Parlamento - Spesa per "Carta, cancelleria e materiali di consumo d'ufficio"

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Versione del 17 ago 2015 alle 00:09 di Giacomo Reali (Discussione | contributi)

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Ogni anno spesi oltre 7 milioni di euro in carta

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La spesa parlamentare annua per "Carta, cancelleria e materiali di consumo d'ufficio" supera i 7 milioni di euro, che comprendono 388 mila euro per vari tipi di carta e per materiali di cancelleria, 30mila euro solo per consulenze su come stampare o rilegare i documenti, 600mila euro di spese postali, etc. Ma la voce di spesa più consistente e sorprendente è relativa "servizi di stampa degli atti parlamentari" per i quali vengono spesi 7 milioni e 800mila euro.

Eppure, per facilitare l’uso di documenti in formato digitale e ridurre le copie cartacee, il parlamento ha messo a disposizione di senatori e deputati un fondo per l’acquisto di tablet, computer e altre attrezzature informatiche: 2.500 euro a legislatura per ogni deputato, 4.000 euro per i senatori, in totale 2,7 milioni di euro. [1]


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La fornitura di carta è calcolata per 24mila fogli all'anno a deputato/senatore. Una volta al mese il commesso addetto al servizio bussa consegna ad ogni parlamentare e duemila fogli di carta intestata "Camera" (con relativa busta), quindi 24 mila in un anno. Vengono inoltre consegnate anche sei gomme ogni tre mesi (tre da biro, tre da matita), ovvero una ogni 15 giorni, insieme a 10 dvd e 20 cd quali supporti per la trasmissione di materiale informatico. La dotazione per agevolare l'attività parlamentare degli onorevoli comprende anche mille fogli di carta bianca l'anno ad uso fotocopie.

Eccessi evidenti anche nella fornitura di colla: un chilo di coccoina all'anno per ogni deputato. "Ma vi pare che ognuno di noi debba avere ancora in dotazione un chilo e mezzo di colla all'anno? Che ce ne facciamo della colla liquida?" È il pidiellino Gregorio Fontana ad aprire il dossier delle spese "anacronistiche" del parlamento totalmente sconnesse dalle abitudini digitali diffuse, seppur a rilento vista l'età media, anche tra i parlamentari: "Io e la mia segreteria l'accatastiamo, mai utilizzata" rincara Pippo Fallica (Grande Sud). Di contro, denuncia Fontana, "Non ci sono postazioni wi-fi, che ormai esistono pure a Villa Borghese, e i telefonini spesso sono schermati".


Tipografia

La stampa degli atti parlamentari è affidata dalla Camera dei Deputati agli Stabilimenti Tipografici Carlo Colombo. Nel 2013 la Tipografia Colombo ha ricevuto per tale servizio 5 milioni 139 mila euro a cui si sono sommati altri 2 milioni 700 mila euro per il servizio di digitalizzazione degli stessi documenti. Complessivamente, dunque, la tipografia Colombo riceve ogni anno dalla Camera 7 milioni 800 mila euro.[2]

Presso la Camera qualsiasi atto parlamentare, ordine del giorno, emendamento, ddl, interrogazione o interpellanza viene stampato su carta, nonostante in gran parte non vengano utilizzati effettivamente.

Il risultato è uno spreco economico ed anche ambientale evitabile. Dossier e relazioni, impilate in voluminosi torri, giacciono spesso inutilizzati sui tavoli delle commissioni.


Spesa per giornali e riviste

Ottantottomila seicento euro: tanto ha spende annualmente la Camera dei Deputati per acquistare giornali e riviste per il collegio dei questori. Non così sorprendente se non fosse che il collegio è composto da tre persone: Stefano Dambruoso di Scelta Civica, Paolo Fontanelli del Partito Democratico e Gregorio Fontana di Forza Italia. Sono 29.500 euro ciascuno ogni anno, ovvero 82 euro al giorno, solo in quotidiani e periodici.

La cifra è nota ai tre questori in quanto che sono loro stessi ad elaborare il bilancio della Camera e responsabili del controllo di eventuali sprechi.

Non è considerata tale neanche la spesa che la Camera sostiene ogni anno per le letture dei parlamentari. A carico dei contribuenti ci sono infatti anche i quotidiani e le riviste che finiscono tutti i giorni sulle scrivanie dei deputati per un costo di 165 mila euro.

A cosa servono, dunque, i tablet forniti ai parlamentari?

"Digitalizzazione"

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Nel 2006 il parlamento ha messo a disposizione di senatori e deputati un fondo per l’acquisto di tablet, computer e altre attrezzature informatiche: 2.500 euro a legislatura per ogni deputato, 4.000 euro per i senatori, per un totale di 2,7 milioni di euro. Agevolazione confermata nelle legislature successive.

Se è vero che il lavoro parlamentare a volte rende inevitabile l’uso della carta, specie durante l’esame degli emendamenti e le votazioni, è pure vero che vero dossier e relazioni, impilate in si accumulano rimanendo intatte sui tavoli delle commissioni. Sarebbe dunque preferibile un sistema di stampa “on demand”? Oppure direttamente la diffusione delle copie elettroniche per tutti quei casi che lo consentirebbero già?


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Spese postali

Seicentomila euro per i soli francobolli nonostante servizi mail e posta elettronica certificata siano accessibili da molto tempo, rendono le spese postali un ulteriore voce di spreco. Gran parte dei documenti da questo ramo del Parlamento vengono spedite ad altre amministrazioni dello Stato, che quindi dovrebbero essere collegate in modo online in modo agevole. Eppure, scorrendo le voci anacronistiche ci si imbatte anche nei 50 mila euro per "spedizioni".


