Teatro Massimo di Palermo

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Versione del 8 mag 2014 alle 06:13 di Vjandrea (Discussione | contributi)

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Teatro massimo.jpg

Il Teatro Massimo Vittorio Emanuele di Palermo è il più grande edificio teatrale lirico d'Italia, e uno dei più grandi d'Europa (terzo in ordine di grandezza architettonica). Ambienti di rappresentanza, sale, gallerie e scale monumentali circondano il teatro vero e proprio, formando un complesso architettonico di grandiose proporzioni. (Teatro Massimo su Wikipedia)

La gestione del teatro è affidata all'omonima fondazione, il cui quadro dirigenziale, fino al dicembre 2012, è stato così composto:

  • Sovrintendente: Antonio Cognata
  • Direttore artistico: Lorenzo Mariani
  • Direttore Operativo: Francesco Surdi

Nel dicembre 2012 il ministro dei beni culturali ha disposto il commissariamento del teatro nominando commissario straordinario il prefetto Fabio Carapezza Guttuso.

La richiesta di commissariamento è arrivata dal sindaco Leoluca Orlando, che ha annunciato l'intenzione di adire vie legali nel caso in cui il ministro della Cultura Lorenzo Ornaghi non avesse adottato un provvedimento per risolvere la situazione di stallo del teatro, dove da mesi è guerra aperta tra le maestranze e il management, in primis il sovrintendente Antonio Cognata. "Come fa il ministero a non accorgersi delle condizioni, e dell'ingovernabilità di questo teatro sommerso da illegittimità e da un atteggiamento inaccettabile della direzione?" si chiede Orlando, e annuncia: "Se non avrò un riscontro positivo dal ministro, provvederò a inoltrare la documentazione alla Procura di Palermo perché accetti le responsabilità del ministero per mancato accertamento di illegittimità e i conseguenti provvedimenti"[1]

Il risultato di uno stallo che per l’ennesima volta colpisce una fondazione lirica (vedi la voce Maggio Musicale Fiorentino su questo portale) è uno spreco di soldi…pubblici per la maggior parte chiaramente:

I finanziamenti pubblici al Teatro Massimo di Palermo, attraverso il FUS, ammontano per il periodo 2007-2010 a 75.586.983,98 euro. [2] Il commissariamento di un ente sott’intende un periodo più o meno lungo di impossibilità di gestione dello stesso, dunque di estrema difficoltà nell’espletare le funzioni per le quali è preposto. La conseguenza è dunque uno stallo nella produttività (si tratti in questo caso di rappresentazioni liriche), a discapito della qualità e della quantità della cultura offerta al pubblico e, in seconda battuta, dei ricavi dell’ente stesso. La perdita di ricavi si ripercuoterà poi sul bilancio condizionando l’andamento futuro dell’attività dell’ente.

Come recita infatti un comunicato stampa del MiBAC: “Il commissariamento si è reso necessario in seguito alla prolungata paralisi dell’attività ordinaria dell’ente e all’impossibilità di gestire la fondazione attraverso gli organi di amministrazione preposti”. Leoluca Orlando (sindaco di Palermo, uscito vincitore dalle elezioni amministrative del 2012), impegnato sin dall’inizio del suo mandato a inviare continui solleciti agli organi ministeriali per vagliare l’operato del precedente CdA, ha espresso “grande soddisfazione per l'avvenuto riconoscimento della legittimità della richiesta avanzata con forza dall'Amministrazione e da me in qualità di Presidente dell'Ente”. E sul commissario Fabio Carapezza Guttuso – figlio adottivo del pittore Renato Guttuso – il sindaco ha affermato “di essere felice per una scelta caduta su persona di chiara competenza e professionalità, oltre che di grandi doti umane”.

Spento il ‘focolaio’ all’interno dell’istituzione, la scelta ministeriale ha fatto sì che se ne accendesse un altro all’esterno.

L’Associazione Nazionale Critici Musicali, riunitasi in assemblea plenaria a Milano il 5 dicembre - all’indomani della notizia e giorno precedente all’insediamento effettivo del commissario a Palermo - ha infatti ‘sollevato di scudi’ in solidarietà dell’ex-sovrintendente Cognata. Ricordando lo “stato di lodevole vivacità artistica e positiva gestione finanziaria” della fondazione sotto il precedente CdA, i Critici Musicali hanno espresso “incredulità” e “deplorazione” per la disposizione firmata dal Ministro. “Tale decisione, contro logica e prassi istituzionali, punisce ingiustamente la dirigenza di una Fondazione in regola con i conti, e riconosce di fatto al sindaco-presidente della Fondazione una discrezionalità poco conciliabile col suo ruolo previsto dalla legge di garante della continuità di buon governo dell’istituzione”, così i Critici Musicali hanno stigmatizzato l’azione ministeriale che ai loro occhi appare “politica e strumentale” e che “potrebbe costituire un pericoloso precedente”.[3]

Insomma lo stallo continua, e lo spreco dello Stato pure.