Pista Ciclabile di Napoli

Da WikiSpesa.
Share/Save/Bookmark
Versione del 19 ott 2014 alle 23:56 di Giacomo Reali (Discussione | contributi)

(diff) ← Versione meno recente | Versione attuale (diff) | Versione più recente → (diff)

La pista

Pistanapoli1.png

La pista ciclabile più lunga del Mezzogiorno, ma anche la più interrotta e sconnessa secondo le critiche e da come si presenta effettivamente dalle immagini dei tanti ciclisti e reporter che hanno voluto denunciarne la pericolosità.

20 km da Bagnoli al centro di Napoli, un grande studio urbanistico, che però si è scontrato, quasi nel vero senso della parola se si guardano i video che seguono, con i mostri architettonici lasciati da Italia 90 e con il parcheggio selvaggio degli automobilisti napoletano che in molti punti la rendono ancor più interrotta e non percorribile.


Pistanapoli2.png


Il percorso, in gran parte realizzato con silicone arancione, non è rettilineo, ed oltre agli ostacoli creati dai i pontili di Italia 90 che impediscono il passaggio delle bici in viale Kennedy, la pista scorre su marciapiedi già ingombri di tombini, aiuole ed altri ostacoli di vario genere, persino pali nel mezzo della carreggiata.


Pistanapoli3.png Pistanapoli4.png Pistanapoli5.png Pistanapoli6.png


Alle critiche il Comune risponde che "dietro la pista c’è un profondo studio urbanistico", precisando che sono stati rimossi ostacoli abusivi, studiati i venti e gli indici di occupazione del suolo.

Tuttavia, i risultati ottenuti a fronte di una spesa di un milione e 200mila euro, risultano insoddisfacenti per garantire la sicurezza dei ciclisti prima che una pista decorosa dal punto di vista urbanistico.


Irregolarità

Pistanapoli7.png


In via Duchesca ed in alcune strade del centro storico di Napoli, gli addetti dell’Ufficio Viabilità Comunale hanno ridisegnato i circuiti delle piste ciclabili. “Il percorso ciclabile - denuncia però al riguardo il consigliere municipale Enrico Cella - per essere efficace dovrebbe prevedere piste in rete e non spezzoni isolati o scollegati; il traffico motorizzato dovrebbe essere escluso. Dette regole sono totalmente violate dagli Uffici Comunali”. “Al Comune evidentemente non importa se il manto stradale su cui insistono le piste presenta buche, dissesti, sprofondamenti, avvallamenti e se la strada è occupata perennemente da veicoli in sosta selvaggia e da merce in esposizione, o se addirittura come più volte rilevato finisce senza alcuna continuità, insomma, conclude Cella, “ci troviamo di fronte all’ennesimo atto di arroganza e di spreco di fondi pubblici da parte del Comune di Napoli che pur di giustificare una spesa assurda come da più parti riconosciuta continua a proseguire alla realizzazione di surreali piste ciclabili”.


L'inchiesta della Procura

Il 24 settembre 2014 la Procura ha chiesto il rinvio a giudizio di tre dirigenti del Comune e del titolare della ditta che ha creato la pista ciclabile in ragione di evidenti violazioni delle norme di sicurezza.

Sono stati quindi ipotizzati reati di omesso collocamento di segnali, di attentato alla sicurezza dei trasporti, falsità ideologica, ma anche di frode in pubbliche forniture e truffa.

Accuse per le quali, a vario titolo, la Procura chiede il processo a carico di Vincenzo Fusco, direttore dei lavori legati al progetto mobilità ciclistica dell'assessorato Ambiente; di Simona Fontana, funzionario comunale e collaudatore del progetto; di Luigi Ugramin, dirigente del servizio parchi del comune di Napoli; e a carico dell'imprenditore Umberto Ianniello, della Ianniello costruzioni, che ha realizzato i lavori dell'opera finita sotto inchiesta.


L'inaugurazione del sindaco De Magistris: da spot a beffa

Il sindaco Luigi De Magistris aveva fatto parlare di sé già dal giorno dell’inaugurazione, quando aveva voluto testare personalmente la nuova pista ciclabile napoletana per mostrare la realizzazione dell'opere promessa.

