Società Partecipate - Sardegna

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L'indagine della Corte dei Conti: 352 Comuni nelle società partecipate

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Dei 377 comuni dell’isola solo 25 dichiarano di non avere creato società partecipate.

E' uno dei dati emersi dalla relazione e delibera della Corte dei conti (Deliberazione n. 1/2012/INPR del 16 gennaio 2012), documento con il quale i magistrati hanno evidenziato come negli anni le amministrazioni locali abbiano moltiplicato le società partecipate. Sono quindi cresciuti costi di gestione e del personale, che seppur non direttamente inclusi nei bilanci dei comuni, hanno inciso in modo sempre più rilevante sulla spesa pubblica locale, quindi sull'aumento degli oneri per i contribuenti.

Il numero di società di cui i Comuni detengono quote è tale da aver impedito una precisa quantificazione nonostante la richiesta della Corte dei conti, inoltre la gran parte delle amministrazioni comunali non hanno presentato i piani di dismissioni come sollecitato dagli stessi magistrati contabili.

La rete delle società pubbliche sarde è intricata con partecipazioni da parte dei Comuni in società attive nei settori disparati e di varie dimensioni. Vi è però una società di dimensioni superiori alle altre, partecipata da un gran numero di enti locali che è la Abbanoa, gestore dei servizi idrici, nota come un "gigante che affoga nei debiti": 794 milioni di indebitamento complessivo. [1].

Un caso rappresentativo invece delle operazioni che hanno moltiplicato il numero di partecipate di scarsa utilità ed elevata inefficienza riguarda le Stl, le società del Sistema Turistico Locale. Dovevano servire per "fare sistema", una prerogativa frequentemente citata per questo genere di società", tra i comuni e promuovere il turismo, ma si sono rivelate strutture molto costose con risultati intangibili.

Inizialmente promosse come "strategiche", si sono rilevate svantaggiose per i molti Comuni Sardi e soprattutto per i loro contribuenti anche le partecipazioni in società di beni e servizi difficilmente riconducibili a beni comuni di pubblica utilità: il Comune di Portoscuso aveva quote della Società tonnare sulcitane e di quella Tonnara di Su Pranu, che ha poi dismesso nel 2010; il Comune di Sassari possiede una parte della Società ippica sassarese ed anche quello di Cagliari ha una Società ippica; Cabras vuole liquidare la Mercato ittico srl; Tempio prevede di vendere le quote di maggioranza della società Carni Gallura, e sono molti altri i casi analoghi. Quest'ultimi sono alcuni dati riguardanti 54 centri, gli unici, su 377, che hanno presentato il documento richiesto dalla Corte dei conti con il programma per la cessione delle società municipalizzate. Dai numeri in possesso della Corte dei conti risultano 27 comuni che hanno società in house, 266 che possiedono quote minoritarie in società, 11 che hanno dichiarato di avere fondato una istituzione.


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La Corte dei conti ha enfatizzato quindi la necessità di conformare la situazione sarda alle norme disposte per dismissione di partecipazioni non funzionali al servizio pubblico: "il Legislatore risulta certamente fermo nella direzione di inibire o contenere la acquisizione/costituzione di nuove partecipazioni in organismi comunque denominati, né deve intendersi in senso contrario l’espressa abrogazione del comma 32 dell’art. 14 del D.L. 78/2010 (che conteneva stringenti obblighi di riduzione o liquidazione delle partecipazioni a carico degli enti locali, correlati a fasce demografiche di grandezza, entro termini prefissati), apportata dalla legge di stabilità per il 2014 (l. 147/2013, art. 1 comma 561) e la sopravvenuta incostituzionalità o abrogazione di alcune disposizioni di “spending review” (v. art. 4 e art. 9 D.L. 95/2012; v. sentenze Corte Cost. n. 229 e n. 236 del 2013 e l. 147/2013; art. 1 comma 562). Semmai, il quadro normativo potrebbe risultarne semplificato, restando confermato il canone fondamentale secondo cui non possono essere conservate o costituite società aventi per oggetto attività di produzione di beni e servizi non strettamente necessarie per il perseguimento delle proprie finalità istituzionali, né assumere o mantenere direttamente partecipazioni, anche di minoranza, in tali società (art. 3 comma 27 l. 244/2007), e, in ogni caso, l’assunzione di nuove e il mantenimento delle attuali devono essere autorizzati dal competente Consiglio comunale con motivata delibera sulla verificata sussistenza dei presupposti come sopra individuati (art. 3 comma 28 cit. l. 244/2007). Ne discende l’obbligo di dismettere quelle vietate entro termini prefissati, ora differiti al 31 dicembre 2014 (art. 3 comma 29 l. 244/2007 e art. 1 comma 569 l. 147/2013 come modificato dall’art. 2 comma 1 D.L. 16/2014)."


