Teatro Regio di Parma

Da WikiSpesa.
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Il Teatro Regio di Parma (già "Nuovo Ducale Teatro") è il teatro lirico della città di Parma e considerato uno tra i più importanti teatri "di tradizione" in Italia grazie alla qualità dei suoi allestimenti, la notorietà dei cantanti e direttori d'orchestra che si sono susseguiti nel corso degli anni. (Teatro Regio di Parma su Wikipedia) Situato nel cuore del centro storico è sede di numerose rappresentazioni operistiche,concerti e balletti che si susseguono durante l'arco dell'anno.

I bilanci del Teatro Regio di Parma non versano in buone acque da qualche anno a questa parte. Il deficit della struttura ammonta ormai a nove milioni di euro a causa di una perpetrata cattiva gestione delle risorse.

Era il dicembre 2009 quando il segretario generale della Fondazione Teatro Regio Gianfranco Carra e il sovrintendente Mauro Meli la sottoscrivono: il bilancio 2009 della Fondazione può chiudere con un avanzo di gestione. A una condizione fondamentale: che gli attesi nuovi soci da promessi sposi convolino a nozze ed entrino nel consiglio di amministrazione. Si parla di Camera di Commercio ed Enia, due reltà che apporterebbero capitali freschi contribuendo così a ripianare perdite contabili che nel corso della seduta consiliare congiunta Controllo partecipate e Cultura Carra i vertici dell'ente lirico hanno fissato a consuntivo 2008 in 2,5 milioni. "Un disavanzo importante", ammette.

Nel frattempo i soci storici (Comune e Provincia, Fondazione Cariparma e Banca Monte) hanno già ricapitalizzato per 700 mila euro. "Come, nel corso 2009, avete cercato di invertire la rotta?", chiede Carla Mantelli del Pd. Meli la prende alla larga, parla di minori entrate per sette milioni di euro nell'anno corrente (il bilancio 2008 era di 20 mln, il 2009 di 13) ma alla fine ribadisce che "il preconsuntivo 2009 chiude più o meno in pareggio grazie a una sensibile cura dimagrante somministrata a tutte le voci di spesa". Un esempio? Il Festival Verdi: "Abbiamo speso meno della metà della prima edizione per organizzarlo". La scelta è stata di non produrre direttamente ma prendere gli allestimenti belli e pronti da altri teatri: "Bologna ci ha regalato quello per Tosca, Bilbao per i Due Foscari, insieme a Reggio Emilia abbiamo pagato 30 mila euro il Nabucco. In questo modo, facendo economia, è stato garantito il posto ai precari storici del Regio".

Da notare il fatto che il budget di Meli ammonta al tempo a 336 mila euro all'anno tra stipendio e benefit.

Ma come si è arrivati al rosso del 2008? "Il motivo principale è la mancata contribuzione 2007 di Arcus, garantita e poi saltata", ricordano Carra e Meli. Con l'ex sindaco Elvio Ubaldi, spiega il sovrintendente, venne presa la decisione di scindere il Festiva Verdi dalla stagione del Regio e di organizzare la manifestazione a ottobre. Il tutto grazie a fondi Arcus (circa 3 milioni all'anno), più un contributo richiesto direttamente al ministero della Cultura e concesso per due milioni di euro dall'allora ministro Francesco Rutelli. Non arrivarono invece i milioni di Arcus: "Ci dissero a Festival chiuso che le risorse erano state cancellate, ecco giustificata la perdita a consuntivo 2008". [1]


Il bilancio della Fondazione Teatro Regio nel 2010, con 14,8 milioni di costi e 14,3 milioni di ricavi, ha fatto segnare un rosso di mezzo milione. Nei quasi 15 milioni di costi rientrano anche le voci delle spese per il Festival Verdi (5,3 milioni), costi generali della struttura (2,3 milioni) e le spese per il personale pari a 3 milioni e mezzo circa, di cui 1,5 per il personale fisso e 2 milioni per quello a tempo determinato.

Per quanto riguarda i ricavi invece, ben 9,1 milioni derivano da contributi e sovvenzioni tra cui quelli ministeriali che pesano il 22% circa nella torta dell'entrate dell'ente mentre i biglietti incidono per il 16%. Lo storico dei ricavi evidenzia come, dal picco del 2008 quando sono stati 19,5 milioni, si è passati ai 14,7 del 2009 e ai 14,3 del 2010 con un disavanzo come detto di 500 mila euro.

Nel 2011 le cose vanno ancora peggio: il budget approvato dal cda il 27 aprile di quell’anno è di soli 3,1 milioni.[2] Dal verbale del Cda datato 30 giugno 2011, emerge la questione dell’imminente necessità di approvare i fondi per il “Festival Verdi” quando le finanze del Teatro erano già in rosso. L’allora sindaco Vignali, forte delle promesse politiche ricevute, opera affinchè il finanziamento di 3 milioni di euro per il Festival venga messo a bilancio. I tre milioni promessi non arriveranno mai, ed il deficit di bilancio del teatro regio subisce un oneroso incremento. In totale i costi del Teatro Regio sono di circa 7 milioni di euro annui. Tuttavia laddove potevano esserci dei guadagni, ovvero sulla cessione dei diritti per i dvd dell’opera omnia verdiana, questi vengono dati gratuitamente.

Nel 2012, il Comune di Parma è socio unico della Fondazione Teatro Regio, e l’allora sindaco, Pietro Vignali (attualmente agli arresti) ne era il presidente.

Il nuovo sindaco Pizzarotti (eletto nel 2012) chiama a Sovrintendere il Teatro Regio Carlo Fontana, ex Sovraintendente della Scala di Milano. Il suo compenso è di 140 mila euro a fronte degli oltre 300 mila del suo predecessore Meli (senza contare i 50 mila euro annui che il Comune di Parma versava alla società “Promozione Arte di Mauro Meli & C.”).

Ad oggi il Teatro Regio di Parma deve far fronte ad un buco complessivo di 9 milioni di euro, e ad un capitale azzerato nell’anno (2013) del bicentenario verdiano. [La Stampa, 19-01-2013]