Accompagnato da altri ciclisti per realizzare il servizio, è stato fotografato visibilmente in difficoltà in punti effettivamente precari della pista, costretto a scendere dalla bicicletta e condurla a mano in una strettoia sotto una galleria.


Pistanapoli8.png


"Quello che doveva essere il simbolo del rilancio di Napoli, avvicinando questa città al modello europeo, è invece destinata ad essere l’ennesima opera insensata all’insegna dello spreco di denaro pubblico", denuncia Gianluca Capiraso su UrbanPost. "Oltre un milione di euro per realizzare un percorso ad ostacoli, un labirinto che non rispetta in nessun modo il prototipo di pista ciclabile, tra ostacoli mai rimossi, marciapiedi trasformati in una notte in un semplice passaggio per le biciclette e salute del cittadino in forte pericolo (tra lo smog della galleria da attraversare e alcuni interventi ancora da completare). Senza contare l’inciviltà di alcuni napoletani, che si evince chiaramente dal video che segue. Pubblicato per prendere in giro Luigi De Magistris, è in realtà uno specchio fedele di cosa è oggi Napoli, di cosa vorrebbero i cittadini e di come si comportano realmente nella vita di tutti i giorni."

Al link seguente è possibile visualizzare il video a cui fa riferimento la denuncia, una gag che scherza sulle disavventure in cui i ciclisti napoletani potrebbero imbattersi percorrendo la pista, per mostrarne di fatto le pericolosità:

https://www.youtube.com/watch?v=x0MBnGDKfg8 - action=share


Il caso delle "biciclettine" in centro storico e Chiaia

Pistanapoli9.png

Le biciclettine bianche fatte dipingere dal Comune nelle zone di Chiaia e Centro storico si sono cancellate poco dopo la loro realizzazione (al prezzo complessivo di 80mila euro) fino a quasi scomparire soli sei mesi dopo.

La segnaletica è effettivamente soggetta ad usura tuttavia a Chiaia e al centro antico la cancellazione dai basoli è dovuta ad un lavoro eseguito in modo non adeguato.

L'operazione aveva dapprima attirato ironie nei confronti dell'assessore alla Mobilità Anna Donati sull'opportunità di verniciare in successione ravvicinata le «formine» delle due ruote, anche sui marcipiedi. Quando poi si sono cancellate è diventato un caso che ha suscitato ancor più irrisioni e critiche.

I lavori sono stati eseguiti in autunno dalla ditta Ianniello sotto la direzione dell'architetto Enzo Fusco. Che però tiene a precisare: «Già a novembre contestammo all'azienda l'inopportunità di eseguire lavori di questo tipo in un periodo piovoso, e comunque umido. Infatti, soprattutto su basoli e sanpietrini le "biciclettine" non hanno retto».

Il Comune, pertanto, ha congelato il pagamento per i lavori messi in atto sulle strade non asfaltate. Così, «La ditta - spiega l'architetto - eseguirà di nuovo i lavori in primavera, quindi a breve, senza nuovi costi per le casse comunali: i soldi sono sempre quelli congelati in autunno a causa della nostra contestazione». [1]


Fonti

http://www.fanpage.it/passeggiata-in-bici-sulla-pista-di-de-magistris-tra-ostacoli-e-barriere-video/

https://www.youtube.com/watch?v=T0sV1Mbi0Fs

http://www.epressonline.net/notizie/ultime-notizie-napoli/2244-pista-ciclabile-a-napoli-perplessita-e-polemiche-sullavanzamento-dei-lavori.html

http://corrieredelmezzogiorno.corriere.it/napoli/notizie/cronaca/2013/8-aprile-2013/sprechi-biciclettine-ciclabile-quasi-scomparse-soli-sei-mesi-212540368860.shtml

http://www.ilmattino.it/NAPOLI/CRONACA/inchiesta-sulla-pista-ciclabile-a-napoli-chiesti-4-rinvii-a-giudizio/notizie/918094.shtml

http://www.ilmattino.it/napoli/pista_ciclabile/notizie/919407.shtml

http://urbanpost.it/napoli-nuova-pista-ciclabile-video-prende-in-giro-luigi-de-magistris

http://www.ansa.it/campania/notizie/2014/09/23/pista-ciclabile-napolichiesti-4-giudizi_d50ff6c6-6e30-4108-a5f7-c64fe7dedf4a.html