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Lo studio Cottarelli: le perdite nel 2013

Il Commissario alle Revisione della Spesa Pubblica Carlo Cottarelli, ingaggiato dal governo Letta nel 2013 e confermato dall'esecutivo Renzi nel 2014, ha reso pubblica un'indagine sulla situazione finanziaria delle società partecipate italiane, contestualizzate a livello regionale.

La situazione complessiva risulta critica ma offre quindi ampi margini di risparmio in caso di dismissioni: il piano di razionalizzazione elaborato dal commissario dovrebbe portare le municipalizzate da 8000 a 1000 in3-4 anni. Per il 2015 sarebbero 2000 le società che potrebbero essere già tagliate, con risparmi pari a circa 500 milioni di euro. Partecipate11.png

Il piano di dismissione non potrà che riguardare anche la Sardegna, dove le peggiori performance le ha fatte registrare la partecipata, Tecnocasic che eroga servizi idrico-ambientali nell'area industriale di Cagliari comprensiva di una trentina di comuni dell'hinterland del capoluogo. La società per azioni è controllata dal consorzio industriale di Cagliari e nel 2012 ha avuto perdite per 4 milioni e 638mila, pari a meno 454 %. Peggio in Italia tra le società partecipate hanno fatto solo la Gestione agroalimentare molisana di Campobasso, meno 691 per cento, e la Società per la trasformazione del territorio di Parma, meno 488 per cento.

Nell'isola, tra le partecipate con oltre un milione di euro di patrimonio segue la Sogeaal, la società che gestisce l'aeroporto di Alghero, che ha registrato perdite per oltre due milioni, pari a meno 61 per cento. Anche la Società ippica di Cagliari ha presentato un bilancio in rosso in doppia cifra (-16%) mentre Abbanoa, la più indebitata, nel 2012 è andata in rosso di oltre 14 milioni, pari a meno 15 per cento. Bilancio in rosso anche per Janna Scrl, che si occupa della gestione della rete telematica con fibre ottiche tra la Sardegna e la penisola (-10%).

Tra le società invece con un patrimonio che oscilla tra i 100mila euro e il milione, il record negativo - settimo a livello nazionale - è della Bonifiche sarde di Arborea, con perdite pari a un milione e 750mila euro, in termini percentuali meno 397. Seguono il Consorzio industriale Predda Niedda di Sassari (quasi un milione e 300mila euro di perdite, pari a -142 %) e la Spo srl della provincia di Oristano (-80 %). Presentano bilanci in rosso anche l’olbiese Gallura sviluppo (-49 %), il Laboratorio chimico merceologico di Elmas (-45%), il Consorzio per le biologie avanzate Biosistema di Sassari (-22%) e il Centro di competenza regionale Ict della Sardegna (-18%).

La lista stilata nel rapporto del commissario prosegue con le società con patrimonio compreso tra 10mila e 100mila euro, tra le quali La Forgea International di Cagliari, il centro di formazione nel settore geominerario si attesta a meno 68 per cento. A seguire i servizi portuali delle Marine oristanesi (-56 %), il Consorzio turistico Costa Sud di Cagliari (-54%), il Centro di competenza tecnologica su analisi e prevenzione del rischio ambientale (-43%), la Innovative Materials di Sestu (-43%), la Eco research di Cagliari (-27%), il Consorzio Cybersar di Cagliari (-16%) e il Consorzio del porto di Alghero (-13%).

Tra le società più piccole, infine, con patrimonio inferiore ai 10mila euro di patrimonio, la situazione di perdita più critica è quella della Cocis, il circuito dello spettacolo in Sardegna, a quota meno 119 per cento, mentre tra le partecipate con un patrimonio nullo o negativo il Consorzio della zona industriale di Macomer si trova al sesto posto a livello nazionale, con un rosso di oltre 5 milioni di euro, seguita dalla Romangia servizi srl di Sorso (meno 431mila euro) e l'associazione Enti locali per lo spettacolo di Cagliari (meno 28mila euro).


