caso il servizio delle Iene ha intervistato il titolare del negozio che era convinto di pagare l'affitto al proprietario del negozio. Proprio durante le riprese il commerciante ha compreso che si tratta invece di uno dei fortunati cittadini ai quali il Comune ha dato in concessione il bene, astutamente subaffittato a prezzo di mercato.

Non di molto superiore è l'affitto di "4,63 euro al mese" pagati da un ristorante di via del Circuito, in zona Castel Fusano e i "12,91 euro mensili" per una sede di partito in via delle Terme di Traiano 15.

L'affitto più costo della lista di quelli concessi in tale forma dal Comune è quello pagato da un ristorante in via Celsa 4, a pochi passi da piazza Venezia: "653,71 euro", meno generoso in questo caso ma comunque altamente al si sotto del prezzo di mercato. [3]

Come è stato possibile che una simile situazione si sia venuta a creare nella capitale?

La "legge fantasma"

Emerso il caso (ad inizio 2015) il Comune argomentava l’esistenza di una legge, non meglio identificata.

Un'inchiesta del Corriere della Sera [4] cerca di ricostruire il contesto normativo. Nel 1996 una delibera comunale regola un incremento degli affitti. Due anni dopo sopraggiunge una legge (n. 431) che la abroga e stabilisce due tipi di contratto possibili: a forma «libera» (con una contrattazione diretta tra inquilini e proprietari) e a forma «protetta» (con una contrattazione tra proprietari e sindacati). L’Amministrazione iopta inizialmente per la prima ma dopo dissensi interni sceglie la forma «protetta». Si arriva così al 2004: si trova un accordo con il sindacato, ma manca l’«accordo integrativo» per dare attuazione alla legge 431. Per sottoscrivere il quale il Comune impiega dieci anni, durante i quali i sindacati stimano che le perdite per il Comune dovute al mancato accordo ammontino a circa 50mila euro al mese.

«Nel 2004 eravamo pronti a firmarlo ma la dottoressa Zambrini del Comune di Roma si rifiutò di sottoscriverlo perché ritenne gli aumenti troppo esigui» ricorda Guido Lanciano, segretario romano dell’Unione Inquilini. Solo nel 2014 arriva la firma per l’integrazione che prevede nuovi parametri economici basati sui redditi (ad esempio, per la zona Centro si va dai 10 ai 22 euro al mq, salvo agevolazioni).

Il problema non è però finito qui: «Dal giorno dell’accordo (2014) solo in queste settimane (gennaio 2016) stanno arrivando le lettere per chiedere i redditi degli inquilini - precisa Lanciano - Dopodiché il Campidoglio dovrà verificarli con l’Agenzia delle Entrate per poi verificare se l’inquilino intende restare o andare via».

Anche sui 600 immobili che il Comune ha dichiarato avrebbe messo all'asta entro l'estate del 2015 non vi sono notizie [5].

Fonti

http://www.iltempo.it/cronache/2015/02/10/affittopoli-ecco-l-elenco-choc-delle-case-d-oro-del-comune-di-roma-1.1376357

http://www.iltempo.it/roma-capitale/cronaca/2015/02/20/locali-a-5-centesimi-al-mese-ecco-lo-scandalo-infinito-1.1380694

http://video.corriere.it/roma-cinque-centesimi-mese-una-casa/99848ddc-c467-11e5-8e0c-7baf441d5d56

http://www.blitzquotidiano.it/rassegna-stampa/comune-roma-case-a-5-cent-al-mese-e-70-inquilini-in-nero-2370628/

http://www.romatoday.it/politica/immobili-comunali-affitti-bassi.html

http://www.iene.mediaset.it/puntate/2015/03/05/roma-concesso-dal-comune-a-0-22-cent-di-euro_9281.shtml

http://www.dagospia.com/rubrica-3/politica/svendopoli-sotto-cupolone-marchini-attack-comune-roma-94580.htm

http://www.ilgiornale.it/news/politica/affittopoli-ecco-inquilini-e-otto-su-10-sono-pure-abusivi-1093429.html