Al macero la carta intestata in modo "maschilista"

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Dopo i quattro milioni per il restyling del sito della Camera e dopo la seduta straordinaria sul femminicidio (costata secondo il Movimento 5 Stelle circa 200mila euro), una decisione della Presidente della Camera, Laura Boldrini, è stata nuovamente al centro di una polemica, sollevata dal quotidiano Libero per segnalare un caso di spreco di carta presso la camera che sarebbe stato causato proprio da un "capriccio linguistico".

La Presidente Boldrini ha effettivamente chiesto che i documenti stampati e intestati a "Il Presidente della Camera dei Deputati" venissero sostituito correggendo l'articolo maschile con quello femminile.

Laura Boldrini ricusa però le accuse, spostando in realtà l'attenzione sui risparmi ottenuti su altre spese, come quella ridotta per l'acquisto di carta di 50 milioni all’anno. Analizzando i registri di spesa della Camera, è rilevabile un risparmio complessivo più rilevante grazie all’integrazione dei servizi informatici nell’aula, grazie al quale sono stati risparmiati circa 500 mila euro l’anno. Anche la rassegna stampa quotidiana, prevista in precedenza, è stata limitata passando dai soli giorni in cui si votava all’abolizione totale, attualmente in vigore. Per effetto della dematerializzazione degli atti, la spesa per la relativa fruizione (stampa/copia elettronica) è in calo del 20%.

Il caso dei 510mila emendamenti

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L’8 settembre 2015 è previsto che il testo del DDl n. 1429 (che riforma il Senato abolendo il bicameralismo perfetto) torni in commissione Affari Costituzionali e per l'occasione il Senatore Roberto Calderoli ha promesso: “La seppelliremo sotto il peso di oltre 500mila emendamenti”, annunciando in seguito di averne preparati per l’aula altri 6,5 milioni.

Degli emendamenti presentati a luglio 2015 la Lega Nord, partito di appartenenza di Calderoli, è autrice da sola del 99,3 %: 510.293 emendamenti su 513.450. Il senatore ha minacciato il "crollo della riforma sotto una montagna di carta" : “Gli emendamenti devono essere stampati e una copia deve essere consegnata a ciascun senatore – spiega in un'intervista a Repubblica – Non scherzo, lo dice il regolamento. Volevano il bicameralismo paritario, e invece rischiano di far crollare Palazzo Madama”.


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Secondo i dati raccolti dall’Ansa in Senato, infatti, le proposte di modifica sono state raccolte in 100 tomi, ciascuno di 1.000 pagine: 100 mila pagine in tutto che – in soldi – fa un per copia (ognuna composta da 100 tomi) di circa 2.900 euro. Se alla fine venissero stampate le 321 copie per senatore – ognuno degli eletti ha il diritto di chiederla – il costo complessivo dell’operazione ammonterebbe a 930.900 euro, quasi un milione di euro. Sono stati stimati anche il peso, in kg, dell'operazione: considerando che ogni tomo di 1.000 pagine pesa in media 2,5 kg il carico per senatore sarebbe di due quintali e mezzo. ll peso totale delle copie stampandone una per ciascuno dei 321 senatori supererebbe le 80 tonnellate. Si tratterebbe di un record che andrebbe oltre persino l’Italicum quando il peso degli emendamenti si avvicinò alle 7 tonnellate (6.900 kg).

Lo spreco, nel caso della riforma del Senato, potrebbe in parte essere sventato, in quanto dopo le iniziali minacce il senatore Calderoli ha deciso di mostrare alla stampa degli scatoloni vuoti :"questa volta c'è l'autorizzazione a presentarli in via informatica". Si tratta di 12 cd. "Niente spreco di carta", proseguito ma "una bomba atomica sul cammino delle riforme".

Agli emendamenti firmati dalla Lega Nord ne sono comunque seguiti ulteriori da parte di altri gruppi parlamentari 1.075 di Forza Italia, 1.043 di Sinistra Ecologia e Libertà, 259 da parte di “Fare”, 215 da Autonomie, 194 di M5S, in prevalenza volti a chiedere di ristabilire l’elettività del Senato e bilanciare i poteri tra governo e Parlamento.

Fonti

http://www.stopcensura.com/2014/02/gli-sprechi-folli-del-parlamento-dai-5.html

http://www.wallstreetitalia.com/article/1665950/politica/sprechi-nel-21esimo-secolo-parlamentari-spendono-7-milioni-in-carta.aspx

http://www.repubblica.it/politica/2012/03/30/news/spese_pazze_camera-32436744/

http://www.ilgiornale.it/news/interni/boldrini-rif-look-cancelleria-944880.html

http://espresso.repubblica.it/palazzo/2013/11/07/news/casta-il-nuovo-spreco-e-nella-carta-ma-non-avevano-tutti-l-ipad-1.140394

http://www.termometropolitico.it/82099_camera-dei-deputati-sprechi-carta-8-milioni-allanno.html

http://www.ilfattoquotidiano.it/2015/08/08/senato-uno-nessuno-e-500mila-emendamenti-la-folle-gara-per-impallinare-la-riforma/1944743/

http://www.ansa.it/sito/notizie/politica/2015/08/05/lega-presenta-510mila-emendamenti_62c63069-f73e-479d-8800-e6b7f8eb1201.html

http://www.nextquotidiano.it/il-milione-di-euro-che-ci-costano-gli-emendamenti-di-calderoli/