Il caso Abbanoa: debiti per quasi un miliardo di euro

La partecipata Abbanoa, gestore dei servizi idrici, presenta una grave situazione di dissesto finanziario con 794 milioni di euro di indebitamento complessivo.


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La partecipata Abbanoa, gestore dei servizi idrici, presenta una grave situazione di dissesto finanziario: 390 milioni di indebitamento suddiviso tra debiti verso le banche (106,63 mln) e verso i fornitori (283,77 mln), ma il totale dei debiti, comprese le spese per investimenti, ammonta raggiunge i 794,3 milioni di euro.

Il Bilancio 2012 della società aveva chiuso con una perdita di esercizio di 11,5 mln, ha emesso fatture per 220.343 milioni di euro (428 mln compresi allacci e altri consumi), mentre tra le maggiori voci di spesa spiccava l’acquisto dell’acqua grezza dall’Enas, la società che gestisce le dighe della Sardegna, con oltre 10,5 milioni di euro, l’energia elettrica per 41,5 mln (+5 mln rispetto al 2011) e il personale con 58,323 mln. Per le manutenzioni Abbanoa spende invece quasi 16,5 mln.

Nel 2012 sono stati scoperti inoltre diecimila "clienti fantasma", utenze fittizie che hanno attestato una gestione non solo inefficiente ma anche poco trasparente.

Proprio il caso sollevato dalla stampa locale ha indotto la dirigenza a dimostrare una maggiore trasparenza e un cambio di tendenza nella gestione finanziaria. Nel 2013 l'indebitamento è diminuito: i debiti verso le banche sono passati da 106,63 milioni nel 2012 a 94,02 milioni di euro nel 2013, verso i fornitori da 283,77 milioni a 272,8 milioni di euro. Si è così registrata una diminuzione di19,451 milioni di indebitamento mentre nel periodo tra il 2006 e il 2008 erano aumentati di 256,21 milioni, tra il 2009 e il 2010 di75,11 milioni, tra il 2011 e il 2012 di 52,29 milioni.

Situazione che rimane critica, ma che viene vista con ottimismo dall'amministratore unico uscente, Carlo Marconi (sostituito da Alessandro Ramazzotti) che ha spiegato che "oggi la società guarda al futuro con più tranquillità. Resta però da semplificare le procedure dei lavori e delle attività"[2].


I costi di gestione delle municipalizzate dei principali Comuni

- Comune di Cagliari

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Costi complessivi:

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- Comune di Sassari


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- Comune di Quartu Sant'Elena


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- Comune di Olbia


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- Comune di Alghero

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- Comune di Nuoro


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-Comune di Oristano


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Fonti

http://www.corteconti.it/export/sites/portalecdc/_documenti/controllo/sardegna/2014/delibera_25_2014_vsgf_e_relazione.pdf

http://lanuovasardegna.gelocal.it/regione/2014/09/01/news/soldi-pubblici-e-sprechi-la-black-list-delle-societa-sarde-1.9852802

http://lanuovasardegna.gelocal.it/regione/2014/05/10/news/societa-partecipate-dei-comuni-sardi-un-caos-mangiasoldi-1.9196215

http://www.sardegnaoggi.it/Economia_e_Lavoro/2014-08-27/26132/Le_societa_partecipate_sarde_nel_mirino_del_Governo_Perdite_milionarie_per_il_Tecnocasic.html

http://www.sardiniapost.it/cronaca/sardegna-partecipate-record-negativo-peggiori-tecnocasic-abbanoa/

http://lanuovasardegna.gelocal.it/regione/2014/09/02/news/a-rischio-130-partecipate-sarde-nell-isola-scatta-l-autodifesa-1.9858213

http://www.sardegnait.it/index.php?xsl=2075&s=36&v=9&c=11208&na=1&n=10&vs=1&nodesc=2

http://www.sardiniapost.it/cronaca/abbanoa-3/

http://www.corriere.it/politica/14_settembre_02/i-conti-cottarelli-2015-mezzo-miliardo-risparmi-partecipate-4e54d7a2-325c-11e4-8a37-758af3cd4875.shtml